venerdì 6 aprile 2018

Profumo di dittatura


Fonte: Repubblica


E’ il primo giorno di scuola dopo le vacanze di Pasqua, ma ad aspettarli davanti alla porta dell’asilo nido al posto delle maestre e dei compagni, ci sono due vigili. "Ho capito subito perché erano lì, nostra figlia non è vaccinata e avevamo ricevuto la raccomandata che ci diceva che sarebbe stata espulsa" racconta Eros Giustetto, 45 anni, di Luserna San Giovanni, dove vive insieme alla figlia, alla compagna e altri due figli di lei. "Ci siamo presentati lo stesso, perché avremmo voluto farle finire l’anno scolastico. Ad agosto compirà tre anni, è sana come un pesce, non si ammala mai".


E’ l’unica piccola allieva dell’asilo nido comunale di Torre Pellice a non essere in regola con le vaccinazioni. "Abbiamo chiesto di fare gli esami per verificare che non abbia intolleranze ai farmaci – racconta il padre – ma non ci hanno ancora risposto. E avevamo un accordo con il medico dell’Asl di Pinerolo: dopo quegli esami ci saremmo visti e avremo deciso cosa fare, ma il segretario comunale ha forzato la mano e siamo stati sbattuti fuori da scuola".

I tempi in realtà sono quelli previsti dalla legge, che a questo punto dell’anno non prevede più proroghe in attesa di esami e certificati. Lo conferma il sindaco di Torre Pellice Marco Cogno: "Abbiamo dovuto prendere un provvedimento a seguito della normativa Lorenzin e delle procedure indicate dalla Regione. La legge è questa, con la famiglia è da ottobre che ci si incontra in Comune e che ci si scambia lettere. I genitori erano stati avvisati che da oggi, alla riapertura del nido, l’utente non era più ammissibile, quindi abbiamo mandato i vigili qualora la famiglia si fosse presentata. Così è stato e gli agenti hanno spiegato loro che bisognava applicare le norme. Se la famiglia adempie alla normativa, la struttura è aperta, ci mancherebbe".

E mentre il Comune di Torino promette di non usare i vigili davanti alle scuole per allontanare i bambini, il piccolo paese della valle Pellice ha scelto di far presidiare l’ingresso. Di fronte ai due signori in divisa che li hanno fermati sulla porta, la bambina ha fatto appena qualche capriccio: "Mi ha chiesto perché non poteva entrare in classe, le ho spiegato che c’erano dei problemi, poi l’ho portata a lavorare con me, perché non sapevo con chi lasciarla" . Eros e la compagna lavorano come operatori sanitari in una comunità di assistenza per disabili. "Ci stiamo organizzando per trovare una soluzione – spiega - ci sono asili steineriani che accettano anche bambini non vaccinati, la iscriveremo lì".

Non è l’unico caso nella zona e ieri sera i genitori che hanno aderito al “gruppo per la libertà vaccinale” del Pinerolese si sono incontrati per fare il punto sulle rispettive scadenze e decidere come comportarsi. "Altri bambini di altre scuole potrebbero essere espulsi nei prossimi giorni – spiega Giustetto – abbiamo anche sentito il nostro avvocato per capire come opporci. Siamo contrari ai vaccini esavalenti e alcuni non li riteniamo utili. Se la portiamo alla Asl, però, glieli fanno tutti». Un timore che Eros ha confermato ai medici del servizio sanitario di Pinerolo, quando si è presentato, senza la figlia, all’appuntamento per la vaccinazione. « Ho chiesto bugiardini e istruzioni di ogni farmaco – racconta - non me li hanno dati e io sono andato via".

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