venerdì 13 luglio 2012

Attenzione, maneggiare con cautela!


Effettivamente, gli antichi ebrei sono stati un’etnia perseguitata, ma a quell’epoca era normale che popoli più evoluti e militarmente organizzati sottomettessero i confinanti per trasformarli in animali da soma. Quando asini e cammelli non bastavano più, si attuavano operazioni di conquista per razziare beni materiali e mano d’opera a poco prezzo.
Abbiamo quindi buone ragioni per credere sia alla schiavitù degli ebrei in Egitto, sia a quella in Babilonia, come descritto nel Vecchio Testamento. Nei secoli successivi è successo però un evento unico negli annali dell’umanità, con un popolo che si perde nelle nebbie della storia e un altro popolo che ne parassitizza il primo, sostituendosi ad esso e prendendo il suo posto.
Per essere più preciso dovrei leggere “L’invenzione del popolo ebraico”, di Schlomo Sand, ma non avendolo ancora letto basterà qui ora accennare al fatto che i kazari adottarono usi e costumi degli antichi ebrei, annullatisi nel frattempo in quella che è passata alla storia come la Grande Diaspora.




Ciò non di meno, la chiacchierata che ho fatto con un utente di Stampa Libera, Maksimiljan Kodzak, mi ha aperto gli occhi su 

particolari inediti che non avrei immaginato. Infatti, più di parassitismo dei kazari nei confronti degli antichi ebrei, si dovrebbe parlare di osmosi, giacché sembra che a un certo punto la casta sacerdotale ebraica, visto che il popolo ad essa sottomesso tendeva ad adottare cristianesimo e islamismo, decise di migrare verso nord, portandosi dietro la propria religione e stabilendosi in Kazaria, appunto, l’odierno Kazakistan.

Maksimiljan, ventinovenne di nazionalità slovena ma abitante poco oltre il confine italiano in un villaggio chiamato Vipulzano, mi ha spiegato che i sacerdoti ebrei, conosciuti come Leviti, stabilitisi in Kazaria, hanno esercitato sufficiente autorevolezza sulle preesistenti popolazioni pagane da ottenere un risultato unico nel suo genere: la nascita di un popolo dotato di connotati razziali ariani, ma di cultura mediorientale.
Poi, da lì, si sono spostati in tutto il mondo, soprattutto nell’Europa dell’est, dando vita alla lingua Yiddish e mescolando i propri geni con popolazioni dalla pelle bianca e gli occhi azzurri. Tutto ciò accadeva nel nono secolo dopo Cristo e seguenti, ma fu solo con Theodor Herzl, appoggiato finanziariamente dai Rothschild, che nacque il sionismo, cioè l’ideologia del ripristino del regno perduto di Sion.
La spinta a riunire tutti gli ebrei sparsi nel mondo in un’unica località fu così forte nella mente di Herzl e dei suoi seguaci che dal 1933 al 1938 i sionisti si allearono con i nazisti tedeschi, dal momento che entrambi miravano a far allontanare gli ebrei dall’Europa. I nazisti lo volevano su basi razziste, con le buone o con le cattive, mentre i sionisti lo volevano e basta, magari in maniera coercitiva ma possibilmente senza arrivare alla soppressione fisica dei diretti interessati.
Ai nazisti sarebbe andato bene anche che gli ebrei se ne andassero in Madagascar, mentre ai sionisti interessava convogliare le masse di profughi verso la Palestina, antica sede dell’estinto popolo d’Israele.

Ad un certo punto la corda del patto tra nazisti e sionisti si ruppe, ci fu la notte dei Cristalli nel 1938 e quello fu lo spartiacque tra vittime e carnefici. Da quel momento gli eventi precipitarono. Il sogno di Herzl della nascita di un regno d’Israele senza spargimento di sangue naufragò e gli ebrei, considerati persone non gradite su suolo germanico, finirono nei campi di prigionia, con tutte le conseguenze che ne derivarono.

