sabato 21 febbraio 2015

Per Obama l'ISIS non c'entra con l'Islam




Nel suo intervento molto atteso a un vertice sulla "lotta al violento estremismo", il presidente Barack Obama ha invitato la comunità internazionale a "sradicare questo flagello dell'estremismo violento", ripetendo la terminologia della Casa Bianca che evita di menzionare la religione. Ha dichiarato inoltre: "tutti sappiamo che non c'è un profilo dell'estremista violento o del terrorista. In tutto il mondo, e anche negli Stati Uniti, atti imperdonabili di violenza sono stati commessi contro persone di fedi diverse, da persone di altre fedi, e questo è, ovviamente, il tradimento di tutte le nostre fedi". Si è dichiarato dispiaciuto per gli "omicidi brutali" di "tre giovani musulmani americani" a Chapel Hill, indicando in questo caso la religione delle vittime, anche se il reato potrebbe essere stato commesso per una disputa di parcheggio.

 

Ha sottolineato le "rimostranze" di giovani musulmani che vivono in povertà sotto governi corrotti, dicendo che quando non ci sono sbocchi, il "risentimento emerge”.
Si è mostrato protettivo nei confronti dei musulmani negli Stati Uniti. "I musulmani americani sentono che sono stati ingiustamente presi di mira", ha detto. "Dobbiamo essere sicuri che gli abusi si fermino, che non siano ripetuti, che non vengano stigmatizzate intere comunità." Obama ha riconosciuto anche il lavoro degli esperti che hanno analizzato "le parole che usiamo per descrivere e inquadrare questa sfida" - un riferimento alle crescenti critiche sulla lingua di parte usata dalla sua amministrazione.
Il discorso di Obama includeva ripetuti riferimenti all'islam e ai musulmani a sostegno della sua tesi, ma non ha fatto riferimento al sedicente Stato islamico. Invece, ha fatto riferimento semplicemente all'ISIS e ad Qaeda come fossero "gruppi" minoritari e ha parlato della necessità di "sconfiggere queste organizzazioni".

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