sabato 25 febbraio 2017

Il Papa, strumento di lacerazione tra cristiani




Qualcuno mi accusa di essere scostumato nei confronti del Papa poiché mi esprimo in modo eccessivamente oltraggioso, ma le mie parole sono insufficienti a descrivere la stupidità del comportamento e l'assurdità del pensiero di un capo della Chiesa cattolica, perché costui oltre ad essere ignorante è cattivo, in quanto si è reso strumento per l'importazione dell'Islam in Italia e nell'Europa. Infatti, Ratzinger è stato sostituito per mettere un uomo di legno in grado di obbedire e fare secondo i comandi. E tutto credo che fosse nell’organigramma Obama-Clinton, sempre per il fine della globalizzazione. Sono fuori strada? Può darsi.

Non bisogna rassegnarsi al degrado


Testo di Armando Siri


Passeggiando per Milano alle cinque del pomeriggio. Spettacolo gratuito nella più totale indifferenza dei passanti. Naturalmente dietro tutto questo c'è qualcosa di più preoccupante e grave della pipì: la rassegnazione al degrado in ogni sua forma che prolifera a Milano, ormai non solo più ad ogni angolo ma in pieno centro città.

Demoni vanitosi a cui piace tagliare teste


Se Dio esiste, queste merde umane le fulminerebbe all’istante, tipo Sodoma e Gomorra, ma siccome non esiste, ‘stammerda respira tutt’ora. Firmate la petizione, grazie!

Vox facebooki, vox dei


Fonte: ADNkronos


"Se licenziate i due ragazzi io e la mia famiglia non metteremo più piede nella vostra catena. Italia agli italiani! Bravi i due ragazzi!". E' solo il primo di una lunga sequela di commenti che è possibile leggere sotto il post di Facebook con cui la catena di supermercati Lidl Italia ha preso le distanze dal video girato da due dipendenti di Follonica che giovedì scorso hanno rinchiuso due donne Rom in una gabbia adibita alla raccolta rifiuti, mentre erano intente a rovistare tra la spazzatura. Una decisione poco gradita al popolo del social network, che si è subito schierato dalla parte dei due uomini. "Chi è contro i ragazzi può andare al primo campo Rom e portarseli a casa", sbotta un utente di Facebook, mentre Patricia scrive: "Io sto con i ragazzi... Non se ne può più di andare a fare la spesa nei vostri supermercati e di esser continuamente stalkerati da queste persone... Hanno fatto proprio bene!". "Ma cosa volete verificare? Prendete le distanze da cosa? Vi piace essere derubati?", si chiede Valeria, che propone di dare "subito un aumento a quei ragazzi". Il tenore dei commenti è più o meno questo. "La Lidl fa benissimo a prendere le distanze da questo gesto e a prendere provvedimenti nei confronti dei ragazzi", afferma invece Francesco. Nicola si augura che i due dipendenti "vengano licenziati", perché "nessuno deve sostituirsi allo Stato". Ma le stigmatizzazioni si contano sulle dita di una mano, travolte da un'ondata di elogi rivolti al gesto dei due.

venerdì 24 febbraio 2017

Lo scopo della vita è essere felici


Testo di Mirco Mariucci

Con i tempi che corrono, avere un lavoro subordinato non significa automaticamente essere felici. Tutt'altro. Esattamente un anno fa, mi sono licenziato da un impiego ben pagato con un contratto a tempo indeterminato e tutto ciò è avvenuto nel bel mezzo della più grande crisi economica dell'ultimo secolo! Una follia? Prima di giudicare, leggete la mia storia: vi dico soltanto che sarei pronto a rifarlo altre mille volte, perché se non mi fossi licenziato non avrei vissuto il periodo più bello della mia esistenza. Ma la cosa più importante, è che se non avessi scelto di essere, e non di esistere, non sarei mai e poi mai riuscito a ritrovare me stesso e così non avrei neanche iniziato a vivere con pienezza la mia vita.

giovedì 23 febbraio 2017

A volte i carnefici la pagano


Testo di Massimo Oddo


Colpevole solo di essersi fatto scappare un coniglio, è stato più volte immerso con la testa nell’acqua. Questa è la terrificante esperienza che ha vissuto un povero cane durante una battuta di caccia. Orgoglioso, il suo pseudo padrone è corso a casa a pubblicare le foto su Facebook, ma in meno di otto ore è stato trovato dalla polizia, che lo ha denunciato per maltrattamento di animali, privato del porto d’armi a vita e multato salatamente. In garage il mostro aveva altri sei cani, che in un secondo tempo sono stati portati via anche loro. Pubblicala adesso, la tua faccia di merda!

