martedì 14 giugno 2016

Il bastoncino, la patatina e la carotina


Domenica 19 giugno ci sarà un referendum che riguarderà due comuni: il mio e Camino al Tagliamento. E' da qualche tempo che se ne sente parlare e, se dovessero vincere i sì alla fusione dei due comuni e, successivamente, qualcuno dovesse chiedermi di dove sono, gli risponderei senza esitazione: “Di Codroipo”. Questo, finché campo. Tuttavia, oggi mi sono fermato ad ascoltare le motivazioni di quanti sono favorevoli alla fusione, presso un gazebo dove stazionava una mia conoscenza, Luca Mattiussi, che vediamo in foto. La carota più seducente è che 2 milioni e 700mila euro tornerebbero indietro da Roma Ladrona, ed è una bella cifra per un comune di 13.000 abitanti. Del resto, diceva Luca, sono soldi nostri, che i codroipesi avevano già versato all'erario. Il bastone è il Patto economico di Stabilità, voluto da Renzi e che obbliga tutti i comuni italiani a non spendere il denaro accumulato perché dobbiamo dimostrare all'Europa che siamo in regola con i conti.



Io personalmente penso che all'Europa non devo dimostrare un bel niente, ma il servo fiorentino degli Illuminati esegue gli ordini e stabilisce il tetto massimo delle spese dei comuni italiani. Questo significa che possono essere garantite solo le bollette dell'illuminazione pubblica, del riscaldamento e degli stipendi e non il rimodernamento o la manutenzione del territorio urbano. Voglio vedere come farà il nuovo sindaco di Roma con le famose buche delle strade. Un'altra forma di bastone, una specie di ricatto economico, è che il governo ha stanziato dei soldi per i comuni che volessero indire questi che in fin dei conti sono solo referendum consultivi, ma con la scadenza al 31 dicembre. Di modo che, se entro tale data i comuni non avessero provveduto a indire tali consultazioni popolari, i fondi verrebbero meno. Mi ricorda il fiume Sangro in Abruzzo, ancora negli anni Ottanta, quando Pescasseroli riceveva la promessa di fondi europei per la cementificazione degli argini, e se non li avesse impiegati li avrebbe persi. Era chiaramente una forma di ricatto, che oltretutto mette in evidenza come all'Europa, al di là delle chiacchiere retoriche e delle giornate dell'ambiente, della natura non interessi niente.

Prima di venir via dal gazebo, ho preso uno dei volantini, nel quale trovo, tra i vantaggi della fusione: “Potenziamento dei servizi alle persone e alle famiglie”. Non è specificato se si tratta di famiglie italiane o di migranti. Ma, a parte questo, proprio oggi avevo letto su internet che la Patatina Serracchiani, braccio destro di Renzi, sta tagliando le spese alla sanità del Friuli Venezia Giulia. Può farlo in quanto governatore della regione. Un solo sindaco, anziché due e 24 consiglieri comunali anziché 36 (il comune di Camino al Tagliamento ha 1400 abitanti) con relativa diminuzione di spese, dovrebbe essere un'altra carotina, come pure la – leggo testualmente - “razionalizzazione della burocrazia”. Qualcuno dovrebbe spiegarmi come si fa a razionalizzare la burocrazia. Fare la fila davanti allo sportello anagrafe, per esempio, la si deve fare comunque. Anzi, più utenti ci sono, più lunga è la fila. A meno che non si intenda di permettere ai cittadini di accedere ai documenti via internet, ma così facendo si taglia tutta quella fetta di utenti non nativi dell'era internettiana, che magari non hanno un Personal Computer. Ma tanto quelli spariranno, prima o poi! E' fisiologico.

Il clou della mistificazione – e qui ci vedo lo zampino degli Illuminati – è la frase citata nel depliant: “Tutela dell'identità delle due comunità”. Applicando il principio di inversione di Icke, significa proprio il contrario: gli abitanti dei due comuni perderanno la loro identità, che è esattamente ciò che si prevede per i sudditi del NWO. Poiché entro il 2018 le provincie in Italia saranno definitivamente cancellate, per essere sostituite dagli U.T.I. (Unità Territoriali Intercomunali), il nostro comune si ritroverà a far parte di un “mostro” composto da una dozzina di comuni, con un unico sindaco e un numero ristretto di consiglieri. Da quattro province attualmente esistenti in FVG, si passerà a 18 U.T.I. e ciascuna di queste unità potrà scegliersi il nome più adatto. Questa manovra verrà implementata in tutta Italia e il referendun di domenica prossima a Codroipo e a Camino è solo un assaggio. Un apripista. Dopo il 2018, l'identità dei bertiolesi, dei rivignanesi, dei sedeglianesi, dei varmensi e dei flaibanesi verrà messa a dura prova, perché così ce lo chiede Renzi, a cui glielo ha chiesto l'Europa, a cui glielo ha chiesto l'oligarchia dei padroni occulti del mondo. 

I vecchi brontoleranno (io già lo faccio), ma i giovani si abitueranno presto. E questa cosa, della cancellazione delle identità, è il bastone più nerboruto. Quello che fa più male. Dopo di che, persa l'identità territoriale, cancellata la lingua friulana e impoveriti i cittadini fino al punto di supplicare per un posto di lavoro inesistente, gli italiani e gli altri abitanti del pianeta saranno maturi per il salto successivo: la sudditanza sotto la dittatura prossima ventura. Magari dopo una guerra mondiale e con l'aiuto di un microchip RFID sottocutaneo. Poiché io sto affidando al siliceo anziché al cartaceo queste mie fosche previsioni, come faccio sempre con il blog, nessuno delle future generazioni saprà che nel 2016 c'era stato qualcuno che aveva previsto tutto questo. Le Cassandre fanno sempre una brutta fine e, quel che è peggio – nemo propheta in patria – non vengono ascoltate.



3 commenti:

  1. Ripeto il commento che ho cancellato dopo l'errata corrige.
    Caro Roberto, qui non si tratta di identità ma campanilismo. Un Comune non dovrebbe avere meno di 10.000 abitanti (e anche di più). Chi vuole troppi Comuni vuole nel proprio Comune avere una poltroncina per il vizio atavico di poter parcellizzare il terriorio aumentando la spesa pubblica aggredendo più facilmente il territorio per farsi gli affari propri. Io ero federalista )Lega Sarda da me fondata e affiliata alla Lega Nord. Adesso ho capito che anche tutte le Regioni dovrebbero essere abolite. Faccio un esempio: odio la caccia ma ogni Regione si fa la legge sulla caccia a suo arbitrio. La spesa sanitaria, lasciata alle Regioni, è un buco nero dove va a sparire l'80% della spesa pubblica. Bisogna unificare e non diversificare.

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