lunedì 30 aprile 2012

Non piangere per me, Argentina!


Cara Mucca, non essere così ingenua! Nessuno, in Argentina, verserà mai una lacrima per te, né prima, né durante, né dopo averti assassinato. L’unico liquido corporeo che gli argentini sapranno versare sarà quello delle ghiandole salivari e non di quelle lacrimali. Tutti, tranne gli animalisti, vedranno in te del cibo su quattro gambe anziché una persona dotata di sensibilità, individualità e diritti. Vedono in te bistecche e hamburger esattamente come Giacomone, in preda ad una fame accecante, durante la corsa all’oro del Klondike vedeva Charlie Chaplin come un grosso pollo e non come l’abituale compagno di baracca.
Vi sono dei momenti topici nella vita degli animalisti occidentali e uno di questi è la traversata di un mese che i cavalli argentini vengono obbligati a fare, nel chiuso di buie e puzzolenti stive di navi mercantili, per essere importati in Francia e Italia, paesi notoriamente equinofagi. Gli altri incubi spinosi sono gli agnelli trasportati dall’Ungheria all’Emilia Romagna, i cavalli dalla Russia alla Puglia e le mucche dalla Germania alla Tunisia, i primi due casi solo su camion e il terzo sia su ruota che per nave.
Quando il consumatore italiano di carne equina mangia la fettina sanguinolenta suggeritagli dal medico in funzione antianemica, dovrebbe considerare che quella povera carne ha affrontato un viaggio terribile in fondo alla stiva di una nave. Come gli africani che morivano o si ribellavano durante le traversate in direzione delle Americhe venivano gettati in mare, così anche i cavalli che non ce la fanno vengono gettati nello stesso oceano, anche se le direzioni di marcia sono opposte.
Tuttavia, sembra che tali questioni etiche interessino pochi lettori e allora mi adeguo spostando l’argomento su temi di economia sociale. Per la durezza dei vostri cuori, direbbe la Bibbia. Eccovi allora un’intervista a distanza fatta ad un argentino che vive in Italia da dodici anni.

sabato 28 aprile 2012

La solitudine degli ufologi primi


Antonio Chiumiento sta a Simon Wiesenthal come il Centro Ufologico Nazionale sta al Congresso Ebraico Mondiale. Sia Wiesenthal che il Congresso Ebraico Mondiale andavano a caccia di nazisti, esattamente come Chiumiento e il C.U.N. vanno a caccia di dischi volanti. Come il Congresso Ebraico Mondiale e Simon Wiesenthal non collaboravano tra loro e non si comunicavano informazioni, così anche il C.U.N. e Chiumiento non collaborano tra loro e si guardano in cagnesco. E infine, sia il Congresso Ebraico Mondiale provava invidia per la fama di Wiesenthal, così il C.U.N. prova invidia per la fama di Chiumiento.
Sembra quindi di scorgere dei meccanismi abbastanza scontati nella psiche e nel comportamento umani e io ora vi devo confessare che è questo il motivo per il quale la mia razza mi ha mandato tra voi: perché siete una specie tragicamente prevedibile, litigiosa e immatura, che non impara nulla dagli errori della propria storia ed è sempre sul punto di scatenare inutili tempeste dentro piccoli bicchieri d’acqua.
La Federazione Galattica è molto preoccupata.

martedì 24 aprile 2012

Ego te absolvo a peccatis tuis


Siamo animali che si guardano allo specchio. Cerchiamo di capire, in noi stessi e negli altri, ma più negli altri, come siamo fatti psicologicamente. Siamo sempre pronti a condannare gli altri e a giustificare noi stessi, vedendo negli altri la patologia e in noi stessi la psicologia, il metro universale, la regola aurea. L’esempio da seguire.

