sabato 28 aprile 2018

Un pesce che tiene una cattiva conversazione



Intossicati dal tonno, allarme in Piemonte: due coniugi di Torino sono stati colpiti da intossicazione da istamina, dopo aver consumato a casa del tonno fresco acquistato in una pescheria e proveniente dalla Spagna. La coppia, fortunatamente, se l’è cavata con una visita in ospedale ed una terapia a cura di antistaminici e cortisone: ma le analisi hanno rilevato alti livelli di istamina e una positività alla sindrome sgombroide. Positività trovata, nelle analisi condotte dal laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico di Torino - diretto dalla dottoressa Lucia Decastelli - in diversi campioni: dai residui del pasto allo stesso lotto dal grossista in confezione integra, fino alla rimanenza in pescheria. L’intossicazione da sindrome sgombroide è il primo caso che si verifica in Piemonte quest’anno, sebbene sia ancora un giallo come sia potuto accadere: la Asl sta redigendo, scrive La Stampa, la notizia di reato da inviare alla magistratura per le indagini.


A sviluppare l’istamina potrebbe essere stata la cattiva conversazione del pesce, legata all’interruzione della catena del freddo. È stato possibile collegare subito un collegamento tra il cibo e la tossina, grazie alla rapidità delle analisi. Lo scorso anno in Spagna furono un centinaio i casi di intossicazione da tonno, tanto da spingere il Ministero della Salute spagnolo a lanciare un allarme sul tonno fresco commercializzato da una ditta in particolare (la Garciden). Nel caso di questi giorni, invece, non è ancora chiaro se il tonno rimandi alla stessa ditta o ad un’altra: da chiarire molti punti, non ultimo il punto preciso della filiera in cui si è interrotta la catena del freddo.

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