giovedì 12 dicembre 2019

Con un po' di pazienza, arriverà anche il Nobel


Fonte: Radio Radio

Per la rivista Time è nientemeno che Greta Thunberg la “person of the year“: la scelta della prestigiosa rivista ha fatto storcere il naso a molti, tra cui il figlio del presidente degli Stati Uniti, che ha cinguettato tutta la sua indignazione su Twitter: “Time scorda chi protesta a Hong Kong – afferma Donald Trump Jr– chi lotta per la vita e per la libertà, per promuovere una teenager che è una trovata di marketing“. Il prof. Alessandro Meluzzi è concorde con la linea Trump Jr, lo ha fatto sapere a Stefano Molinari e Luigia Luciani a ‘Lavori in corso’, dove ha detto la sua anche su altri personaggi considerati ‘eroi’ dai media mainstream. La trovo perfettamente in linea con quello che il mainstream ha costruito nell’arco di quest’anno intorno a due questioni di importanza planetaria: le migrazioni con ‘l’eroina’ Carola Rakete e la Green Economy con la ragazzina portatrice della sindrome di Asperger. Secondo me anche quest’ultima cosa fa parte della narrazione, del racconto Greta Thunberg.


Peccato che siano due personaggi costruiti a tavolino, un po’ come dire che volendo premiare la comicità e l’insegnamento pedagogico di Topo Gigio premiassimo il personaggio e non la Perego che ha generato il pupazzo. Si tratta di una povera ragazzina di cui avrebbero dovuto premiare la madre manager o quella signora che la conduce passo passo tenendole l’auricolare nell’orecchio. La Green Economy che ci vogliono far digerire ora è la stessa che ci porterà ad avere macchine Tesla con batterie al litio che producono più anidride carbonica dei motori diesel. Quello che intendo dire è che la Green Economy è una grandissima sola. Se dovessi parlare da medico sarei molto preoccupato da una ragazza strappata alla scuola e dai suoi percorsi ed utilizzata come icona per i grandi progetti socio-politici. Può darsi che sia anche il suo merito: sacrificare la sua vita per diventare una superstar“.

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