giovedì 17 febbraio 2022

Il tronchetto della felicità del micologo


Per un po’ staranno con me. Li vedrò ogni giorno e mi ricorderanno la caducità dell’esistenza. Un albero muore, cade al suolo e viene subito attaccato dai funghi saprofiti, anche se attaccato non è il verbo giusto. Correttamente, si dovrebbe dire che viene fatto rientrare nella grande ruota della vita e quello che vale per un albero, vale – dispiace un po’ dirlo – anche per noi. A noi, se questo può servire di conforto, verranno tuttavia risparmiati i funghi saprofiti. A meno che uno non vada a morire nella più impenetrabile foresta, e nessuno se ne accorga. Non so bene cosa ci farò con quei funghi, di sicuro non il risotto e, al momento, non so neanche quale sia il nome della loro specie. Il mio amico botanico, infatti, ci mette sempre un po’ prima di rispondere. Gli ho mandato una foto e a lui basta un’occhiata per riconoscere la pianta in oggetto. Non ha mai voluto farmi entrare in casa sua e ora sto cominciando a sospettare perché: se anche lui si porta a casa frasche, rami, tronchi e altri reperti botanici, il suo appartamento dev’essere una specie di giungla. Gli amanti della natura sono tutti un po’ matti. E io non mi chiamo fuori!


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