giovedì 23 ottobre 2014

Organizzazione delle Nazioni Uniformate

 

Secondo l’ONU, nel 2050, un terzo della popolazione italiana dovrà essere composta da immigrati. Non una previsione, ma un vero e proprio progetto criminale. E’ tutto scritto nero su bianco in un libricino che quanto a ‘genocidio’ fa impallidire il Mein Kamps: «Replacement Migration: is it a solution to declining and ageing populations?», l’immigrazione come sostituzione etnica della popolazione italiana ed europea. E’ stato redatto dal Dipartimento degli Affari sociali ed economici dell’Onu. Secondo l’ONU, l’Italia avrebbe la “necessità” di far entrare tra i 35.088.000 e i 119.684.000 di immigrati per “rimpiazzare” i lavoratori italiani. Un’idea demenziale, visto che già oggi i nostri giovani sono per il 50% disoccupati. L’idea che sottende questo progetto criminale, è che tra 36 anni gli over 65 saranno il 35% della popolazione e il tasso di natalità 1,2 bambini non è sufficiente a rimpiazzare chi esce dal mercato del lavoro.


Questo è economicamente demenziale. Un dato su tutti: se oggi avessimo la metà dei giovani, avremmo il 100% dell’occupazione giovanile. Ergo: se tra 36 anni ne avremo meno, non sarà un problema occupazionale, ma questo i pro-immigrazione non lo dicono. Per loro, la disoccupazione giovanile in Italia non esiste. Si potrebbe poi pensare, se proprio si ritiene imprescindibile una più alta natalità (poi spiegheremo un altro motivo perché non lo è), a sostenerla con politiche a favore delle famiglie per supportare chi vuole far figli. Ma le Nazioni Unite, invece, programmano il nostro genocidio etnico: “sostituire” ai lavoratori italiani, francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli quelli provenienti dal Terzo Mondo. Come se, tra l’altro, sostituire lavoratori europei con QI medio di 105 con africani che non arrivano a 75 fosse possibile, senza degradare tutto il tessuto economico: una sorta di futuro alla Idiocracy.

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