I capi del movimento sionista però non si diedero per vinti. Considerarono l’acuirsi della persecuzione ai danni degli ebrei come un contrattempo e tennero in caldo il proposito di creare il regno d’Israele, cosa che capitò comunque, grazie agli inglesi, al termine della guerra.
Le numerose morti di ebrei prigionieri, dovute alla denutrizione e al tifo, fecero scattare nella mente di qualche sionista la geniale idea che quelle vittime potevano servire alla causa del sionismo, cioè potevano venir strumentalizzate per la costruzione del regno d’Israele. Ad majorem gloriam dei.
Ci fu chi pensò bene di piangere il morto, come si dice anche da noi. Per capirci, mentre aspettavo l’ora dell’appuntamento con Maksimiljan, a Cividale, mi sono fermato a guardare un Rom seduto fuori da un supermercato, con un cagnolino al suo fianco. In quei cinque minuti in cui lo osservavo non c’è stata una sola delle massaie che uscivano con la spesa che non avesse messo mano al borsellino e depositato una monetina nel cappello del questuante. In questi casi, la presenza di un cagnetto è determinante per intenerire i cuori degli astanti.

Ebbene, i sionisti hanno fatto la stessa cosa e la stanno facendo anche ora a distanza di  67 anni dalla fine della guerra. E per 

rendere il potere di commiserazione ancora più forte hanno gonfiato i numeri dell’olocausto, manovrando i governi europei, in primis quello tedesco, fino al punto di rendere illegale anche solo tentare qualche revisionismo storico del dogma da loro alimentato e reso intoccabile.

Pare che Theodor Herzl abbia detto: “L’antisemitismo cresce e io con esso”. Anche qui, per capire bene tutti i retroscena di una mente geniale e perversa come la sua bisognerebbe leggere “L’industria dell’olocausto”, di Norman Finkelstein, che spiega come ai sionisti interessasse “vendere” l’idea dell’assassinio in massa di ebrei, come se fosse un prodotto commerciale.
Ovviamente, il libro e il suo autore sono stati banditi da Israele e si dà quindi il caso più unico che raro di un ebreo antisemita, che ai nostri orecchi suona come un’inverosimile contraddizione in termini. Di fatto, quegli storici che hanno messo in discussione il dogma dell’olocausto sono stati perseguitati in vario modo, sottoposti ad ostracismo e, in alcuni casi, incarcerati.
Ed è comprensibile che le cose stiano così. Se il Rom questuante seduto fuori dal supermercato avesse avuto un’organizzazione alle spalle, che lo spalleggiasse, io, mentre gli facevo la foto, forse sarei stato agguantato alle spalle e messo con le spalle al muro. Business is business e gl’importuni vengono allontanati. E’ la regola, mafiosa, del commercio. E quindi è sempre meglio guardarsi le spalle.
Non si deve però credere, come mi ha spiegato Maksimiljan, che la colpa del sionismo e della genialata dell’olocausto sia solo ed esclusivamente di matrice ebraica. I primi sionisti, infatti, sono stati i Templari. Anch’essi volevano restaurare il tempio di Gerusalemme e ripristinare una specie di teocrazia con a capo il papa di Roma. Poi qualcosa, anche lì, è andato storto. Filippo il Bello li bruciò sul rogo, confiscò i loro immensi averi e diede la stura all’odio dei cristiani verso coloro che avevano crocifisso il Cristo, magari aiutato in questo dal clero sempre pronto a sporcarsi le mani di sangue, in nome della fede, e dall’immancabile popolo ignorante, superstizioso e facilmente manovrabile.
I Templari possono essere definiti i primi sionisti in senso spirituale, giacché, anche se subirono influenze culturali islamiche, non dimenticarono il progetto della Gerusalemme Celeste e della ricostruzione del tempio di Salomone. Esattamente ciò che i sionisti moderni hanno in mente, con la differenza che al momento attuale il loro piano riguarda l’intera umanità e si è col tempo riempito di connotazioni economico-politiche.

Il sogno dei sionisti moderni non è precisamente quello di Theodor Herzl perché oggi si chiama NWO e dovrebbe essere realizzato grazie al lavoro sporco degli USA, con l’appoggio degli anglosassoni in genere.

