sabato 30 novembre 2013

Un lemure di 70 chili

                                                                                 
Tutte le mattine in Africa una gazzella si sveglia e si mette a correre. Tutte le mattine in Africa un leone si sveglia e anche lui si mette a correre. Tutte la mattine in questa parte separata dell'Africa australe, Andrea Barbieri si vorrebbe svegliare alle sette come tutti i comuni mortali, per mettersi a correre per il suo ristorante di Tulear, ma c'è un lemure Sifaka femmina che lo sveglia alle 5.00 per giocare con lui. Il lemure entra dalla finestra e non se ne va prima di aver ricevuto la sua dose giornaliera di grattatine e coccole. La tresca va avanti da qualche settimana, ma Andrea, un 44enne mantovano che venne in Madagascar nel 2004, ne rimase stregato e l'anno dopo vi si trasferi' definitivamente, è quasi sicuro che lo stesso esemplare, una femmina che lui ha chiamato "Ma", gironzolava nei paraggi già dall'anno scorso, insieme a un maschio. Poi era venuto l'ennesimo ciclone e dopo qualche tempo si era presentata da sola.                                                                                                                                       

venerdì 29 novembre 2013

La tana di Jeannette

La conobbi nel dicembre del 2006, durante il mio secondo viaggio in Madagascar. Ancora non sapevo che si chiamasse Jeannette, ma nel contesto in cui si trovava, risaltava come un candido giglio in mezzo a un mare di ortiche marcescenti. Sebbene per i malgasci i cani siano tabù, in quanto sporchi, pericolosi o per altre ataviche motivazioni, lei se ne circondava, ci dormiva assieme nello stesso tugurio, quando i periodici cicloni le permettevano di averne uno. Di modo che, ogni volta che sulla via di Tulear facevo tappa a Fianarantoa, l'andavo a trovare portando cibo per lei e i cani. Anche stavolta è andata cosi' e anche stavolta devo riscontrare la mancata collaborazione da parte della mia compagna di viaggio, quella Ravaotiana che i miei lettori hanno già conosciuto. Solo che le prime volte, quando Tina si manteneva a distanza mentre io ero alle prese con la distribuzione di cibo ai cani e la ressa di altri barboni che osservavano stupiti, mi arrabbiavo come una iena. Ora invece non lascio penetrare in me la rabbia troppo in profondità. So che per Tina cani e barboni sono tabù e che il confine tra la sua identità e la loro è invalicabile. Questione di cultura.

giovedì 28 novembre 2013

L'uomo che morì due volte

Il personaggio che vado a presentarvi meriterebbe l'attenzione di Angelo Nigrelli, in arte WASP, conosciuto anche come il Torquemada dei ciarlatani o come il Lone Ranger dei fuorilegge dell'ortodossia. Di lui, Marc Tatandraza, non si sapeva nulla finché la città di Antananarivo non fu inondata di volantini in cui esprimeva il suo credo e publicizzava il suo CD-Rom. La televisione lo cerco' per fargli un'intervista, durante la quale disse di essere morto una prima volta nel 2007 e una seconda nel 2012. In entrambi i casi, presentatosi al cospetto di Nostro Signore Gesù, questi gli disse che non era ancora la sua ora, che aveva ancora del lavoro da fargli svolgere e che l'avrebbe rimandato sulla Terra. Non prima, pero', di fargli fare una gita turistica all'inferno, novelli Dante e Virgilio. Cio' che il ragazzo riporto', una volta ritornato in superficie, fu che all'inferno è pieno di artisti, di gente che va al cinema e a teatro, nonché di poliziotti. All'inferno vide anche un ministro della repubblica del Madagascar e pertanto Marc esortava le persone di buona volontà ad andare regolarmente a messa e a comportarsi cristianamente. Ai poliziotti soprattutto raccomandava di non chiedere tangenti agli automobilisti di passaggio, altrimenti sarebbero finiti all"inferno, loro e le loro capaci ventraie. Parole testuali.

martedì 26 novembre 2013

Il giudice che amava lo yoghurt

Sua moglie Haova mori' all'età di 42 anni a causa di un ictus. Anch'io partecipai al suo funerale nelle vesti di fotografo, nel 2009, perché¨Tina mi chiese di fotografare la bara quando sarebbe stata portata fuori dalla chiesa. A un certo punto, se ci si trova in Madagascar, si smette di fare domande, poiché, come diceva Amleto, ci sono troppe cose misteriose tra cielo e terra, di quante la nostra fantasia possa immaginare. Etsifosaine, marito della defunta, aveva fatto il giudice di tribunale per tutta la vita, mandando in prigione poveracci senza soldi e assolti criminali con i soldi sufficienti a corromperlo, quando i malcapitati non venivano direttamente crivellati di colpi dalla polizia, come si vede nelle due foto. Un'altra stranezza su cui è inutile investigare è come sia possibile che un uomo altolocato come Etsifosaine abbia avuto per tutta la vita solo quel nome. E nessun altro. Questo, in considerazione del fatto che Tina, fra nomi e cognomi, ne ha ben cinque. Etsifosaine, all'anagrafe, aveva solo quello.
Il bello, pero', viene adesso. Benché sia stato giudice e candidato alle elezioni al parlamento malgascio senza mai raggiungere il quorum, il dottor Etsifosaine era rimasto stregone, un po' come il fratello di Madame Freurette che, pur essendo professore, era venuto a compiere il sacrificio della pecora come raccontato in "L'inferno dove sono diretto". La laurea, evidentemente, non fa sparire le superstizioni.