La faccenda è talmente complicata che finiamo per diventare schizofrenici, ricevendo, nostro malgrado, da chi dovrebbe educarci e condurci in questo mondo di tenebre, messaggi contrastanti e contradditori. Stiamo parlando di etica e le istituzioni, i governanti e tutti coloro che prendiamo a modello ed eleggiamo a nostro punto di riferimento, predicano bene e razzolano male. Come si può pretendere da noi di non seguire le loro indicazioni?
Che le guide religiose insegnino una cosa e pratichino il suo opposto, ce ne siamo accorti da molto tempo, ma non riusciamo a trovare un modo per venirne fuori. Il caso di quella donna di Rho che è stata multata di 4.400 euro per aver filmato se stessa mentre schiacciava piccoli animali è emblematico della schizofrenia della nostra specie, ovvero della nostra società.

sabato 21 aprile 2012

La nostra corrida quotidiana


Il toro ovviamente siamo noi, per una specie di nemesi; il torero è il cancro che spesso, quasi sempre, ci uccide e l’arena è il mondo intero, con tutte le sue tribolazioni. Poiché niente è come sembra e il bispensiero orwelliano è già in atto da tempo, coloro che si presentano come cura sono in realtà il male e rientrano nella categoria delle tribolazioni al pari di tutto ciò che intacca la nostra salute. In altri termini, l’apparato medico-ospedaliero è equiparabile all’inquinamento, alle radiazioni elettromagnetiche, allo stress e a tutto quello che di nocivo può esistere sulla faccia della Terra, anche se i diretti interessati sono convinti del contrario.
Come i picadores lavorano il toro prima dell’entrata in scena del torero, così le cause della malattia lavorano i nostri corpi prima dell’entrata in scena del cancro, in questa arena delimitata dalle nostre esistenze spazio temporali. Ci sono fortunate eccezioni, naturalmente, e quanto detto fin qui è solo la mia pessimistica opinione.
Di tenore totalmente diverso è l’opinione della persona che vado a presentarvi, un’energica, informatissima e simpatica infermiera trentaseienne, moglie di quel signore che ho intervistato il 12 marzo scorso e che grazie alla determinazione della sua compagna ha potuto sfuggire alla stretta finale della chemio e della radioterapia.

mercoledì 18 aprile 2012

Il pianeta Colosseo



L’adrenalina è come il colesterolo: c’è quella buona e quella cattiva. I suoi effetti fisici sono in entrambi i casi accelerazione del battito cardiaco, dilatazione delle pupille, erezione pilifera e sudorazione. Tutte reazioni animali sedimentate nei millenni della nostra storia evolutiva, di quanto dovevamo guardarci dalla tigre e dal leone dai denti a sciabola. E pure dalle tribù nemiche.
Oggi le cose non sono cambiate di molto, sia nella fisiologia che nell’antropologia, giacché un soldato che va in guerra, ovvero in missione di pace, reagisce nello stesso modo nei momenti di pericolo e considera il nemico come appartenente ad una specie diversa. Se in passato i Cro Magnon hanno contribuito a sterminare i Neanderthal, oggi gli imperialisti americani ci provano con gli arabi, dimenticando che appartengono anch’essi alla specie Homo sapiens. In ogni caso, difficilmente riusciranno ad estinguerli.
A parte coloro che si arruolano volontari, che lo fanno per i soldi, c’è chi cerca l’ebbrezza delle scariche adrenaliniche per gioco e per noia: chi va a caccia per vedere il fagiano esplodere in volo, chi entra in un villaggio di notte, armato di mitra, per far strage di civili dormienti e chi si getta da un ponte con grossi elastici legati ai piedi.
Mentre i primi due esempi hanno connotazioni etiche e incontrano in genere la disapprovazione popolare, il terzo non ha controindicazioni di natura sociale, se non quella sulla liceità della vita messa inutilmente a rischio. Il ragazzo di cui parlerò oggi, invece, ha provato forti scariche di adrenalina a fin di bene, per salvare delle vite in pericolo e si può definire a tutti gli effetti un eroe, benché non riconosciuto come tale dalle folle dormienti e manipolate.