Sì, perché i protestanti cristiani sono in un certo senso gli eredi dei sionisti, quando addirittura non sono la stessa cosa. Negli Stati Uniti infatti vi sono dei predicatori protestanti che vengono chiamati sionisti cristiani. Gli inglesi, in particolare, si considerano la tredicesima tribù, diretti discendenti di Davide. Io non so su quali basi genetiche possano dire una cosa del genere, ma secondo Maksimiljan per gli anglosassoni è di grande importanza arrivare a una sovranità globale, con due capitali: Gerusalemme e Astana.

Quest’ultima, costruita ex novo guarda caso in Kazakistan, dovrebbe diventare una capitale simbolica, mentre Gerusalemme incarnerebbe il trionfo del sionismo e la realizzazione di un progetto millenario, descritto già dai profeti dell’antichità.

Per condurre il popolo eletto nel regno di Sion, partendo da quel trampolino di lancio che è Israele, ci si dovrà servire del nuovo Messia, che gli ebrei non hanno mai smesso di aspettare. Quello che per gli ebrei è il Messia, per noi cristiani è l’Anticristo, un po’ come la materia e l’antimateria e qui Maksimiljan mi ha veramente stupito quando ha detto che sono la stessa persona, che cambia radicalmente connotati a seconda di chi guarda. Lo scontro di Armagheddon prossimo venturo vedrà contrapposti Gog e Magog, ovvero gli ebrei da una parte e tutti i non ebrei dall’altra. Gli islamici, per un’antipatia secolare e i cristiani per prendersi vendetta delle persecuzioni dei secoli passati.
Con i maomettani la resa dei conti è già iniziata e milioni ne sono morti per mano delle armi americane; con i cristiani c’è solo uno stillicidio di tipo terroristico, con un Mossad ai primi posti nella realizzazione di attentati false flag. Con i cristiani i sionisti vogliono vedere la lenta umiliazione del Papa, subissato di scandali, corruzione e preti pedofili. E’ un po’ come se il servo di fosse fatto padrone e volesse assistere alla decadenza ignominiosa del vecchio despota romano.

In definitiva, stabilito che dalla metà del secolo scorso i sionisti si servono dell’antisemitismo come grimaldello per l’attuazione dei 

loro piani, gridando al lupo cattivo ogni volta che qualcuno mette in discussione il loro dogma, va rilevato che nei prossimi mesi potrebbe verificarsi qualche evento epocale, magari in concomitanza con le olimpiadi di Londra.

Con le televisioni di tutto il mondo puntate sullo stesso obiettivo sarebbe un’occasione ghiotta per realizzare l’avvento dell’Anticristo, o Messia che dir si voglia, o addirittura un’olografica invasione aliena. In entrambi i casi si tratterebbe di eventi propedeutici all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale.
Sono solo ipotesi cospirazioniste, per il momento, ma ci si dovrebbe almeno chiedere perché la Rockefeller Foundation ha previsto 13.000 morti durante un mega attentato in occasione delle olimpiadi. Vogliono spaventarci? Mettere le mani avanti? Scatenare la terza guerra mondiale contro gli arabi? O semplicemente farci vedere quanto potenti sono e annichilirci nella sensazione di non contare nulla?
Il 2012 l’hanno propagandato gli Illuminati? Hanno creato grande aspettativa in migliaia di persone che andranno incontro a un’immancabile delusione?
Maksimiljan dice che se così fosse, gli Illuminati potrebbero desiderare un appassimento morale di coloro che hanno ancora una coscienza desta e che desiderano un mondo migliore. Di tutti gli altri non si curano perché sono già ipnotizzati a puntino.
Non tutto è chiaro delle manovre occulte di sionisti e Illuminati, e ai vuoti si deve supplire con l’immaginazione, ma una cosa è certa: il progetto sionista è tuttora vivo e vegeto. E forse anche di prossima realizzazione.

