In
certi ristoranti di Canton, prima che il cameriere scoperchi la calotta cranica
alla scimmia immobilizzata in mezzo al tavolo, i clienti la ubriacano, forse
pensando – bontà loro – che così proverà meno dolore mentre le mangeranno il cervello.
In
altri casi e in altre latitudini, uomini avvinazzati ubriacano altre scimmie,
orsi, elefanti e perfino i kinkajù. Lo fanno per divertirsi in
compagnia, vedendo le loro vittime barcollare in giro come veri ubriaconi. Gli
etologi hanno scoperto che anche i ricci amano stordirsi con frutta fermentata
e questo è forse l’unico caso in cui una specie animale non viene ubriacata di
proposito.
Degli
orsi, con cui l’uomo ha un rapporto problematico fin dall’epoca delle caverne,
ora veniamo a sapere che ce ne sono alcuni che cercano volontariamente lo
stordimento, annusando i vapori di benzina. Da una finestra al quinto
piano di un hotel di Nairobi, nel 2002, vidi bambini di strada scambiarsi le
bottigliette di plastica contenenti colla da annusare. Mi fecero molta pena e
mi chiesi come sarebbe stata la mia vita se, invece di occuparmi d’animali,
avessi fatto il missionario da quelle parti, occupandomi d’infanzia
abbandonata.