sabato 23 novembre 2013

La vendetta della natura

La Vérité, giornale malgascio in lingua francese, il 19 novembre scorso ha dato la notizia di una tartaruga di mare che ha ucciso 3 persone e ferite 29. Nello stesso articolo fa cenno a un episodio analogo accaduto la settimana scorsa in cui uno squalo aveva ucciso 5 persone e mandato all'ospedale ben 114 di loro. Detta cosi', la notizia farebbe la felicità di qualunque animalista che penserebbe: "Finalmente adesso gli animali si sono messi a fare sul serio, vendicandosi dei propri atavici aguzzini!", ma purtroppo le cose sono andate diversamente e George Orwell, con la sua "Fattoria degli animali" non c'entra niente. Sia lo squalo che la testuggine di mare sono stati soggetti passivi di queste piccole stragi di pescatori e loro familiari, in avvenimenti pazzeschi che possono capitare solo ai tropici. Il fatto è - a detta del giornale - che la tartaruga e lo squalo hanno mangiato un'alga che in questo periodo sviluppa tossine mortali e fra i deceduti c'è una ragazza di vent'anni, un bambino di 9 e perfino un infante di 9 mesi. La vicenda della tartaruga è successa ad Andovinkoko, mentre quella dello squalo a Fenerive Est. Ma io mi chiedo, nella mia scarsa conoscenza di ittiologia:
1) come mai l'articolista non fa alcun accenno al fatto che le tartarughe di mare sono protette in tutto il mondo?
2) com'è possibile che, pescati da secoli, sia le tartarughe che gli squali, solo adesso i pescatori malgasci si accorgono della loro tossicità?
3) come mai dei genitori danno carne di tartaruga a un bimbo di nove mesi?
4) se la tartaruga puo' aver mangiato direttamente le alghe, cio' non puo' essere stato fatto dallo squalo, che deve per forza aver mangiato pesci più piccoli. E dunque, l'intera catena alimentare, in quelle zone, dev'essere compromessa.
Le aurorità sanitarie hanno sequestrato tutta la carne avanzata, per poi seppellirla affinché nessuno vada a mangiarla. Nel caso della tartaruga, un intero villaggio è stato fatto evacuare, come nei migliori film catastrofisti di Hollywood. E' stato disposto che in quei tratti di mare non sarà possibile pescare squali e tartarughe fino al mese di maggio prossimo. Se fossi complottista, direi che gli Illuminati hanno escogitato un'altra diavoleria per sfoltire un po' di misera umanità, ma non mi spingo fino a tanto. Dico solo che se il Mediterraneo si sta riscaldando, l'Oceano Indiano lo fa ancora di più e a farne le spese sono stati principalmente squali e tartarughe e, secondariamente, anche un certo numero di sprovveduti pescatori. Il cerchio per una volta tanto si è chiuso. Con una splendida Nemesi.
 

In principio era il dollaro

La prima cosa che si deve fare quando si arriva al Pavillon de Jade, nel quartiere cinese di Antananarivo, è di cambiare il denaro. Fino a un anno fa, a svolgere il servizio di cambio in albergo era Jean, che poi si è licenziato per aprire un negozio di alimentari. Al suo posto ora c'è suo cugino, cuoco nello stesso albergo. Ho cambiato 2.000 euro, a 2920 ariary per euro, pari a 5.840.000 ariary. Ovviamente, conviene cambiare a nero piuttosto che nelle banche, che applicano tariffe da strozzinaggio, com'è loro costume. Si tratta quindi di legittima difesa, per noi comuni e vessati mortali. Il pacco, poi, è stato messo nella valigia chiusa con un lucchetto, perché delle donne delle pulizie ci si puo' fidare fino a un certo punto. Prima del gennaio 2002, se si andava in vacanza in un qualsiasi paese extracomunitario, era necessario portarsi dietro dollari, da cambiare sul posto. Ora non è più cosi' e l'euro ha almeno la stessa dignità del dollaro. Forse siamo arrivati a questo grazie agli Illuminati e al loro collaudato metodo del divide et impera, di cui si servono da secoli per tenere divisa e perennemente in lotta l'umanità. Comunque sia, poiché io nella circostanza in oggetto rappresento il banchiere, Tina riveste il ruolo di mia personale impiegata. E lo fa ben volentieri, perché per una ragazza malgascia deve essere una bella soddisfazione manipolare una simile mole di denaro. Le è capitato poche volte nella vita e qualche vantaggio arriva anche a lei. Le banconote, ovviamente, sono state contate una per una, sotto gli occhi pazienti del cuoco Justin e del suo socio in affari Honoré. E via cosi'. Cerchiamo di spenderli oculatamente.

venerdì 22 novembre 2013

I soldi fanno la felicità

La prima cosa che ho fatto arrivando all'aeroporto di Antananarivo è stata quella di mettermi in tasca un grillotalpa, perché è risaputo che ai grillotalpa piacciono molto gli uffici della polizia di frontiera, specie nel Terzo Mondo dove ci sono luci al neon e porte spalancate. Una volta uscito all'aperto, l'ho liberato su un cespuglio. La seconda cosa che ho fatto è stata quella di dare a Tina la busta contenente il denaro che un anonimo ha voluto regalarle, forse per simpatia nei suoi confronti o per altri insondabili motivi. Il giorno dopo, usciti dalla pizzeria "Pizza Duo" e non volendo tornare in camera a piedi, appesantiti come eravamo, siamo saliti su un taxi, di quei taxi che non hanno i finestrini ben chiusi, ma solo precariamente accomodati. Cio' ha permesso al ladro di turno di approfittare di un imbottigliamento per allungare il braccio all'interno dell'abitacolo, proprio mentre stavo estraendo la banconota per pagare il taxista. Per istinto ho serrato fortemente il portafoglio, mi sono preso una graffiata sulla mano e, voltandomi, ho visto il ladro superare la velocità del mitico Mennea, andando anche a sbattere contro un mendicante. Ho riso come un Budda, anche grazie alla birra che tinge il mondo di rosa, ma se il ladro fosse riuscito nell'intento forse non sarei stato capace di ridere buddisticamente. Morale: i soldi fanno la felicità. A Tina perché ne ha ricevuto in dono e a me perché non me ne hanno rubato. Al ladro è andata peggio. Spero che le sue sporche unghie non mi procurino qualche fastidiosa infezione. Ho comunque un buon sistema immunitario.