28 commenti:

  1. Alcune frammentarie considerazioni: non è sicuro, sotto il profilo genetico, che i Khazari si fusero con gli Ebrei; i Khazari dovrebbero essere di stirpe turco-mongolica; i Templari non furono sionisti (ma il termine è anacronistico), ma forse fautori di un incontro, come Dante, tra le tradizioni esoteriche delle tre religioni monoteiste; il sionismo pare essere uno strumento del Vaticano. Ciò accennato, l'articolo traccia un quadro inquietante ed istruttivo della storia che purtroppo non viene insegnata.

    Ciao

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    1. Non avendo letto "L'invenzione del popolo ebraico", non so se l'idea che i Leviti abbiano sottomesso con la loro autorevolezza i pagani fallici kazari, sia un'idea del mio intervistato o dell'autore Schlomo Sand.
      Non mi meraviglierei che un popolo primitivo abbia accolto come semidei una classe sacerdotale proveniente da sud.
      Era già successo, credo, con le comunità umane che entrarono in contatto con genti benevole provenienti dallo spazio.

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    2. Non credo che li abbiano accolti come semidei, ma penso che sia stato piu' un accordo d'elite: seguite il nostro dio e avrete dei vantaggi sicuri... poi e' stata la classe dominante a farlo diffondere come dottrina nella popolazione.
      Qualcuno parla di kazari come stirpe mongola o semi-mongola, ma io penso l'aristocrazia kazara sia ariana... Guardate un Rothschild e capite perche'.

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    3. In effetti era già capitato con Costantino che la religione venisse imposta al popolo per decisione governativa, quindi non si possono escludere accordi tra élite.
      Quanto alla razza kazara, è difficile credere che i kazari mongoli abbiano accettato di essere comandati da governanti di razza bianca. Se sono popolazioni fiere mi aspetto un rifiuto in tal senso, ma tutto può essere e stiamo parlando di cose accadute 1000 anni fa.

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    4. Forse non e' nemmeno importanet chi governava chi (anche oggi abbiamo un negro come presidente USA, ma non significa che li' governano i neri). Penso che sia piu' importanet l'appartenenza razziale e, secondo me, i bianchi caucasici kazari non si volevano mischiare alle tribu' mongole e probabilmnet sono diventati la nuova "razza eletta" appunto per questo... Il misto mongolo-ariano si vede in certi gruppi etnici russi e finnici...

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    5. Potrebbe essere una buona idea su come sia nato il concetto di "popolo eletto", ma il Vecchio Testamento è molto più antico del nono secolo, di quando cioè c'è stata la fusione tra Leviti e Kazari.
      Forse l'idea di popolo eletto si è solo rafforzata, quando sono venuti a contatto.

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  2. bell'articolo. complimenti........
    dà un punto di vista che si integra (pur con la grande differenza che consiste in chi tira i fili)con i libri del grande compianto suicidato JOHN KLEEVES alias STEFANO ANELLI.
    due ipotesi coincidenti nel MWO con da una parte artefici gli amerikani...dall'altra i kazari.
    michy

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    1. Quanti libri interessanti saltano fuori continuamente!
      I libri di Stefano Anelli vanno ad aggiungersi alla già lunga lista di testi in attesa di essere letta.
      Di lui so solo l'orribile fine che gli hanno fatto fare: la fine della cernia!
      :-(

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  3. Volevo solo dire che quello nella foto non sono io... haha... :D

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    1. Allora sarà un tuo gemello, ma comunque è un bel ragazzo!
      :-)

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    2. No, volevo dire proprio che non sono io... come la (non) pipa di Matisse... ;-)

      https://encrypted-tbn1.google.com/images?q=tbn:ANd9GcQKGebSaK4-RUIUfRUvAcQS0GEc8e1Rs6-RZBLHrxFXuV82zpGF

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  4. Sugli Ebrei sia Biagio Russo sia Mario Biglino hanno scoperto, in modo indipendente l'uno dall'altro, qualcosa di inquietante. Ne renderò conto appena possibile.

