lunedì 25 maggio 2015

Un poliziotto consiglia di denunciare le banche



Salvo Mandarà (salvo5puntozero.tv) intervista un ispettore Capo di Polizia, che con grande coraggio non si nasconde, ci mette la faccia, nome e cognome e lancia un coraggioso e accorato appello alla popolazione. Ecco le parole pronunciate dall’Ispettore Capo: abbiamo evidenziato in neretto alcune parti molto significative. “non esistono banche oneste, ma persone oneste, e buone o cattive intenzioni. Come non esiste la “malagiustizia”, ma uomini giusti, scelti per far rispettare la legge, e altri che la disonorano. Purtroppo il sistema ha messo in atto la politica del “divide et impera“. La pubblica amministrazione non è immune. Tra noi appartenenti alle forze dell’ordine, esiste lo stesso sistema. Ci dividono in settori, ci costringono ad affogare nella burocrazia e così dimentichiamo il senso della nostra missione: onorare il giuramento fatto sulla Costituzione, far rispettare la legge, difendere i cittadini, i loro diritti, e garantire la loro sicurezza. Ci ritroviamo così ad eseguire ordini illegittimi, senza che ce ne accorgiamo. 

Una schiavitù che dura da troppi secoli



Il cavallo, al pari degli altri animali cosiddetti "da reddito", merita soltanto tutta la nostra gratitudine: a causa dei suoi sacrifici e delle sofferenze che gli abbiamo inflitto sin dall'antichità, decretandolo nostro servitore, abbiamo potuto svilupparci, almeno tecnicamente e materialmente. Il cavallo ci ha servito fedelmente, ed ora che siamo nel 2015 invece che tributagli rispetto e la dovuta libertà, lo condanniamo nuovamente ad altre schiavitù come il palio, gara in cui questi animali sono ridotti ad oggetti di puro divertimento. Come sempre saremo presenti per dichiarare la nostra rabbia ed la nostra ferma opposizione a queste manifestazioni di barbarie degne del peggior secolo dell'umanità. Il palio di Legnano è il terzo in Italia dopo Siena ed Asti. E' ora di evolversi, il Medioevo è finito da più di un millennio!

Offendere su Facebook può essere punito col carcere


Fonte: Today

La Cassazione ha deciso: chi offende sui social network rischia di finire in carcere. All’origine della sentenza, la separazione di una coppia culminata in una serie di insulti postati sul social network dall’ex marito nei confronti dell’ex moglie. Ne è nato un processo per diffamazione "con rimpallo tra giudice di pace e tribunale". Da decidere se la competenza è del primo, quindi rischio multa, o del secondo, con il carcere come pena massima. Il giudice di pace di Roma dichiarò la sua incompetenza ritenendo la diffamazione su Facebook "aggravata dal mezzo della pubblicità e quindi di competenza del tribunale". Ma qui il collegio ha accolto le argomentazioni dell’avvocato dell’ex marito, Gianluca Arrighi, stabilendo che "Fb non può essere paragonato a un blog o a un quotidiano online, visionabile da chiunque sulla rete, e che pertanto la competenza è del giudice di pace". Da qui la necessaria sentenza della Corte Suprema.

Un istinto insopprimibile



Fuggono verso la libertà. Sono mucche, maiali, galline, giraffe, rinoceronti e altri animali... Fuggono dagli allevamenti, dai circhi, dalla prigione a vita dello zoo. Fuggono perché lo sanno che fuori ci sono la terra da calpestare, l'erba, gli alberi, il sole. E li riprendono sempre, spesso li uccidono durante la cattura, i più sfortunati vengono riportati nelle loro prigioni in attesa della morte o nel mattatoio. Ma altri continueranno a tentare la fuga, perché la libertà è insita in ogni essere vivente, prima del mangiare e del bere, prima di ogni altra cosa. E, tra gli animali, solo la specie umana ha inventato le prigioni, le gabbie, i recinti, la schiavitù. Se questo vuol dire essere superiori...

Un mercato in espansione


Fonte: Lifegate

Al primo punto vendita di Berlino, nato nel 2001, sono seguite altre filiali nella capitale, una a Francoforte e un’altra ad Amburgo e poi Monaco di Baviera, Essen, Stoccarda, Colonia, Hannover e Düsseldorf. Recentemente è stata la volta di Vienna, in Austria, e – fa sapere la direzione – sono in cantiere nuove aperture: a Londra, Amsterdam Barcellona, Copenaghen. E Milano, entro il 2015. In linea con il claim della catena “Noi amiamo la vita” e con i principi etici, ecologici e salutistici della dieta vegana, da Veganz, sugli scaffali, si trovano solo prodotti di origine vegetale e biologici, sia alimentari sia per l’igiene della casa e della persona. Prodotti di qualità che piacciano a tutti, non solo ai vegani: Jan Bredack, l’imprenditore berlinese fondatore del progetto, ha precisato che circa l’80 per cento dei clienti dei suoi supermercati sono semplicemente acquirenti consapevoli, curiosi e attenti alla qualità della vita, non necessariamente vegetariani o vegani.

Gli altri bagnanti glielo hanno lasciato fare


Fonte: Leggo

Hanno trovato un delfino spiaggiato sul bagnasciuga e anziché chiamare soccorsi che probabilmente gli avrebbero salvato la vita, si sono messi a scattare foto in posa con l'animale esanime. Le foto dei due, pubblicate sul web e scattate presumibilmente a Lima, in Perù, hanno suscitato l'indignazione degli internauti poiché il delfino è morto poco dopo in circostante sospette. Il direttore della Peta, Elisa Allen, ha detto all'Independent: "Questi individui spietati e francamente demenziali devono essere trovati e perseguiti per crudeltà verso gli animali".  Intanto, la foto circola su Facebook e Imgur nella speranza di individuare e punire i due responsabili.

Pompieri italiani brava gente



TREVISO - Davvero una bella storia di animali e a lieto fine: i vigili del fuoco di Treviso hanno affrontato e risolto oggi, sotto la pioggia battente, un'operazione di salvataggio per recuperare due anatroccoli. A dare l'allarme proprio mamma papera, che ha starnazzato a più non posso, fino ad attirare l'attenzione di un passante. Quando ha capito quello che l'animale stava segnalando ha chiamato il 115. Da lì il lieto fine.