mercoledì 20 novembre 2013

Avviso ai naviganti

Come vi accorgerete, a partire dal 21 novembre la pubblicazione di articoli su questo blog subirà un rallentamento a causa del fatto che mi troverò a mille miglia da casa. Tuttavia, voglio provare a tenere un diario di viaggio, in base alla disponibilità di internet point che troverò in Madagascar, per mantenere vivo il rapporto di amicizia virtuale con i miei affezionati lettori. Spero di poter passare del tempo, oltre che nella boscaglia, senza corrente elettrica e motori a scoppio, anche in un posto come questo, meno selvaggio.

L’inferno dove sono diretto



La storia che sto per raccontare, alcuni di voi stenteranno a crederla vera. Eppure è successa, mi è successa, e per qualche giorno mi ha fatto piombare nella depressione, dandomi un senso di spaesamento e facendomi percepire la fragilità della condizione di essere un alieno capitato per sbaglio su un pianeta primitivo.
Rientravo in città, a Tulear, dopo un viaggio di quindici ore su strade piene di buche e sassi, rannicchiato nella cabina di guida alle spalle dell'autista. E' mezzanotte quando il camion-brousse spegne finalmente il motore, tenuto ininterrottamente acceso fin dalla partenza. I due addetti sono già sul tetto del camion, per consegnare i bagagli. In che condizioni saranno le due capre nascoste alla vista da file di taniche e di casse di birra? Bambini piangono, adulti si aggirano nel buio, galline strapazzate starnazzano di dolore. Chi ha la pila proietta inutili fasci di luce sul tetto e descrive ad alta voce forma e colore del proprio bagaglio. Alla fine, Tina, la mia compagna malgascia, rientra in possesso delle due valige. Io, è già da un po' che mi ero seduto, dietro, nell'unico taxi disponibile. A fianco del taxista si siede un altro cliente. Non c'è molta strada da fare, per arrivare al quartiere di Sanfily, ma di notte la città diventa pericolosa. Imbocchiamo la stradina sabbiosa, anch'essa piena di buche e sassi, che conduce alla casa di madame Fleurette, dove siamo in affitto. 

Interazioni ludiche tra umani e animali

 
Fonte: Eticamente

Questo video è davvero molto bello, si vede un grosso porcospino americano che cerca coccole da un amico umano. E' strano, lo ammetto, che un animale selvatico come un porcospino si butti a pancia all’aria per prendere le carezze. Il filmato è stato ripreso all’Alaska Wildlife Conservation Center, si tratta di un porcospino maschio di cinque anni che va matto per le mele. A quanto pare, gli addetti agli animali lo accarezzano e giocano con lui… sempre con i guanti. Lui rotola e fa le feste proprio come un cagnolino. L'avreste mai detto?

I veri sciacalli volano alto

 

No. Mi dispiace ma no.

Non voglio donare soldi per “un aiuto subito” alle vittime del nubifragio. Non voglio mandare nessun SMS “solidale” da 2 euro a nessun numero speciale.
E poi mi chiedo, di quei 2 euro che mando con un SMS (maniera estremamente rapida per pulirsi la coscienza e/o sentirsi solidali e utili) quanti arrivano effettivamente a destinazione? C’è una quota trattenuta dall’operatore per il servizio? Ci si paga l’iva? Ci sono altre tasse nascoste? Quanti se ne perdono per strada prima che arrivino effettivamente a chi sono stati destinati?
Non voglio “fare un gesto semplice ma che può cambiare molto”, come tra poco diranno noti esponenti dell’italico actor studio in pubblicità progresso sempre uguali, qualunque sia il tema.

Taurus e la bassa stima di sé

 

Le ricerche hanno mostrato anche qualche tratto caratteriale che si associa più di frequente con le tendenze complottiste. Una ricerca ha concluso che i complottisti tendono ad essere più cinici nei confronti del mondo e della classe politica. Le teorie del complotto si diffondono più spesso in persone che hanno una bassa stima di sé e la sensazione di non essere in grado di intervenire per cambiare il mondo che li circonda.

C'è ancora chi si fida dei politici?

 

Sabato 9 novembre 2013, a Treviso un corteo di rappresentanti e attivisti delle associazioni animaliste locali e comuni cittadini ha sfilato per le vie del centro per chiedere di fermare il massacro dei cani in Romania. Alla manifestazione organizzata da OIPA, ENPA e LAV e, a cui ho partecipato, hanno preso parte anche il Presidente della Provincia Leonardo Muraro e il sindaco di Ponzano Veneto e Giorgio Granello, che è anche segretario provinciale della Lega Nord.
Oggi, ho deciso di prendere carta e penna e rivolgermi proprio a loro perché, se ho accolto con favore la loro partecipazione alla manifestazione, ora mi chiedo che differenza c’è per loro tra il massacro di cani in Romania e quello di mamme Volpi con i loro piccoli proprio a casa nostra, in Provincia di Treviso.

All'università possono farlo

 

All'Università dell'Oregon stimolazioni dolorifiche vennero applicate a gatti mediante calore a livello del pavimento e mediante punzecchiature con spilloni.
In reazione alle punture delle palme delle zampe, alcuni Gatti saltavano in aria fino a sbattere col capo contro il soffitto dell'apparecchio da esperimento. Se ricadevano sugli spilli, aprivano vigorosamente le zampe a ogni contatto e a volte tentavano perfino di mantenersi in equilibrio sulle zampe anteriori, tenendo le zampe posteriori sollevate in aria...