    Ciao

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  5. roberto mi permetto di consigliarti di leggere (li trovi aggratis in pdf previa ricerca) gli scritti di kleeves prima di altri........quello che afferma (scritti in anni non sospetti)è incredibile xchè le sue affermazioni sono continuamente sotto gli occhi di tutti............quelli che vogliono vedere.......
    michy

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    1. Grazie! Si direbbe un autore da seguire.
      In commercio si trova questo:

      http://www.amazon.it/s/?ie=UTF8&keywords=kleeves&tag=slhyin-21&index=aps&hvadid=12172517750&ref=pd_sl_659nmrus8d_e

      "Vecchi trucchi", ma forse si può trovare dell'altro.
      E' il tempo che non si trova mai!

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    2. Ecco il blog del compianto Anelli/Kleeves: http://byebyeunclesam.wordpress.com/. Mi sembra che sia aggiornato dai suoi collaboratori. Kleeves e' ottimo perche' descrive gli USA per quello che sono: l'impero piu' sanguinario della storia. Non sarei del tutto d'accordo sul rapporto di gerarchie tra Israele ed USA. Kleeves ritiener Israele unon scagnozzo americano nella regione, ma questo e' problema che non si pone, dato che la politica USA (anglosassone) e' mossa dall'ideologia sionista in tutto e per tutto.

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  6. Qualche informazione in piu su gli ebrei...durante il primo periodo della sottorazza iranica predominarono gli ariani puri nel governo e nella direzione dei popoli, come si vide in Caldea ed Assira. Ma a partire dal secondo periodo della sottorazza iranica, presero un'altra volta preponderanza i semiti di colore ramato, come si osserva coi sargonide, fenici, aramei, moabiti ed ebrei.
    Non abbandonerebbero i semiti il dominio del mondo, specialmente in materia religiosa e spirituale fino alla crescita e sviluppo della sottorazza celtica, la quale diede popoli tanto valerosi ed amirabili, puramente ariani, come i grechi, gli italici ed i galli.
    Molti semiti si erano stanziati in diversi luoghi del'Asia e si erano trasformati, di tribù erranti, in popoli forti, come i fenici, gli aramei e, in minore scala, i moabiti.
    Ma altri respingevano questa vita sedentaria e preferivano il deserto alla città, la tenda di campagna alla comoda casa, il pane azzimo dei forni naturali ai saporiti manicaretti.
    Tra gli altri popoli, anche i semiti, si abituava sminuzzare alla Divinità, dandogli diversi aspeti e forme.
    Ma questi non avevano, nella sua mente semplice bensì un unico concetto di Dio: Eloh, lo spirito, l'invisibile, la forza sconosciuta, quello che non potevano definire.
    Questi nomadi traci, si divisero in diverse tribù, forse le dodici tribù dell'Israele. Ma quelle che presero preponderanza sugli altri furono quelle del Ben-Israele e Ben-Jacob.
    Questi nomadi che gli assiri ed i Caldei chiamavano Hibrim, che vuole dire Ebraici, cioè, quelli che vengono di aldilà il fiume, avevano un culto altissimo alla conservazione della propria razza e della purezza del sangue.
    Questa forza del mantenimento della razza si manifestava con un'intolleranza assoluta a mescolare il suo sangue con nessuno che non fosse della sua tribù.
    Questo concetto sottocosciente degli ebrei, della conservazione della razza, si è trasmesso attraverso il tempo fino al giorno di oggi.
    La religione dell'ebreo primitivo era completamente semplice ed ampia.
    Mentre le carovane ed i cammelli continuavano lentamente ad attraversare i cammini che portavano verso l'Eufrate o per i sentieri di Siria o dell'Antilibano, elevavano le sue preghiere all'Onnipotente, con alcune lente canzoni ritmiche, analoghe allo iasar degli israeliti ed al kitab-il-aghani degli arabi.
    Di tardi in tardi si stanziavano ed accampavano vicino ad un'oasi e, prima di seguire lentamente la sua marcia, alzavano una pietra commemorativa chiamata “Iad”, o, se non trovavano una gran pietra, univano mucchi di pietre che ancora al giorno di oggi gli arabi del deserto chiamano Il Galgail.
    Il vento che alzava enormi dune e fischiava per giorni e notti attraverso le tende, il raggio, che feriva implacabilmente i suoi bestiami tanto amorevolmente guidati, la luna che tracciava i suoi sentieri con una frangia di luce proiettata sulla sabbia, il cielo stellato ed il sole bruciante, erano per essi il “Eloh”.
    Invece di dividere questi elementi e dare diversi nomi ed attributi, li assimilarono tra sé, unendoli in una sola espressione di potere soprannaturale, “Elohim”, che è allo stesso tempo il Dio Uno ed i poteri di Dio insieme in Uno.
    Questa semplicità di culto che avevano praticato i primitivi egiziani, caldei ed assiri perdendola gradualmente col tempo e col progresso, aveva gettato le basi del concetto monoteistico tale quale perdura ancora nel mondo.
    Geova è nome dato a Dio in tempi posteriori, quando questo Dio Uno diventa più materiale e più unito ai destini del popolo israelita.
    Gli ebrei non avevano mitologia poiché la semplicità del suo culto non l'ammetteva; né un culto propriamente detto poiché portavano con sé nel Terafin od arca portatile l'olio che abituavano rovesciare sulle pietre ricordative.
    Solo una volta che si erano stanziati in Palestina, dopo le cattività dell'Egitto e Babilonia, gli ebrei ebbero culto e templi.