sabato 14 aprile 2012

La casa della tartaruga



“Fascisti carogne, tornate nelle fogne” e “Fascista basco nero, il tuo posto è al cimitero” sono stati due slogan che hanno accompagnato, di striscio, la mia giovinezza. Sul finire degli anni Settanta e il principiare degli Ottanta frequentavo persone che avevano votato la propria vita alla lotta al fascismo, o per lo meno avevano le idee chiare su chi fossero i loro nemici.
Da quando invece frequento siti di controinformazione, ho capito che la conflittualità tra Destra e Sinistra, fascisti e comunisti, camerati e compagni è stata per almeno settant’anni, in tutto il mondo occidentale, una falsa contrapposizione, perché mentre i militanti di base si scannavano gli uni gli altri, i vertici dei rispettivi partiti di riferimento, prendendo i soldi chi dalla Russia, chi dall’America, alla fin fine erano pagati dagli stessi padroni, quella famosa casta di banchieri, petrolieri e finanzieri internazionali, con prevalenza di sangue ebraico, che soprattutto nel XX secolo ha scatenato guerre, rivoluzioni, attentati terroristici fino al punto di perfezionarsi, in anni recenti, anche nella diffusione di pandemie e cataclismi dovuti alla geoingegneria.
Poiché, in linea del tutto ipotetica, anche i siti di controinformazione potrebbero essere un’emanazione dello stesso potere occulto, perfidamente sofisticato e subdolamente manipolatorio, ho pensato d’interrogare direttamente le persone per sottoporre a verifica quanto finora i siti alternativi mi hanno insegnato, trovare eventuali elementi di contatto ed incrociare i dati, così da avvicinarmi il più possibile alla verità. E poi anche perché ogni tanto fa bene mettere da parte il computer.
I miei ospiti di oggi sono due militanti di Casa Pound.

giovedì 12 aprile 2012

Scacciamosche governativi


Ieri è successa una cosa gravissima! Il sito con cui collaboro è stato preso di mira da guastatori professionisti filogovernativi. Sulla loro appartenenza e identità ci sono pochi dubbi, dal momento che se Anonymous è quel che dice di essere non avrebbe senso attaccare siti come Stampa Libera. Se invece Anonymous è un fasullo gatekeeper allora, per quel che ne so, potrebbero essere stati gli stessi hackers che recentemente hanno portato attacchi informatici ai siti della polizia, del vaticano, di Equitalia e di Trenitalia. Ché tanto sappiamo già come funzionano gli attacchi false flag. In italiano “a falsa bandiera”.
Per quel che ne so, Anonymous potrebbe essere stato creato proprio per mettere a tacere la voce virtuale della resistenza, facendogli fare come “inizio carriera” piccole azioni di disturbo verso siti governativi. Quello di Trenitalia, per esempio, dopo dieci minuti era di nuovo ripristinato, mentre quello del vaticano è rimasto all’oscuro per una mezzora.
Poca cosa!
Stampa Libera non sappiamo per quanto tempo rimarrà oscurata, ma al momento in cui scrivo sono già passate dodici ore.

martedì 10 aprile 2012

L’ombra di Lombroso



“Il criminale è un essere atavistico che riproduce sulla propria persona i feroci istinti dell'umanità primitiva e degli animali inferiori
Cesare Lombroso


Nella seconda metà dell’Ottocento imperava il Positivismo. Anche se L’uomo delinquente fu pubblicato nel 1876, la teoria dell’Atavismo fu formulata da Cesare Lombroso un anno prima della pubblicazione de L’origine delle specie di Darwin, che è del 1859.
Si respirava l’aria di quello che sarebbe stato chiamato darvinismo sociale, in cui gli scienziati erano chiamati a trovare le giustificazioni tecniche e razionali delle disuguaglianze sociali. Lombroso fece la sua parte ricercando sulla struttura cranica di pazzi e delinquenti le caratteristiche che li distinguevano dai bravi, onesti e sani cittadini timorosi di leggi e autorità.
Riuscì in questa impresa, o si convinse di averlo fatto, studiando il cranio di Giuseppe Villella, che fu solo il primo di una lunga serie e che era uno dei tanti “briganti” meridionali uccisi dai militari sabaudi negli anni dell’unificazione d’Italia, conclusasi, ma non per il Triveneto, nel 1861.
Beffardamente, dopo la sua morte avvenuta nel 1909, per venire incontro alle sue stesse ultime volontà, il suo cranio fu analizzato autopticamente dai suoi collaboratori e, in base ai parametri messi a punto da Lombroso, avrebbe dovuto essere classificato come affetto da “cretinismo perpetuo”. Qualcosa evidentemente non quadrava e i suoi seguaci cominciarono a sospettarlo. Oggi le teorie di Cesare Lombroso sono considerate pseudoscientifiche. Sorvolerò sul particolare che Lombroso era ebreo e riporterò qui la testimonianza di una donna che in giovane età fece parte della Mala e lascerò ai lettori il compito di confrontare la sua storia con le teorie ottocentesche sulla genesi del comportamento criminale.

