giovedì 15 marzo 2018

L'Italia, un paese di santi, poeti, navigatori, mendicanti


Testo di Paolo Sensini


Dalle elezioni in avanti i media hanno messo la sordina al tema dell'immigrazione, anche se marina militare e ONG sono sempre impegnate a traghettare clandestini con ritmi sostenuti. Eppure i numeri dovrebbero parlare chiaro. E anche prescindendo dal tasso di criminalità relativo (gli stranieri delinquono 6 volte più degli italiani), che è una fonte permanente di tensione sociale, specie nelle periferie, non si possono ignorare due tendenze: il crollo del tasso di occupazione degli stranieri, e l'aumento del numero di famiglie straniere in condizione di povertà, che è in continuo aumento e ormai sfiora il 40% delle famiglie povere residenti in Italia, pur essendo gli immigrati solo l'8-9% della popolazione. Questo, in buona sostanza, significa che si continua a parlare di "accoglienza" ma ormai, non avendo né le risorse, né l'organizzazione, né i posti di lavoro necessari per un'accoglienza vera, non si fa altro che importare povertà e manodopera per la malavita organizzata. Un fenomeno che chiunque può constatare "a occhio nudo", con la moltiplicazione dei modi e delle forme dell’accattonaggio praticato nella gran parte dei casi da giovani africani nel fiore dell'età. È legittimo dunque affermare che la politica migratoria dei governi guidati dal PD ha raggiunto il suo scopo: accalcare davanti a ogni esercizio commerciale, dai più piccoli ai mega-supermercati, frotte di questuanti che fanno l'elemosina. E la chiamano accoglienza.

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