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    1. Citazione:
      "Questa forza del mantenimento della razza si manifestava con un'intolleranza assoluta a mescolare il suo sangue con nessuno che non fosse della sua tribù"

      Qui trovo una formidabile analogia con l'idea nazista della purezza della razza ariana. Forse l'odio dei nazisti per gli ebrei era dovuto al fatto che erano, in fondo, troppo simili.

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    2. Dicono che sia una legge "universale" no? il simile attira il simile,legge della attrazione !!!
      poi c'è il principio omeopatico del similia similibus curantur...ovvio che comparato con i fatti fra nazi ed ebrei sembra stupida la coincidenza,ma il principio della purezza della razza basata nel loro misticismo esoterico penso sia lo stesso,purtroppo per uni e gli altri...

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  7. Alcuni accademici hanno notato che le forme Shumer, Sumer e Shum, Shem sono equivalenti: a tali annotazioni bisogna aggiungere che i Sumeri si erano insediati nella Mesopotamia, la patria del patriarca Avram (Gen. 15, 7 e 24, 10), rampollo di Ever e dal cui figlio Isacco prosegue la discendenza geneticamente pura. Le consuetudini matrimoniali seguite da Abramo, Isacco e Giacobbe alias Israele corrispondevano agli usi endogamici dei Sumeri ed ancora prima degli Anunnaki. La Bibbia (Gen. 10, 29-30) infine ci informa a proposito del sito in cui si installò un altro ramo ebraico, quello dei figli di Ioktan, figlio di Ever: la regione è la Mesha, il territorio dell’attuale Arabia fino a Sefar, l’odierna catena dello Zufar che si snoda lungo il Mare arabico.

    Rileva Biagio Russo: “Secondo gli studi di Kramer, gli antenati dei patriarchi ebrei, lasciato l’Eden, si stabilirono nella terra di Shinar, l’antica Sumer. … Nella Bibbia vengono citate quasi tutte le civiltà importanti del Vicino Oriente antico come Egizi, Cananei, Amorrei, Hurriti, Hittiti, Assiri, Babilonesi ed altri, ma i Sumeri non vengono indicati. Perché? Viene quasi il dubbio che nella famosa Questione sumerica, i sostenitori della negazione del popolo sumero abbiano ragione… Ora, considerato che, come è comunemente accettato dall’intera comunità degli storici, per figli di Eber si intende il popolo ebreo, non potrebbe ugualmente dirsi che il nome Shem rappresenta l’eponimo del termine Shumer, ovvero la terra di Shumer?”

    Come si può constatare, identiche valutazioni storiche e glottologiche, spingono vari ricercatori verso lo stesso lido, cioè ad identificare i Sumeri con i predecessori degli Ebrei (Habiru).

