giovedì 26 gennaio 2012

Per non dimenticare (di rifarlo)



Se prendete una macchina a noleggio a Bangkok e avete abbastanza fegato per guidarla in città, dovete mettere in conto che nei quartieri popolari e in precisi punti della via un motorino vi taglierà la strada, costringendovi a una brusca frenata. Scenderete dall’auto, da bravi e coscienziosi occidentali, e vi avvicinerete al ragazzo a terra per accertarvi delle sue condizioni di salute. Subito sarete avvicinati da una folla ostile e il ragazzo salterà in piedi come un grillo, miracolosamente guarito. I suoi parenti, che vi stavano aspettando, cominceranno a diventare sempre più nervosi, in maniera inversamente proporzionale alla strizza che vi sentirete salire in corpo e che metterà a dura prova i vostri sfinteri. L’unica soluzione per uscire da quella cagnara minacciosa sarà mettere mano al portafoglio. E vi sembrerà anche naturale farlo, visto che vi sentirete in colpa per aver “investito” il ragazzino. Tenete a mente questo particolare: i sensi di colpa che vi spingono a pagare, perché poi ne riparleremo.
Solo dopo che ve ne sarete andati, con la folla minacciosa che si sarà dileguata in un batter d’occhio, potrete tirare un sospiro di sollievo e – forse – accorgervi di essere caduti in una trappola come la classica mosca nella ragnatela del ragno.


C’è una variante chiamata operazione false flag, che consiste nel provocare il nemico fino al punto di costringerlo ad attaccare per primo, per poter successivamente giustificare il proprio programmato intervento militare. Questa tecnica la conoscevano già i Romani, che per dare inizio a qualche guerra cercavano il casus belli. Oppure, tecnica che si USA ancora oggi, andavano a prestare soccorso ad un proprio alleato, come fecero nel 343 a. C. per dare inizio alla prima guerra sannitica, correndo in soccorso all’alleata Capua, attaccata dai Sanniti.
Quando una nazione guerrafondaia come gli U.S.A. sacrifica uomini e mezzi per poter dichiarare guerra ad un nemico sonnolento o timoroso, acquisisce l’autorizzazione morale di fronte all’opinione pubblica, scatenando quello che passerà alla storia come un gesto di difesa, mentre in realtà era una manovra pianificata. Ma quando un popolo subisce un sopruso da parte di un altro popolo, come nel caso degli ebrei vittime della xenofobia dei cristiani, acquisisce l’autorizzazione morale di rivalersi sui propri carnefici nel caso in cui il vento della storia dovesse girare e i carnefici smettere di essere tali.

Certo, sarebbero i sopravvissuti del genocidio ad ottenere questo risultato, e solo nel caso in cui sappiano far fruttare la situazione. Gli armeni, sterminati dai turchi, non sono stati così abili, forse perché gli ebrei più di altre etnie hanno un’innata capacità di gestire e far fruttare il denaro, grazie alla loro storica attività mercantile.
Non va dimenticato che se gli ebrei hanno spesso impersonato il ruolo di usurai, è forse perché i cristiani non hanno loro permesso di svolgere altre professioni, dal momento che se si arrivasse a dire che gli ebrei sono usurai per natura, sarebbe come dire che i negri hanno la musica nel sangue. In entrambi i casi si tratterebbe di un banale luogo comune.
Tuttavia, se si pensa che una parte di ebrei, definiti sionisti, ha spinto i nazisti a portare alle estreme conseguenze l’antisemitismo
storico presente in tutta Europa da secoli, per poter poi trarne profitto, si delinea un quadro semplicemente diabolico e riesce difficile pensare che menti umane abbiano potuto concepire un simile piano. Ma se si pensa che anche altri uomini potenti hanno sacrificato i propri concittadini, come avvenuto con Pearl Harbour e con l’Undici settembre, allora il sospetto atroce si fa più consistente e le valutazioni sull’umana natura ancora più severe.
Dunque, è possibile che i sensi di colpa scaturiti nell’animo dei tedeschi sopravvissuti alla guerra siano stati una molla sufficiente per mettere mano al portafoglio, come nel caso dell’automobilista occidentale in Thailandia, e la Germania, da quel che so, non ha mai smesso di rifondere Israele per i danni morali di guerra, ovvero per l’Olocausto.
Da questo, a dire che la Shoah non è mai stata, ce ne passa. Vi sono sufficienti documentazioni che provano la reale esistenza di un