Lo sciocchezzario di un famoso austriaco


Fonte: Il Foglio

Il più importante di tutti è il preparato 500, o “Cornoletame”. Si ottiene riempiendo di letame il corno di una vacca che abbia già figliato almeno una volta, si seppellisce il tutto all’inizio dell’autunno, lo si lascia fermentare durante l’inverno e lo si tira fuori nel periodo pasquale. A questo punto si estrae il letame dal corno, lo si conserva in un luogo fresco, possibilmente in un contenitore circondato da torba. I periodi migliori per distribuirlo sui campi sono i pomeriggi nuvolosi, subito prima della semina. Non stiamo parlando, come sembrerebbe, di riti sciamanici precolombiani, ma di agricoltura biodinamica. Il Cornoletame è uno dei preparati dei quali le aziende biodinamiche devono fare uso, ma ce ne sono altri, come il 505, “Quercia”: si pialla la corteccia di una quercia, la si trita finemente e la si inserisce nel teschio di un animale domestico (proprio così) attraverso il foro del midollo spinale, che si richiude poi con della creta. Si fa decomporre il tutto ai bordi di uno stagno durante l’inverno, finché in primavera non è pronto all’uso.


Follie nipponiche


Fonte: Leggo

L'iniezione letale. Fa discutere in Giappone la decisione del Takagoyama Nature Zoo di Chiba, nel Nord del Paese, di abbattere con iniezione letale ben 57 scimmie della neve (macachi giapponesi) dopo aver scoperto che erano portatori di geni di una specie di macaco «aliena», nativa di India e Cina, bandita dal Paese. Secondo quanto riportato dal sito Mashable, i macachi giapponesi dello zoo sarebbero riusciti a scappare dalla loro area per accoppiarsi al di fuori con dei macachi Rhesus, specie «aliena» e «invasiva» del territorio. Di qui l'incrocio dei geni scoperto successivamente con analisi del Dna. Secondo le autorità l'abbattimento di queste scimmie, un terzo dei macachi giapponesi ospitati dalla struttura, era «inevitabile» al fine di proteggere l'ambiente nativo. Lo zoo, che nel frattempo dice di aver rafforzato la sicurezza della struttura, ha perfino tenuto una sorta di cerimonia funebre in un vicino tempio buddista per le «anime» degli animali uccisi. La decisione non è passata inosservata e sui social network sono diversi gli utenti che hanno criticato l'abbattimento. Molti chiedono come mai non fosse possibile trasferire gli animali fuori dal territorio giapponese. Le scimmie della neve (Macaca fuscata) sono una vera e propria attrazione naturale del Giappone: vivono nelle foreste delle montagne, in particolare nei pressi di sorgenti di acqua calda, dove si immergono per cercare sollievo dal freddo.  

mercoledì 22 febbraio 2017

Il Kalanoro


Lea me la ricordo. Dieci anni fa era una bella ragazza che faceva la “makorele”, il più antico mestiere del Madagascar. All’epoca aveva un fidanzato malgascio che andava fuori e dentro dalle patrie galere, il tipico bellimbusto che fa palpitare il cuore delle ragazze. Da lui ebbe anche un figlio, ma ora sono separati e Lea vive a Tanà con un uomo molto più anziano di lei. Aver avuto un fidanzato gangster non è, però, la peggiore disgrazia che a Lea potesse capitare. La peggiore disgrazia è avere una nonna strega che, quando vendeva frutta al mercato, si dice abbia fatto morire una collega delle bancarelle mediante un potente “gri gri”. Ovviamente, la vecchia non è mai finita in prigione per quella morte sospetta giacché, sebbene i giudici malgasci siano corrotti e facciano un po’ come gli pare a loro, c’è un limite a tutto, anche alla superstizione. Avere una nonna strega, comunque, porta sempre a spiacevoli conseguenze, si viene tirati dentro un universo oscuro, come sa una ragazza di Ragogna, C.P., che una notte ha visto salire le scale di casa un personaggio simile a quello che ha più volte importunato Lea. Un omino di bassa statura che appare all’improvviso e scompare nel giro di pochi secondi, un essere ultraterreno.