sabato 7 aprile 2012

Il giardino Bonsai di casa Ezra



Sono uscito di casa con l’intenzione d’intervistare qualche responsabile dell’ANLAIDS, che sapevo avrei trovato nella piazza del mio paese. Sono 3000, infatti, i gazebi che si tengono in questi giorni in tutta Italia ma, come avrei dovuto immaginarmi, nessuno dei volontari presenti era autorizzato a rilasciare dichiarazioni. Sembra che nessuno voglia assumersi la responsabilità di fare affermazioni che poi potrebbero risultare non gradite ai vertici dell’organizzazione. Evidentemente i singoli attivisti sono ben contenti di far parte di una piramide gerarchica e di svolgere il ruolo di peones. O fanteria che dir si voglia.
Se da una parte si tende a considerare con disprezzo i partecipanti alle dimostrazioni oceaniche dei partici politici, chiamandoli “bestiame da manifestazione”, dall’altra pare ben radicata nell’animo umano l’esigenza di sentirsi ingranaggi non-pensanti di un qualcosa di più grande, in cui ci sono altri che pensano al posto nostro.
Esattamente ciò che succede nell’esercito.

venerdì 6 aprile 2012

Grembiulini massonici e ampolle celtiche



Quando Tangentopoli fece fuori Craxi, Alessandra Mussolini disse le testuali parole: “Hanno impallinato il cinghialotto!”. Espressione pure simpatica, benché di stampo venatorio, se non fosse che il cinghialotto in questione sviluppò una grave malattia in seguito alla DHS, così come spiegato dalla Nuova Medicina Germanica, andando a morire in esilio in quel di Hammamet.
Ora, con le accuse nei confronti di Umberto Bossi, da parte della magistratura, abbiamo l’ennesima conferma che i condottieri ingombranti vengono prima o poi eliminati con le cattive, mentre la fanteria viene sfoltita in maniera più morbida. Capitò così anche con Andreotti, accusato di collusione con la mafia, anche se gli si offrì un’uscita di scena non troppo traumatica, una specie di onore delle armi, in virtù degli enormi servigi che aveva fornito ai veri padroni del mondo, di cui era burattino come tutti gli altri uomini politici.
Bossi passerà alla storia come fondatore del “celodurismo” e per il digitus impudicus usato come mezzo d’espressione. Parafrasando una famosa frase di TNEPD, il dito medio è “come la minchia: bisogna saperlo usare” e Bossi modestamente sapeva quando usarlo. Ah, quanto ci mancherà la sua voce roca e i suoi gesti da gentiluomo!

mercoledì 4 aprile 2012

Meditate gente, meditate!



Sono andato ad un appuntamento con un uomo che non avevo mai visto, né lui aveva mai visto me. Stavo entrando in panico perché, arrivato in ritardo, mi ero accorto di aver dimenticato il foglietto su cui c’era il suo numero di cellulare, quando vedo un uomo scendere da una Panda e salutarmi amichevolmente, chiamandomi per nome da lontano.
“Ti ho beccato!”, mi dice sorridendo.
“Va be’ che non c’è molta gente qui, ora, ma come hai fatto a riconoscermi?”, gli ho chiesto.
“Perché ti ho visualizzato ieri durante la meditazione”, è stata la sua risposta. Acc…cominciamo bene! – ho pensato.