mercoledì 25 giugno 2014

Grosso rischio a Gioia Tauro

 

Armi chimiche siriane in arrivo a Gioia Tauro, non sono note le misure di protezione civile.
E’ in arrivo un bastimento stracarico di veleni. Durante il fine settimana, nel porto di Gioia Tauro avverrà il trasbordo delle armi chimiche siriane (foto) dalla nave da carico Ark Futura alla nave laboratorio statunitense Cape Ray. Quest’ultima a sua volta le porterà al largo di Creta e le tratterà per renderle successivamente smaltibili. Esattamente come quando ho scritto la prima volta del trasbordo, tuttora non risulta che i vigili del fuoco siano attrezzati per gestire un eventuale incidente. Inoltre adesso non è noto come concretamente verrà gestita la protezione civile nel caso che qualcosa vada storto.


La distruzione dell’arsenale chimico siriano, in base ad accordi internazionali, è stata affidata all’Opcw (Organization for the prohibition of chemical weapons), il cui direttore ha annunciato ieri che finalmente la Siria è riuscita a consegnare alla nave da carico Ark Futura tutte le sue 1300 tonnellate di sostanze tossiche utili per fabbricare fra l’altro i gas nervini. Il Governo italiano ha offerto il porto di Gioia Tauro per trasferire le sostanze dalla Ark Futura alla nave della Marina militare statunitense Cape Ray, che al largo di Creta effettuerà l’“idrolisi” delle sostanze (perché non si è scelto un laboratorio a terra, meno esposto ad imprevisti tipo mareggiata forza 9?) e poi le consegnerà a stabilimenti attrezzati per completare la neutralizzazione. Il ministro della Difesa Mogherini ha detto che il trasbordo a Gioia Tauro avverrà nel fine settimana.

Le 1300 tonnellate di sostanze tossiche utili a fabbricare gas nervini non sono esattamente acqua fresca… Ma mentre scrivo, nè il porto nè la Capitaneria di porto di Gioia Tauro hanno diramato avvisi relativi al modo in cui il trasbordo sarà gestito o ai provvedimenti per proteggere la popolazione della zona.

Risulta solo una riunione “per fare il punto sulla Pianificazione di Difesa Civile concernente le misure di sicurezza” svoltasi ieri nella prefettura di Reggio Calabria. Un piano dunque c’è, ed anzi il suo “supporto informatico” è stato distribuito a tutti gli enti coinvolti (Comuni, Asl, forze dell’ordine…) ma non ne viene reso noto il contenuto.

La Prefettura ribadisce che è già stato predisposto un dépliant per la popolazione. Ma il dépliant fornisce solo informazioni generali relative alla distruzione dell’arsenale chimico siriano. A quanto mi risulta, nessuno finora ha detto alla gente come comportarsi in caso di incidente (chiudersi ermeticamente in casa?), se è predisposto oppure no un piano di evacuazione nè chi, come e con quali strumenti, gestirà un’eventuale emergenza. I vigili del fuoco hanno avvisato mesi fa che non possiedono le attrezzature indispensabili per farlo. Non risulta che le abbiano ricevute.

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