sabato 18 maggio 2013

Tossicodipendenze

 

In certi ristoranti di Canton, prima che il cameriere scoperchi la calotta cranica alla scimmia immobilizzata in mezzo al tavolo, i clienti la ubriacano, forse pensando – bontà loro – che così proverà meno dolore mentre le mangeranno il cervello.
In altri casi e in altre latitudini, uomini avvinazzati ubriacano altre scimmie, orsi, elefanti e perfino i kinkajù. Lo fanno per divertirsi in compagnia, vedendo le loro vittime barcollare in giro come veri ubriaconi. Gli etologi hanno scoperto che anche i ricci amano stordirsi con frutta fermentata e questo è forse l’unico caso in cui una specie animale non viene ubriacata di proposito.
Degli orsi, con cui l’uomo ha un rapporto problematico fin dall’epoca delle caverne, ora veniamo a sapere che ce ne sono alcuni che cercano volontariamente lo stordimento, annusando i vapori di benzina. Da una finestra al quinto piano di un hotel di Nairobi, nel 2002, vidi bambini di strada scambiarsi le bottigliette di plastica contenenti colla da annusare. Mi fecero molta pena e mi chiesi come sarebbe stata la mia vita se, invece di occuparmi d’animali, avessi fatto il missionario da quelle parti, occupandomi d’infanzia abbandonata.

Due depistatrici




Testo di Angelo Tirone




Fonte:


Ognuno di noi principalmente dovrebbe chiedersi: “Per quale motivo degli esseri umani, che hanno vissuto per migliaia d’anni nei loro paesi, oggi dovrebbero abbandonarli per venire a vivere in Italia? A chi fra voi piacerebbe andare a vivere per necessità in un altro paese?”
Ebbene se veramente la Boldrini e la Kyenge fossero cosi sensibili nei confronti degli stranieri, lotterebbero per far cancellare i debiti truffa dei loro paesi d’origine e ne denuncerebbero l’illegittimità.

Zingarate







Via libera dalla Giunta comunale di Torino alla  delibera che autorizza Palazzo civico a sottoscrivere un accordo con la Prefettura di Torino che consentirà di sbloccare il finanziamento di 5 milioni di euro per ristrutturare gli insediamenti Rom e Sinti. 
Le risorse finanziarie potranno così ritornare nella disponibilità per ammodernare i Campi Nomadi con nuove strutture sanitarie e ricettive.

Intanto sempre il Comune di Torino.....

Legittima difesa

 



Un elefante in Zimbabwe ha calpestato e ucciso un bracconiere che stava cercando di uccidere l’animale selvatico. La vittima è Salomone Manjoro e l’episodio è avvenuto nel Parco nazionale Charara a Gatshe-Gatshe, Kariba, scrive il giornale domenicale The Sunday Mail. Secondo cui, Manjoro e il suo amico Noluck Tafuruka hanno visitato il parco tra il 19 aprile e il 26, armati di due fucili, con l’obiettivo di cacciare i pachidermi. Il bracconiere deceduto pare che abbia provato a sparare all’elefante prima di essere calpestato.
 I resti di Manjoro sono stati trovati dopo che Tafuruka è stato arrestato con l’accusa di possesso di armi da fuoco senza licenza, continua The Sunday Mail. Ma anche un terzo uomo legato all’incidente di bracconaggio è finito in manette.

venerdì 17 maggio 2013

I semi della dittatura

 

Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi. Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale. Questa legge, protesta Ben Gabel del “Real Seed Catalogue”, intende stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala. «Come qualcuno potrà sospettare – afferma Mike Adams su “Natural News” – questa mossa è la “soluzione finale” della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta».

Neocolonialismo antidepressivo

  






La situazione economica di alcuni lavoratori del cacao, versa in condizioni sempre più preoccupanti. Ad affermarlo è l’Oxfam, un’organizzazione che si occupa della possibile riduzione delle ingiustizie e delle povertà nel mondo. Il report prende in considerazione le 10 maggiori aziende nel settore alimentare e delle bibite. Marchi come Associated British Foods (Abf), Coca-Cola, Mondelez International, General Mills, Kellogg, Danone, Mars, Nestlè, PepsiCo, Unilever e molti altri, non starebbero utilizzando il loro potere per contribuire all’equità sia del sistema alimentare che di quello ambientale e sociale. “In alcuni casi” tuona il rapporto, “queste aziende indeboliscono la sicurezza nel settore dell'industria alimentare e riducono le opportunità economiche delle persone più povere del mondo, peggiorando così la situazione di queste ultime”. Soprattutto nel lavoro femminile, Oxfam rileva incongruenze e scorrettezze, che non permettono un eguale trattamento, sia a livello delle adeguate retribuzioni che a quello delle minime garanzie sociali legate all’attività svolta.

Il business del karma





Nei Paesi di credo buddista è diffusa la cosiddetta “merit release”. Questa triste e crudele pratica consiste nella cattura di volatili di tutte le specie e dimensioni dai loro habitat naturali al fine di venderli, davanti a templi e monumenti, a religiosi e turisti desiderosi di migliorare il proprio karma attraverso la loro liberazione.
Nell’attesa i volatili restano imprigionati per giorni all’interno di anguste gabbiette sporche e spesso senza cibo né acqua a disposizione. I volatili, abituati a vivere in libertà e secondo i ritmi scanditi dalla natura, dopo il trauma della cattura si ritrovano quindi a condividere uno spazio ristretto e affollato. Lo stress, la malnutrizione e l’esposizione continua agli agenti atmosferici e al sole cocente conducono molto spesso alla morte degli animali. La vendita degli uccellini è affidata ad anziane donne che fanno leva sulla tradizione religiosa del posto, per la quale ridare la libertà a un volatile corrisponde ad alleggerire il proprio karma, allontanando il karma negativo. Naturalmente, le precarie condizioni di detenzione indeboliscono a tal punto i volatili che, anche se liberati, non sopravvivono.