Il kokoriko



Tina, dopo dieci anni di convivenza a singhiozzo, riesce ancora a stupirmi con i suoi aneddoti. I bambini poveri devono accontentarsi di giocare con quello che offre l’ambiente e le bambine della brousse hanno scoperto un modo per divertirsi immaginando di diventare donne. Quando trovano le trappole a imbuto delle larve di formicaleone, ogni bambina ne sceglie una e cominciano con il chiamarlo: “Kokoriko, kokorico!”. Poi scavano con le mani finché trovano l’animaletto e, in una sorta di ludico autolesionismo, se lo applicano sui piccoli capezzoli, dicendo che così avranno presto delle grosse e belle mammelle. Non è un rito di iniziazione, come avviene per i maschi con la circoncisione, perché non c’è niente da iniziare. Lo sviluppo avviene naturalmente, ma questo infliggersi dolore per diventare grandi prima del tempo mi ricorda le diete rigide a cui si sottopongono certe modelle e la faticosa mania per la palestra di molte donne occidentali. 

Gay Pride, un evento cul….turale




FRIULI VENEZIA GIULIA - Per la prima volta il Gay Pride del Triveneto si svolgerà in Friuli Venezia Giulia. La notizia è stata ufficializzata lunedì 20 febbraio. I dettagli del programma di eventi, che nei prossimi mesi coinvolgerà l’intero territorio regionale del Fvg, saranno presentati domani, nel Salone del Popolo del Comune di Udine. Il Pride del Triveneto culminerà con la parata finale e con il manifesto politico del Comitato Friuli Venezia Giulia Pride 2017. Per la presentazione del programma interverranno, alle 11, Nacho Quintana Vergara, presidente Arcigay Friuli, Antonella Nicosia, presidentessa Arcigay Arcobaleno Trieste Gorizia Onlus, Furio Honsell, sindaco del Comune di Udine, Cinzia Del Torre, assessora del Comune di Udine, Federico Pirone, assessore alla cultura del Comune di Udine, e Loredana Panariti, assessora al lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università della Regione Friuli Venezia Giulia. 

Demoni vendicativi


Fonte: Pianeta Donna




E’ davvero terribile quando accadono storie come questa. Tutto indica che i cacciatori abbiano agito per vendetta contro gli animali che vivevano all’interno della tenuta di Ilona Mitchell, dopo che lei ha vietato la pratica della caccia sulla sua proprietà. Ilona è una donna inglese di 48 anni, amante della natura e degli animali che circa 13 anni fa ha deciso di iniziare una nuova vita nel sud della Spagna, nel comune di Caniles (Granada ). Emigrò con la sua famiglia e due cavalli in cerca di pace e tranquillità. Dopo un sacco di tempo e di lavoro, riuscì a creare una splendida tenuta di 173.000 ettari (1,73 milioni di metri quadrati), situata a 5 chilometri dal villaggio. Ilona sentiva che aveva finalmente realizzato uno dei suoi sogni più desiderati … salvare gli animali!


martedì 21 febbraio 2017

La forza devastante del numero


Fonte: Jeda News




Nova Cidade de Kalimba è solo una delle tante città fantasma che la Cina sta costruendo in tutto l’Angola e in tutto il continente africano. Ecco perché. Nonostante l’enorme quantità di appartamenti invenduti, Nova Cidade de Kalimba è solo una delle tante città “fantasma” che la Cina sta costruendo in tutto l’Angola e in tutto il continente africano. Negli ultimi dieci anni, la Cina ha pompato miliardi di euro, e il trend non mostra il minimo segno di rallentamento. A questo punto, la domanda è semplice: perché i cinesi sono così interessati al territorio africano? I palazzinari cinesi si stanno dando molto da fare in Africa. Nova Cidade de Kalimba è una moderna città africana costruita da investitori cinesi in Angola e composta da circa 750 edifici di otto piani. Nei progetti degli investitori, la città doveva raccogliere circa 500 mila abitanti, ma un inquietante filmato mostra come la selvaggia urbanizzazione cinese rischia di creare la prima “città fantasma” dell’Africa. Il costo dell’operazione si aggira sui 2,5 miliardi di euro, ma si tratta solo di una frazione del fiume di denaro che la Cina sta investendo in Africa.