L' esperimento si trova descritto in questi termini nel Journal of Neurophysiology.

martedì 19 novembre 2013

Siamo sotto attacco

 
Dopo 400 anni, la Chiesa si è ufficialmente pentita di aver ucciso Giordano Bruno. Dopo 64 anni, il governo USA ha chiesto scusa per gli esperimenti sulla sifilide fatti in Guatemala a partire dal 1946. Dopo settant’anni, sempre il governo USA ha ammesso che si sapeva dell’attacco a Pearl Harbour già da un paio di giorni prima che avvenisse. Dopo 46 anni siamo venuti a sapere che nel 1967 l’aviazione americana aveva incrementato la potenza dei monsoni per far piovere sulla giungla nordvietnamita. Fra poco verrà ammesso pubblicamente che l’abbattimento delle Torri Gemelle è stato in realtà una demolizione controllata e non ci sarà bisogno di aspettare i prossimi settant’anni, cioè la durata della vita media umana. Forse ci verrà elargita anche la disclosure che tanti ufologi stanno aspettando, sull’esistenza di razze aliene sulla Terra. Io che amo portarmi avanti col lavoro, azzardo l’ipotesi che i cicloni devastanti di questi giorni (Filippine, Midwest americano e Sardegna) sono il risultato di strumenti bellici capaci di rafforzare la forza degli eventi atmosferici. 

Cambiando l'ordine dei fattori

 
Testo di Fabrizio Belloni

Puntuale come un'epidemia, a scadenze sempre più ravvicinate, con il servile accompagnamento di tutte le grancasse–linguetta, ci sbattono in faccia, da quasi tutti i media, la rinascita del razzismo, con particolare sottolineatura della situazione in Europa in genere ed in Italia in particolare. A cominciare dall’ex filonazista Napolitano (giornale dei G.U.F. di Bologna del 1941), per scendere a tutti o quasi gli intellettuali (ma non era una parolaccia?), ai commentatori mediatici, alle cosiddette “persone per bene e democratiche”.
Ovviamente il razzismo preso di mira è quello antisemita.
I maggiorenti delle varie comunità ebraiche dello Stivale entrano in fibrillazione furiosa ad ogni stormir di fronda, ad ogni starnuto, al minimo, eventuale, lontano accenno di distanza presa dall’essere ebreo. Siamo arrivati al punto che chiedere, soltanto chiedere, cosa l’esercito israeliano faccia nella Striscia di Gaza viene ululato come comportamento “razzista, anti semita, filonazista” e chi più ne ha più ne metta. Raccontare le atrocità contro donne, vecchi e bambini palestinesi è considerato attentato contro l’esistenza dello stato giudeo, contro Israele. 

La Terra, ovviamente, è piatta

 

Sembra uno scherzo, eppure non lo è. Anni di convinzioni andate in fumo grazie ad uno studio condotto dall’Università del New South Wales, in Australia. I ricercatori hanno scoperto che i vegetariani, coloro che ritengono che mangiare carne non sia etico, in realtà uccidono più animali, in misura 25 volte maggiore di quanto facciano gli onnivori.
I vegetariani ritengono che l’allevamento danneggi l’ambiente e che sprechi  vegetali. Il professore dell’Università che ha condotto lo studio, tale Mike Archer, ha dimostrato invece che la produzione dei vegetali consumati dall’uomo possa uccidere un numero di animali 25 volte superiore per chilogrammo di proteine utilizzabili prodotte, rispetto a quanto avviene per la produzione di carne. La maggior parte dei bovini macellati si nutrono di vegetazione spontanea e la produzione di grano, riso e legumi comporta proprio l’eliminazione di vegetazione spontanea. Il tutto comporta, secondo la logica, alla morte di migliaia di animali la cui sopravvivenza è legata a quel determinato tipo di vegetazione ed ecosistema.

Scudisci & scuderie

 
Fonte: Promiseland


Lo scorso settembre siamo venuti a conoscenza di una situazione a prima vista paradossale: secondo varie segnalazioni due cavalli, impiegati nella Giostra dell’Orso di Pistoia (una delle tante manifestazioni storiche con uso degli animali in Italia) erano reclusi da almeno due mesi in due box a pochi metri da una strada pubblica, in un terreno non recintato. Per essere sicuri, abbiamo monitorato per alcune settimane la situazione, recandoci sul posto e constatando l’attendibilità di quanto ci era stato riferito: i due cavalli vivevano chiusi in box di 3×3 metri, senza neanche la possibilità di mettere fuori la testa, senza cibo a loro disposizione (evidentemente veniva dato loro a razioni), con alcuni piedi ferrati ed altri che avevano perso il ferro.

La foglia di fico della conservazione

 
Fonte: Promiseland

I delfinari dell’Unione Europea, inclusi quelli nazionali, non ottemperano alle disposizioni della Direttiva Zoo 1999/22/CE relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici: con questa motivazione LAV e Marevivo sollecitano la Commissione Europea ad avviare una procedura d’infrazione nei confronti del nostro Governo.
A supporto di questa richiesta, lo scorso 5 Novembre LAV e Marevivo, in Senato, presso la sala Caduti di Nassirya, hanno presentato alla stampa un dettagliato Rapporto sulle gravi violazioni nei delfinari dell’Unione Europea, dove attualmente vi sono 34 delfinari, con 305 cetacei, fra delfini e focene; in tutto sono 15 gli Stati Membri che ancora tengono cetacei in cattività. Il Rapporto è stato elaborato dalla Whale and Dolphin Conservation in collaborazione con Born Free Foundation, ENDCAP, LAV e Marevivo.

