domenica 7 febbraio 2021

La generazione perduta


Testo di Anonimo

Lettera a mio figlio e a tutti i ragazzi della sua generazione

Caro Christian, domani fai 19 anni. È passato un anno dai tuoi diciotto. Un anno di vita sospesa, un anno di continuo martellare televisivo di morti e contagi, di bollettini e accuse. Molte delle accuse erano su quelli della tua età "I ragazzi della Movida". Un tempo esistevano i dark, i punk, i rock, i paninari... Oggi ci sono i ragazzi del lungomare, gli irresponsabili, gli untori… Se sapessero molti che parlano quanti ragazzi stanno chiusi dentro a macerarsi, quanti sono depressi, quanti decidono di togliersi la vita appesi a Tik Tok o a Instagram, forse parlerebbero di meno... Vivere sospesi a 18 anni è lancinante... molto diverso che vivere sospesi a 40, 50 o a 60 anni. Molti non lo sanno che significa. Hanno dimenticato che vuol dire avere 18 anni. Se no non si scaglierebbero con odio e livore, con tanto rancore sulla vostra giovinezza. Il fatto è che non ci sono colpevoli. Ci sono vittime. E le vittime siamo Tutti. Esattamente tutti...



Se c'è una cosa che mi fa tanto male è il dolore. Acuto e trasversale.Quello che leggo negli occhi di tanti ragazzi che incrocio per strada e che non trova rivoli per urlare e squarciare il marchio del silenzio. Quel dolore fondo e sordo fatto di vita non vissuta, di malinconia... Il far finta di nulla e poi chiudersi come niente fosse in un cassetto, accettare senza battere ciglio... Mi bruciano quegli occhi che cercano spiragli, costretti ad appannarsi dietro il vetro o dietro uno schermo piatto. No, non siete bravi e responsabili come dicono in molti. Non siete bravi e neanche responsabili, semplicemente non chiedete. Non siete abituati.... Avevate già tutto o così vi sembrava, così ci sembrava. Così chinate il capo, prendete la brava dose di cocaina, quella virtuale da cui siete dipendenti e... accettate. Tutto accettate. Il tempo senza tempo, il non amore, le accuse, il rullo compressore, nessuno che si chieda se tutto questo vi fa male e quanto. Non passerà molto tempo lo so e saremo giudicati. Noi, gli adulti o i presunti tali. Dai posteri, da chi verrà dopo. 

Passeremo alla storia come quelli inebetiti da un finto benessere che non hanno saputo difendere il futuro. Rei di non aver saputo che consegnare nelle mani del domani un pianeta saccheggiato, ridotto a brandelli, una terra avara, dilaniata, un clima devastato. L'odio, la violenza, una grama indifferenza. Verrà il tempo per questa società impotente e disperata, che ha fallito completamente con la vostra giovinezza, verrà il tempo del giudizio. E non so se riusciremo a perdonarci.

8 commenti:

  1. Non condivudo i troppo mielosi sensi di colpa,mi perdoni Anonimo. Suo figlio, come milioni di giovani che hanno avuto la sventura di nascere, e specialmente in questo periodo, si ritroveranno più o meno come l'aretino Pietro... Con un pugno di mosche diciamo. Noi genitori siamo stati ingannati, ed abbiamo a nostra volta ingannato i nostri figli. Corsi e ricorsi epocali, storici. Aspettano loro tempi difficili, tremendi. Noi magari, alcuni di noi, non ci saremo più per aiutarli. Chi regge le sorti del mondo è astuto, mellifluo, ingannatore. Difficile sgamarlo. E poi, diciamocelo francamente, finché abbiamo potuto abbiamo gozzovigliato un po' tutti, appassionatamente. O no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ieri sera, sabato, i due bar contigui che si affacciano sulla piazza principale di Codroipo erano strapieni. Non c'era un tavolino libero. E la temperatura non invogliava a stare all'aperto.

      A me ha fatto piacere vedere tali....assembramenti di giovani, pochi dei quali con la mascherina, ma io non faccio testo.


      Sono sicuro che a molta gente covidiota abbia dato fastidio.

      Elimina
    2. Fa sempre piacere sapere di gente che si sbarazza della museruola. Mi dispiace solo che molti di loro non siano consapevoli della verità riguardo questo fantomatico virus.

      Elimina
  2. A Sordi l'aveva rovinato la guera (con una erre sola). A noi ci ha rovinato la moviola. Sembra una stupidata, ma non lo è. Trionfo, importanza del "particulare". Cominciarono a farci rivedere, fino alla nausea, fuorigioco dubbi, palloni che avevano, o meno, varcato la linea di porta, interventi decisi sulle altrui gambe, passibili di rigore, o meno. Ciò fece iin modo che di una o più partite del campionato, se ne parlasse fino al giovedì. Al venerdì invece si cominciava a parlare delle partite della domenica a venire. Ringonzimento globale, corroborato dalle Canzonissime, Rischiatutto, fino alla madre di tutte le televisioni Luciferine. Mediaset, con i suoi 3 canali. E dove lo trovava un disgraziato il tempo per pensare?

    A me m'ha rovinato 'a moviola, se no a st'ora stavo a Londra, stavo.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per un attimo, ho pensato che il correttore automatico ti avesse fatto scrivere "moviola" al posto di "movida".

      Elimina
  3. Ci sono atteggiamenti deleteri per l'animo umano :

    Uno è quello di colpevolizzarci , un conto è una sana autocritica , ridotta a pochi secondi e subito sostituita da un immediato "tiremm innanz" memori dell'insegnamento , un altro è piangersi addosso per non assumerci responsabilità.

    Altro atteggiamento devastante è cercare sempre un colpevole , la società , la scuola , l'informazione , le amicizie sbagliate , i genitori .

    Basta , non voglio insegnare niente a nessuno ma sarebbe ora che ognuno , giovani per primi , cominciasse a prendersi le proprie responsabilità.

    I miei genitori andavano a lavorare nei campi dopo la scuola , adesso se un 17enne gli fai fare una commissione per il tuo negozio passi per sfruttatore di minori.

    Cerchiamo di tornare normali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Citazione:

      "Cerchiamo di tornare normali".



      Temo che ci siano tante normalità, tante quante sono i singoli individui.

      Elimina
    2. Io non lo temo , ne sono sicuro.
      Forse il termine più appropriato sarebbe
      " cerchiamo di tornare umani "
      Il contrario dell'omologazione attuale.

      Elimina