La presa in giro della democrazia


Testo di Paolo Sensini


Non hanno mai vinto un'elezione e sono riusciti a impossessarsi delle leve di governo solo con l'intrigo e i colpi di mano del "loro" presidente Napolitano. Ora, per continuare a tirare avanti l'ammuina del quarto governo non votato da nessuno e ridistribuire un po' di poltrone ministeriali con relativi stipendi, il sistema di potere di cui sono l'espressione politica sottopone la plebe televisiva a una squallida pantomima in chiave soap opera che durerà mesi e mesi parlando del nulla. Intanto le imprese chiudono, le tasse aumentano, la marina militare traghetta ogni giorno migliaia di finti profughi che un domani saranno chiamati a votarli "democraticamente", e come ciliegina sulla torta impongono leggi fake per cancellare le ultime residue libertà di pensiero e parola che ancora permangono. Cosa c'è di più bello della democrazia?

lunedì 20 febbraio 2017

Aprite quei fottuti confini!




A Barcellona una manifestazione per chiedere più migranti...oh, oh ...sicuramente una manifestazione organizzata dalle solite ONG mondialiste che sull'immigrazione di massa incontrollata stanno guadagnando una marea infinita di soldi. Comunque perché non accontentarli? C'é da dire che le navi delle ONG spagnole dovrebbero pensare prima alla voglia di accoglienza dei propri connazionali invece di scaricare in Italia orde di maschi afroislamici raccolti sulle spiagge libiche, o no?

A ridatece er tedesco!




Papa Francesco anche in questi giorni parla degli immigrati come di una risorsa per il nostro Paese! A parte il loro odio nei confronti delle donne, a parte il nostro 40% di disoccupazione giovanile, a parte l'islamizzazione che portano, a parte doverli mantenere noi, che già fatichiamo e in molti anche si suicidano, dove pensa di relegare gli italiani? Al ruolo di servi e di ospiti in casa propria? Rimpiango Ratzinger, che predicava a queste risorse di risollevare i loro paesi, di aiutare la crescita nel loro luogo di origine! Certo, non di invadere e sovvertire il nostro stile di vita con le loro culture. Desidero la libertà di decidere. Fateci scegliere questa immigrazione e, soprattutto, ridateci il buon senso di Ratzinger, per il bene degli italiani e non solo!

Il circo della farfalla


La vita è un circo e i suoi personaggi più numerosi sono i pagliacci. Così numerosi che riescono a infestare anche la vita virtuale di internet e vengono chiamati Troll. Nella vita reale, o apparentemente tale, i pagliacci si dividono in due categorie. Come nel circo equestre classico, composto di animali feroci, nani e ballerine, c’è il pagliaccio triste vestito di bianco, con la lacrima dipinta sul volto, e il pagliaccio ridanciano dalle grosse scarpe e dai vestiti variopinti, così nella vita reale ci sono i pagliacci buoni e i pagliacci cattivi. Questi ultimi sono una minoranza, ma riescono ugualmente a fare molti danni. Gli altri, subiscono. Io sono un pagliaccio di medie dimensioni, né buono né cattivo, senza infamia e senza lode e da dieci anni vivo la vita anfibia del pendolare tra il Friuli e il Madagascar. In Friuli conduco la scialba esistenza del pensionato senza essere pensionato e godo di una scialba serenità senza stimoli. Se voglio avere qualche contatto con la natura, devo andare io a cercarla. In Madagascar è lei che viene a cercare me, anche quando proprio non ci penso. Basta tenere una luce accesa di notte e si presenta nelle vesti di una falena ocellata. Le nostrane, la Saturnia e la Pavonia, sono di grosse dimensioni e hanno bisogno dei finti occhi per difendersi da assioli e civette. Questa falena, come me pagliaccio, è di medie dimensioni e ha ritenuto opportuno anch’essa dotarsi di ocelli, onde spaventare gli alati predatori notturni. Gli può andar bene una volta al massimo. O due, perché la vita anche per lei è un circo e i pagliacci cattivi sono scaltri.