lunedì 18 novembre 2013

Falchi, colombe, uccellini e uccellacci

 
Fonte: L’Officina

Testo di Paolo Danieli

C’è qualcosa di strano nella scissione del Pdl. Qualcosa non torna. Un po’ anomala come rottura, con Berlusconi che raccomanda a quelli di Forza Italia 2 di non alzare troppo i toni con quelli del Nuovo Centrodestra, di polemizzare sì, ma con garbo, per non scavare solchi troppo profondi, per non compromettere un’eventuale ricomposizione. Una rottura dove il capo degli scissionisti ha continuato a parlare con colui che avrebbe tradito e dove tutti, falchi e colombe, sembrano essersi messi a svolazzare di qua e di là, ma senza allontanarsi troppo. Qualcosa di nettamente diverso da quello che era successo con Fini. Altre dichiarazioni, altra atmosfera, altre facce. Quella rottura aveva risvegliato sentimenti forti, reazioni cattive, dichiarazioni brucianti e colpi bassi. Questa volta invece tutto è soft. Berlusconi ha parlato tranquillo, per niente tirato, davanti ad una platea composta. In sala nemmeno una bandiera o uno striscione. Qualcosa di strano di fronte alla perdita di 304 membri del Consiglio Nazionale, tra cui 5 ministri, 31 senatori, 28 deputati, 9 parlamentari europei, un presidente, 12 assessori e75 consiglieri regionali, 7 presidenti di provincia, 4 sindaci di comuni capoluogo.

Niente di nuovo sotto il sole delle teorie

 
Fonte: Pianeta Blu


E se gli esseri umani non venissero dalla Terra? Se lo è chiesto Ellis Silver, noto ecologista americano, che nel libro intitolato “Humans are not from Earth: A scientific evaluation of evidence” s’interroga appunto sulla natura degli uomini, sostenendo che provengono da un altro pianeta e che decine di migliaia di anni fa sarebbero stati messi «per punizione sulla Terra», diventata per loro un «pianeta-prigione». Spiega il Daily Mail che per avvalorare la sua tesi, Silver offre diverse argomentazioni, chiedendosi per esempio come mai gli uomini non siano del tutto sani, ma «malati cronici». Che gli abitanti del nostro pianeta non siano indigeni del posto, ma provengano da altri mondi è un’idea antica. Esiste anche una teoria di molti decenni fa che ci assimila ad un esperimento in cattività. Ipotesi credibili ?

In massa a Massa

 

Domenica 24 novembre, gita di massa a Massa!
Tra tutte le barbarie perpetrate dal genere umano sugli animali, la caccia rappresenta una delle più insensate, vigliacche, crudeli, inutili tra esse, soprattutto nelle società occidentali. Inutile soffermarsi sui particolari di questa strage legalizzata, di quanto essa sia invisa alla maggioranza della popolazione, di quanti danni faccia all’ambiente ed alle persone, di quanti animali vengano ogni anno massacrati da chi si auto-proclama “amante della natura”: con chi uccide creature per sport, per passatempo, per divertimento, non può esserci alcun dialogo. Ancora meno si può dare ascolto alle fanfaronate di questi pagliacci, che si giustificano citando la storia dell’uomo, o gli animali carnivori, o gli eschimesi, come se loro abitassero ancora nelle caverne, o si nutrissero davvero di quello che cacciano, o vivessero nella Groenlandia settentrionale. La caccia è mero assassinio e basta.
Cani Sciolti e Chiens des Rues parteciperanno al presidio organizzato contro “Mondo Caccia”, fiera venatoria tra le più importanti in Italia, che si terrà domenica 24 novembre a Massa Carrara, in Toscana, una delle enclavi dove questa “passione” è più sentita.
Massa Carrara dista circa tre ore da Milano e tre ore e trenta da Torino, chi fosse interessato a partecipare ci contatti in privato, organizzeremo le auto per dividere i costi. Liguri e attivisti dal Centro Italia sono naturalmente i benvenuti.
Gli appartenenti ai gruppi dei Cani Sciolti e degli Chiens des Rues sono tutti vegani, o al massimo vegetariani, quindi la nostra coerenza ci permette di poter protestare a testa alta contro questa schifosa “tradizione”, senza sentirci rinfacciare di mangiare altri animali.
Esprimiamo tutto il nostro disprezzo verso chi uccide animali per gioco!

Quando la realtà sfuma nel sogno

 

Avevo rinunciato a portarmi in Madagascar la macchina fotografica proprio per sentirmi più leggero. L'ideale sarebbe stato prendere a noleggio una moto e girare l'isola in piena libertà (i vazaha più ricchi girano in macchina), senza dover viaggiare scomodamente stipati in fondo a un taxi-brousse e senza dover combattere con i procacciatori di passeggeri che s'intromettono con prepotenza durante le contrattazioni con l'autista.
Ci sono francesi di una certa età che girano in lungo e in largo per tutti i bordelli. Sono chiamati zanatani e fanno solo quello nella vita. Vidi un giorno uno di loro portarsi in camera due makurele, forse per far loro interpretare il ruolo di lesbiche. Ognuno si diverte come può e comunque, per venire incontro a ogni genere di clienti, c'erano dei malgasci che bazzicavano la terrazza del La Plage vendendo confezioni di Viagra di fabbricazione indiana. Fatti un po' di calcoli, Maurizio scherzosamente disse che si poteva in teoria fare business, con quelle portentose pastiglie azzurre, dato l'alto costo che hanno in Italia. Il difficile, come nel caso dei vecchi libri in francese, è trovare i clienti giusti.