    Gli Ebrei non furono in origine monoteisti: lo diventarono tardi.

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    1. Citazione:
      "usi endogamici dei Sumeri ed ancora prima degli Anunnaki"

      Sembrerebbe che gli Anunnaki fossero un popolo come tutti gli altri. Io invece mi ero fatto l'idea che fossero una famiglia di alieni di alta statura che vissero per un po' di tempo con gli antichi egizi. Ma quanti saranno stati, all'incirca, gli Anunnaki?
      Per quanto tempo hanno convissuto con gli esseri umani e con quali etnie sono venuti in contatto, oltre che con quella egiziana?

      Se i Sumeri sono gli antenati degli ebrei e se i Sumeri hanno inventato la birra, allora bisogna rendere merito agli ebrei di aver inventato un sacco di cose, compresa quella bevanda inebriante derivata dall'orzo.

      Dunque, nella Bibbia non si parla dei Sumeri perché sarebbe stato come se gli autori del testo sacro parlassero di se stessi?

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  8. Freeanimals, anche nel caso in cui gli Anunnaki siano stati degli alieni (e non è improbabile), nulla impedisce che si unissero in matrimonio. Le tavolette sumere ci rivelano che gli Anunnaki erano cinquanta (è per questo che il numero cinquanta è tanto diffuso nei miti? Priamo, re d'Ilio, ebbe cinquanta rampolli), ma potrebbe essere una cifra simbolica. I loro subordinati, gli Igigu, erano sicuramente numerosi.

    "Dunque, nella Bibbia non si parla dei Sumeri perché sarebbe stato come se gli autori del testo sacro parlassero di se stessi?"

    Sarei tentato di rispondere in modo affermativo.

    Dai Sumeri non abbiamo ereditato solo la birra...

    Ciao

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  9. Questo blog diventa sempre più interessante, pregno di contenuti di pregio.
    Enciclopedie in eruzione.
    Piacevolissimo da leggere.

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    1. E' merito vostro!
      Come si dice in questi casi?
      Pochi, ma buoni!

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  10. Gli articoli di Freeanimals sono simili ad un ruscello che, dividendosi in una molteplicità di rami, irrigano sempre nuovi terreni.

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    1. Grazie! In questi tempi di siccità è un....ipercomplimento!

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  11. Freeanimals, ti segnalo l'articolo che funge da complemento al tuo.

    http://zret.blogspot.com/2012/07/la-questione-sumerica.html

    Ciao

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    1. Zret, secondo me, bisogna discernere il popolo ebraico antico (che secondo me e' un misto di tribu' semitiche) dalla discendenza nobile ebraica... almeno da Mose' in avanti (ma gia' Isacco era un capostipite dell'aristocrazia ebraica, dove anche gli anglo-sassoni si considerano di appartenere). La nobilta' egizia, dalla quale Mose' discende (a parte il racconto leggendario) era ariana, proprio da quella casta sacerdotale sumera che tanto era vicina agli Anunnaki. Insomma, i sionisti voglio riconquistare quelle terre, proprio per una discendenza "divina", che garantirebbe la loro purezza sanguinea, che si esprime nella nobilta' della discendenza davidica. Questo signifcia che il regno d'Isarele, la Gerusalemme Celsete, puo' instaurarla solo il sangue ariano e nobile... un diritto d'eredita', insomma. Lo stanno facendo per il loro dio...

      Ciao

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    2. Accetto senza obiettare che i sumeri siano gli antenati degli ebrei, ma la questione fondamentale è riassunta qui:
      "Esiste ancora oggi una genia che, menando vanto di un’ascendenza dai primigeni Dingir, agisce dietro le quinte della storia per dirottarla verso inconfessabili obiettivi?"

      Se la risposta è affermativa, quella genia a cui ti riferisci dovrebbero essere gli Illuminati. O sbaglio?
      Straker Enemy ha riportato il tuo articolo: ci sono già sei commenti denigratori. Con che criterio li scelgono? Ero tentato di replicare ma significherebbe riproporre il modello dei "Ragazzi della Via Paal".
      Zuffe infantili.

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