domenica 19 febbraio 2017

Il re delle formiche


C’è nella brousse una superstizione che ha per protagonista un serpente. Come tutti i serpenti del Madagascar, non è velenoso, ma il fatto che abbia eletto a suo domicilio i formicai ha spinto i malgasci a immaginare che si faccia portare il cibo, e servire anche in altri modi, dalle formiche, in quanto loro monarca. Oggi Tina stava cucinando sotto l’albero di manghi. Io ero in casa. Improvvisamente sento del trambusto provenire dall’esterno. I bambini e le due donne adulte nostre ospiti strillano che c’è un serpente vicino la “fatapera” e urge l’intervento del “vazaha”, il quale, per non deludere i numerosi spettatori, con fare noncurante si china sulla strisciante creatura, l’afferra dietro la testa e la porta lontano dalla cucina all’aperto. Avutolo in mano, mi accorgo che ha la pupilla verticale, come le nostre vipere, e un atroce dubbio mi assale. Siccome so di essere imbranato, specie quando occorre non esserlo, già m’immagino morso fulmineamente e accompagnato d’urgenza all’ospedale, tenuto conto che è domenica e i medici sono a casa, anche quelli del sedicente pronto soccorso. Per fortuna, il funesto lampo d’immaginazione si conclude in pochi secondi e la serpe riacquista la libertà lontano dagli affamati ospiti e in un angolo del vasto cortile. Poi torno con la macchina fotografica, che ovviamente s’inceppa.


Il successo di un ristorante


Se siete misantropi, non andate il sabato sera al ristorante Chez Freddy, a Mangily, ma se non lo siete allora è il momento giusto per voi, per assaporare quello che le guide del Madagascar definiscono il vero spirito godereccio della Grande Isola: musica tradizionale e sapori di mare con spezie piccanti. All’inizio, la sera di sabato 18 febbraio, dicevo a Tina che avevamo scelto la giornata sbagliata, ma poi mi sono lasciato catturare dalla musica dal vivo, con le due ragazze cantanti e ballerine e i tre musicisti che suonavano chitarre e tamburi, che sembrava si divertissero in quello che facevano. Gli applausi erano scarsi, alla fine di ogni pezzo, ma io penso che anche gli altri avventori abbiano apprezzato le loro performances musicali, con brani della brousse che di solito non vengono trasmessi dalle radio. Noi avevamo già fatto l’ordinazione, riso cantonese vegetariano per me e gamberetti per Tina, ma ogni sabato c’è la possibilità di mangiare tutto ciò che si riesce a mangiare, disposto su vassoi in un unico tavolo, con soli 30.000 ariary a persona, pari a 9 euro.


sabato 18 febbraio 2017

Le frustrazioni di chi non è nativo di internet


E pensare che ero riuscito perfino ad entrare nella pagina dei pagamenti, con la seconda prenotazione, perché la prima era scaduta, ma poi, quando VISA mi ha chiesto il “mot de passe”, la password, mi sono bloccato. Quando mai ho usato io la password per fare prelievi allo sportello della Posta? Il giorno dopo, in virtù del fatto che il cervello non dorme mai, ho capito che quello che VISA intendeva per “mot de passe” altro non era che il PIN, composto da 5 cifre di cui solo io sono l’unico detentore. Ma ormai era troppo tardi! Rientrato nel sito di Air France, compilato tutto ciò che c’era da compilare, il numero del passaporto, il menù vegano, ecc. non sono più riuscito a trovare il modo di pagare, cioè la pagina riservata ai pagamenti mediante carta VISA. Non c’è stato verso! Alla fine, preso dalla disperazione, mi sono rassegnato ad andare in un’agenzia viaggio di Tulear, accompagnato da Tina, sapendo che avrei speso qualcosa in più, ma i sospiri di sollievo, dopo quasi una settimana che ci provavo, non si sono più contati, dopo che l’impiegata dell’agenzia mi ha rilasciato il biglietto e dopo che il POS ha fatto il suo dovere di prelevare i soldi dal mio conto Poste Pay, legato al circuito VISA. Fra poche settimane si conclude quindi il mio dodicesimo capitolo in questa terra australe, ma qualcosa mi dice che non sarà l’epilogo del libro che sto scrivendo, vivendo, giorno per giorno. Come dicono quegli uomini che hanno perso memoria e virilità, “Mi piacciono ancora le donne, ma non mi ricordo perché”, io, dopo dieci anni da pendolare tra il Friuli e i tropici, posso dire: “Mi piace ancora il Madagascar, ma non mi ricordo perché”.