Il lupo vestito da pecora

Un comico per me sconosciuto, dallo spiccato accento meridionale, esprime in pochi minuti una verità profonda che solo in pochi siamo riusciti finora a scoprire (forse siamo noi i nuovi Iniziati). Il soggetto in questione, Papa Francesco, per me era squalificato fin da quando al telegiornale dissero che in Argentina era ghiotto di Asado, cioè di carne arrosto. L'obiezione fondamentale però resta quella evidenziata nel video: le enormi ricchezze che la Chiesa conserva a dispetto dell'immagine di umiltà e sobrietà del burattino di turno, venuto dalla "fine del mondo". L'ultima sua trovata - o dei suoi creativi - è quella della medicina chiamata "Misericordina". Un rosario e un'immagine della Vergine da usarsi prima, durante e dopo i pasti. E anche lontano da essi, chi li può fare. Messaggio subliminale: se stai male fisicamente devi prendere le medicine, così facciamo contente le industrie farmaceutiche. Ma se stai male spiritualmente, devi andare dal dottore (il parroco) che ti somministrerà le adeguate cure per farti ritornare all'ovile di Santa Romana Chiesa.
Godetevi questa bellissima performance.

Non so più come insultarvi


Testo di Fabrizio Belloni

La frase del titolo non è mia: la lessi su uno striscione della mitica “curva Nord” di San Siro, la curva dedicata ai super tifosi dell’unica squadra italiana mai andata in B: la grande, pazza, adorata Inter. Era un periodo, prima della cavalcata trionfale che ci portò in vetta al mondo, che vedeva una squadra sfilacciata, molle, senza entusiasmo, speranza, voglia di combattere.
Mi è tornata in mente in questi giorni guardando, con occhio schifato e feroce, lo spettacolo della politica (?) italiana. Mi perdonino i miei confratelli di fede nerazzurra, se accosto, anche indirettamente, la “Beneamata” allo squallido spettacolo pubblico. Non è certo mia intenzione accostare categorie serie e virili come il circo del pallone alla cloaca maleodorante della politica.
Ma veramente non ho più aggettivi per manifestare i moti dell’animo, di fronte a quanto ci sciorinano di giorno in giorno i “politichetti” dello Stivale. Né servirebbe usare termini volgari, popolareschi,  grevi e grezzi: comunque li innalzerebbe dallo stato melmoso in cui si sono cacciati. La fregatura è che ci hanno obbligati a seguirli nella palude, visto che sono coloro che comandano.

sabato 16 novembre 2013

Oh, Gesù Mio!



Alcune persone del pubblico non hanno nascosto una certa irritazione, venerdì 15 novembre, quando un signore favorevole agli OGM ha preso la parola dicendo che non è vero che i campi di mais MON 810 eliminano gli insetti utili, perché lui aveva trovato moltissime coccinelle sulle pannocchie di un campo a Tomba di Mereto. Aveva fatto una ricerca per un suo interesse personale e non perché fosse stato pagato da qualcuno, né che avesse ricevuto promesse di pagamento da chicchessia. Al che, una donna seduta in prima fila aveva risposto stizzita che ci sono centinaia di studi di ricercatori americani, secondo cui la monocoltura con il MON 810 fa tabula rasa di api e qualsiasi altro insetto che ne venga in contatto, utile o dannoso che sia. E che un solo esempio non basta per scalfire il quadro generale.
A me l’intervento di quel coraggioso signore, venuto nella tana del lupo ad ascoltare la conferenza della Legambiente, è piaciuto, perché è necessario sentire tutte le campane, esattamente come ho fatto tempo addietro dando la parola ad Angelo Nigrelli, appartenente ai cosiddetti negazionisti delle scie chimiche. Anche un’altra persona presente in sala, intervenendo successivamente, ha manifestato apprezzamento per la passione dimostrata dal ricercatore di insetti, ma ha anche aggiunto che l’asino casca sulle contaminazioni tra sementi OGM e OGM free.

Le incomprensibili stranezze dei bianchi

 
I lemuri sono una fortissima attrazione turistica, per la scienza sono straordinariamente importanti, il governo malgascio li mette sui francobolli e sulle banconote e c'è perfino un'azienda tessile, la Maki, che li usa come logo e li mette sulle magliette, molto richieste dai turisti.
Un minimo di riconoscenza, ai lemuri, i malgasci gliela devono. E invece, a testimonianza dell'inesistente coscienza zoofila, o anche solo ecologista, degli abitanti del Madagascar, il giorno dopo vidi uno dei ragazzi che stazionavano in piazza tirare sassi al lemure, non so se lo stesso o l'altro, dato che non hanno dimorfismo sessuale, e quando lo inchiodai con il mio muto sguardo di rimprovero, tenne la mano armata di sassi ferma lungo l'altro fianco, lasciandoli cadere lentamente e pensando che io non me ne sarei accorto.

Andare contro natura non è igienico

 

La mente umana non conosce limite. Si erano conosciuti su un sito web per adulti e fin da subito la donna di 43 anni aveva confessato al suo nuovo amico 57enne la fantasia di avere un rapporto con il suo cane Alsaziano. Detto fatto, l’idea era piaciuta anche all’uomo che ha deciso di realizzare il sogno della donna, madre di quattro figli.
Per la serie incredibile ma vero, sembrerebbe quasi una storia tanto bizzarra
se non fosse per il fatto che la povera donna sarebbe morta dopo il rapporto con il cane, per via di una reazione allergica.
Infatti, poche ore dopo quella macabra scena, la donna si è sentita male ed è stata immediatamente portata in ospedale, dove purtroppo è morta poco dopo. La causa della sua morte uno shock anafilattico causato dal seme del cane.
Il cane è stato trattenuto e messo in quarantena, mentre McDonnell, il suo padrone, è stato immediatamente arrestato e potrebbe passare la vita in prigione per commissione di atti bestiali e per sodomia, avendo obbligato il povero cane ad avere un rapporto contro natura con un essere umano, secondo quanto riconosciuto da una legge del 1861 che almeno finora non era mai stata applicata.

venerdì 15 novembre 2013

La gerarchia

Ci stiamo avviando verso un tipo di società in cui chi ha un lavoro è invidiato e riverito, se non altro dai membri della sua stessa famiglia, in quanto unica fonte di reddito. Salvo poi amaramente scoprire che anche lui ha chi lo comanda, oppure svolge un lavoro tutt'altro che dignitoso, come evidenziato nella parte finale del video. Una società con una casta oligarchica di persone potentissime, che hanno ai loro piedi (è il caso di dirlo) moltitudini di schiavi obbedienti. Una società dove sorridere sarà reato. Il peggiore degli incubi per i sociologi forse è dietro l'angolo.

La Chiesa, ingannatrice e bugiarda

 

Tutti ricordiamo gli interventi di Papa Wojtyla prima e poi di Papa Ratzinger contro le guerre che insanguinano questo mondo. Per non parlare del sesto comandamento che dichiara solennemente "non uccidere".
E però non sempre le attività collaterali sembrano in linea con le dichiarazioni di principio...
Pochi sanno infatti che la FABBRICA D'ARMI PIETRO BERETTA spa (tra le più grandi industrie di armi al mondo) è controllata dal gruppo Beretta Holding SpA e il maggior azionista del gruppo Beretta Holding SpA, dopo Ugo Gussalli Beretta, è clamorosamente lo IOR (L'Istituto per le Opere di Religione) la banca del Vaticano!
Creato nel 1942 da Papa Pio XII, lo IOR è stato troppo spesso al centro di scandali e trame segrete. A partire dal tragico caso Calvi (presidente del Banco Ambrosiano di cui lo IOR era il principale azionista) che coinvolse nel Crac finanziario anche il potentissimo presidente della banca vaticana Paul Marcinkus (Calvi finì impiccato, forse suicida, sotto un ponte di Londra). Per passare dalla mega-tangente Enimont, definita "la madre di tutte le tangenti", i cui proventi transitarono in gran parte nelle casse Vaticane. Per finire con le storie di questi giorni e il rischio di essere inclusi nella black-list europea sul riciclaggio di denaro... Il Cardinale Bertone, infatti, ha appena annacquato di nuovo i regolamenti di controllo che dovevano convincere la Commissione Europea sull'affidabilità e la trasparenza della finanza vaticana. Non sarebbe il caso di ricondurre la Banca Vaticana a un ruolo coerente con la missione dell'istituzione di cui è il braccio economico!? Cosa ne penserebbe Gesù Cristo? Io ricordo un certo discorso sul cacciare i mercanti dal tempio...

In nome della cultura



Justice Malala scrisse eloquentemente sulla macellazione del toro durante il rituale Ukweshwama dello scorso anno, in cui i giovani del villaggio hanno ucciso un toro a mani nude. Lo scopo dell'uccisione del toro era di celebrare i primi frutti del raccolto. La forza del toro morente, si ritiene, sarebbe stata trasferita al re. L’autore ha reso molto chiaro che le conseguenze, derivanti dal tentativo di fermare il rituale attraverso una corte di giustizia, siano finite in un nulla di fatto a causa della contrapposizione ideologica tra  nero e bianco, europeo contro africano, colonialista contro "combattente per la libertà". E nel furore delle discussioni tutti dimenticato il toro.
Un toro ucciso a mani nude, a forza di pugni e con tutte le altre terribili cose che gli vengono fatte, può richiedere alcuni lunghi minuti per morire, come notato da Capo Mlaba: 'Noi dobbiamo utilizzare le nostre mani nude. E' un atto di crudeltà, siamo d'accordo, ma è la nostra cultura. Non possiamo cambiare la nostra cultura". E prosegue dicendo: " Per 40 minuti  decine di persone calpestano il  toro, che geme il suo dolore, gli viene girata la testa prendendolo per le corna, per cercare di rompere il collo, gli viene tirata fuori la lingua, la sua bocca viene riempita di sabbia e si cerca anche di strappare il suo pene. Alla fine, luccicanti di sudore, alzano le braccia in segno di trionfo e cantano quando il toro finalmente muore".

Il marchietto della Bestia

 

Il cerotto digitale. Un progetto da tempo in cantiere, una soluzione che sembra sempre più probabile, soprattutto alla luce delle recenti ricerche del Colosso di Mountain View, che ha acquisito ormai da due anni la divisione mobile di Motorola. Le aziende stanno puntando nelle cosiddette Biostamp, dei cerotti trasparenti con dei circuiti elettronici che si collegano senza fili allo smartphone. Lo scorso Maggio, Regina Dugan, SVP ed ATAP in Motorola Mobility, ha offerto una breve dimostrazione di questi cerotti: bastava avvicinare il cellulare al corpo per sbloccarlo, senza toccare nulla. Il 7 Novembre però, il progetto sembra aver preso una nuova dimensione. Nella giornata di ieri, infatti, Motorola ha depositato una richiesta di brevetto all'USPTO per un tatuaggio elettronico che si connette ai dispositivi mobili. Definito genericamente “Coupling An Electronic Skin Tattoo To A Mobile Communication Device”, si tratta di un oggetto non ben precisato, una sorta di tatuaggio dotato di microfono, ricetrasmettitore ed alimentazione.

Le nostre graziose linee evolutive

 
E' per gli animali che ero andato laggiù. Il fatto che mi fossi portato dietro il binocolo sta a significare che avevo le migliori intenzioni di osservare gli uccelli. Qualche cosina anche ho visto, ma niente che mi abbia dato grosse emozioni: dronghi sull'isola di Sainte Marie, un tessitore e una coppia di gheppi a Ranomafana, i gruccioni e l'upupa a Ranohira, i chiurli, quando c'era la bassa marea, a Tulear. Per sentire vibrare la corda delle emozioni è necessario star nascosti in un capanno, così da poterli vedere a distanza ravvicinata, ma ciò implica un bagaglio più pesante perché in tal caso è d'uopo portarsi dietro cavalletto, fotocamera e teleobiettivo. Sulla possibilità di vedere i mammiferi selvatici è meglio non fare assegnamento, né in Madagascar né altrove, perché la maggior parte di loro fa vita notturna e gli altri si tengono accuratamente alla larga dall'uomo. Le uniche proscimmie selvatiche che ho visto erano una famiglia di lemuri dalla fronte bianca che stazionavano a una decina di metri d'altezza, fra i rami degli alberi, proprio davanti all'ingresso del Parco Zoologico di Ivolonia. Poiché in Boulevard Joffre mi chiedevano diecimila ariary per il noleggio di una bici, chiesi a Pierrot, uno dei ragazzi del La Plage, se mi noleggiava la sua mountain bike per cinquemila. Gliela buttai lì e lui rispose affermativamente. Già mentre mi dirigevo verso il parco di Ivoloina, distante tredici chilometri da Tamatave, sapevo che non avrei dato i miei soldi agli sfruttatori di animali, nemmeno a quelli che lo fanno blandamente prendendo a pretesto concetti protezionistici come la salvaguardia delle specie minacciate d'estinzione.

giovedì 14 novembre 2013

La preoccupazione delle mamme

 

L’OIPA organizza il convegno
“Mamme e figli in salute: l’importanza di un’alimentazione vegetariana”
Venerdì 15 Novembre, ore 9:30
Palazzo Valentini – Provincia di Roma

«Secondo le più autorevoli associazioni internazionali di nutrizionisti le diete vegane e latto-ovo-vegetariane ben pianificate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei neonati, dei bambini, degli adolescenti, ne promuovono uno sviluppo normale e sono appropriate anche in gravidanza e in allattamento». Questo uno dei passaggi della lettera aperta del dott. Maurizio Conte, pediatra che si è rivolto ai colleghi medici invitandoli a una riflessione su alcune questioni di importanza primaria per la salute umana. Primo sottoscrittore della lettera è stato Umberto Veronesi. Da queste premesse nasce il convegno organizzato dall’OIPA a Roma il prossimo 15 novembre “Mamme e figli in salute: l’importanza di un’alimentazione vegetariana” che si pone l’obiettivo di supportare con dati scientifici le sempre più numerose mamme vegetariane che non ricevono un supporto medico adeguato durante le importanti e delicate fasi della gravidanza, dell’allattamento e dello svezzamento dei loro figli. Il convegno è parte di una campagna informativa promossa dall’OIPA per fare cultura sull’argomento e coinvolgere medici, dietisti e nutrizionisti italiani sensibili al tema dell’alimentazione sana e della prevenzione chiedendo loro di sottoscrivere la lettera.
L’agenda della mattina sarà scandita dagli autorevoli interventi di pediatri, dietologi, nutrizionisti, biologi, tossicologi, ginecologi e di un ospite d’eccezione, Simone Salvini, il celebre chef di alta cucina naturale vegetariana e collaboratore della Fondazione Veronesi.

Iside fuciliera

 

“La statua della Madonna con il fucile a Cavallino (VE) è un'opera di pessimo gusto. I cacciatori non sanno più a cosa aggrapparsi pur di sostenere una pratica ormai non più sostenibile e osteggiata dall’80 per cento dei cittadini italiani”. E' il commento di Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e vice presidente dell'Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, alla querelle riguardante la statuetta raffigurante la Vergine Maria con un fucile incastonata in una bricola lungo il canale San Felice. “Il fatto che questa statuetta sia stata installata qualche anno fa con il bene placito delle autorità è un fatto grave – incalza Zanoni – Al di là delle credenze religiose di ciascuno, trovo totalmente fuori luogo accostare un simbolo di pace, amore e fratellanza come la Madonna a uno strumento di morte e distruzione come un fucile”.
“Mi auguro che le autorità decidano al più presto la rimozione di questa statuetta che offende la sensibilità pubblica della maggioranza dei veneziani ed italiani che con la caccia e le armi non vogliono avere niente a che fare. Va inoltre ricordato come in laguna ogni anno trovino la morte migliaia e migliaia di anatre e limicoli, uccelli migratori provenienti dal nord Europa che sfuggono ai climi freddi per svernare nel nostro territorio, dove ad accoglierli, purtroppo, trovano un esercito di pseudo amanti della natura pronti ad ucciderli senza pietà”, conclude l'eurodeputato.

Le opportunità di liberare animali vanno colte al volo



Durante il mio primo viaggio in Madagascar, nel 2003, avevo fatto comprare dal nostro chauffeur nove pappagallini in vendita al mercato di Ambohimahasoa, per poi scoprire che gli erano state tagliate le penne remiganti e che quindi non potevano essere liberati.
Quella volta, i parrocchetti, dovemmo lasciarli al nostro autista, che forse se li è rivenduti insieme alla gabbia, comprata in cambio della promessa che dopo  la muta delle penne ci avrebbe pensato lui a liberarli.
Tre anni dopo, oltre alla pavonia di Foulpointe, in altre tre occasioni mi capitò di liberare degli animali appena catturati e in due casi i loro catturatori non la presero per niente bene, procurandomi una certa quantità di stress e facendo aumentare in me, mio malgrado, l'odio per gli esseri umani in generale e per i malgasci in particolare.