piano preciso di eradicazione degli ebrei, ciliegia sulla torta di uno storico antisemitismo, evento testimoniato da strutture trovate nei campi di prigionia, nonché da dichiarazioni dirette dei sopravvissuti. I forni c’erano e che servissero per bruciare persone morte a causa delle condizioni di detenzione o deliberatamente gassate, poco importa. E poco cambia che a morire siano stati sei milioni o anche un solo milione di ebrei. Il fatto è e resta.
Ciò che mi preme evidenziare è che non solo lo sterminio degli ebrei e di altre etnie sgradite al regime sia stato possibile grazie all’antisemitismo storico, ma è stato possibile anche per l’abitudine a sottoporre allo stesso trattamento gli animali. Ma mentre oggigiorno si è smesso di sterminare gli ebrei, non si è smesso di sterminare gli animali, lasciando intendere che alla prossima occasione si ripeterà la stessa cosa nei confronti di esseri umani.
Magari, per una specie di paradossale Nemesi, saranno gli ebrei a mettere nei forni crematori i tedeschi. O i palestinesi. O gli iraniani. Non ha importanza a chi toccherà prossimamente, perché ciò che conta è che vittime e carnefici non hanno mai smesso di imprigionare, umiliare, tormentare, torturare e rendere schiavi gli animali, senza accorgersi che è lì la matrice di ogni campo di sterminio. Il modello perfetto.
Se di Nemesi dobbiamo parlare, si potrebbe dire che ad essere state sterminate in massa, sono state proprio quelle popolazioni che hanno dato al mondo il testo sacro per eccellenza, all’interno del quale, proprio nelle prime righe, si annida la causa di tutti i mali che hanno afflitto per secoli l’umanità. Quell’autorizzazione divina a dominare i pesci del mare e tutte le creature della terra contiene in sé il germe di ogni violenza passata, presente e futura.

E’ da un popolo che aveva appena inventato l’agricoltura che scaturì il concetto di schiavo ed è dallo stesso popolo che aveva appena inventato la pastorizia che scaturì il concetto di guerra. Tanto è vero che le tribù di cacciatori raccoglitori, una volta fatto bottino, arrivavano anche a divinizzare gli animali, facendone dei totem e sentendosi ad essi affratellati, ma agricoltori e pastori, per difendere le loro proprietà, passarono dalla macellazione del bestiame alla guerra fatta a tribù nemiche. Il passaggio dal macellare animali a macellare uomini fu velocissimo.
Se le prime oscene righe del Genesi sono la causa di tutti i mali, lo sterminio degli ebrei del XX secolo deve essere visto come una specie di punizione divina ai danni di quel popolo che aveva potuto concepire simili blasfemie e i nazisti devono essere considerati uno strumento nelle mani di Dio. Della serie: Gott mit uns.
Ovviamente, questa è un’elucubrazione piuttosto spinta, giacché non esiste nessun Dio che offra i suoi favori ad un popolo a discapito di un altro, altra blasfemia che gli antichi ebrei riuscirono a concepire. Tuttavia, ad inventare la domesticazione degli animali non furono solo i beduini ebrei di 4000 anni fa, ma anche sumeri ed egiziani. E sicuramente altre etnie in altri luoghi.
Di fatto, sulla macellazione degli animali tutti i popoli antichi furono entusiasticamente concordi e che la storia dell’uomo sia
cosparsa di sangue umano è solo la logica conseguenza dell’abitudine di spargere sangue animale, essendo le due cose strettamente congiunte. Poiché l’uomo è sempre l’eterno uomo e l’idea di progresso morale è un’invenzione simile agli attentati “false flag”, allestita per distogliere l’attenzione dei benpensanti dalla cruda realtà, ci dobbiamo aspettare che, non avendo mai smesso di macellare gli animali, presto o tardi si verificheranno altri olocausti di intere popolazioni, con le modalità tipiche della zootecnia, ovvero con campi di prigionia (allevamenti), trasporto di prigionieri (camion) e luoghi di mattanza (mattatoi), con tutto un corollario di sofferenze, sadismo ed efferatezze.
La differenza è che gli animali non sanno scrivere. Non hanno un Primo Levi o un Vincenzo Pappalettera che possano testimoniare i soprusi che subiscono. C’è solo qualche sparuto gruppetto di Cassandre che leva alti lai in questo mondo distratto e frastornato, ma vengono considerati dei rinnegati della razza umana, dei traditori, e pochi gli danno retta perché, come disse quel soldato italiano in Iraq nel film “ Venti sigarette”, la gente vuole la bistecca, ma non vuole sapere come si macella la mucca.
Mai parole più sagge uscirono dalla bocca di un militare. E allora, se questo è l’uomo, se questa è la sua natura, se gli esseri umani vogliono continuare a comportarsi da nazisti nei confronti degli animali, la giornata del ricordo del 27 gennaio è solo un modo per dire, subliminalmente: “Siamo ancora noi i padroni, noi razza umana, razza superiore e non faremo sconti per nessuno. Armeni, ebrei, zingari, oppositori politici, bovini, ovini e suini, siete avvisati. Il vostro posto è dentro i forni perché non meritate di esistere.
Parola di popolo eletto!”

15 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. Eccolo:

    http://www.mymovies.it/film/2004/lacadutagliultimigiornidihitler/

    Ciao.

    RispondiElimina
  3. Ricevo da Ecceideas e pubblico:

    "ottimo come sempre Rob, mi hai tolto le parole di bocca, ecco un mio pensiero che ti avevo mandato in passato:

    Riguardo a come i forti da sempre annichiliscono i deboli in tutti i modi possibili.
    Il nostro trattamento degli animali e della natura è infinitamente peggiore di come ci comportiamo tra noi umani e nella scala dei valori dobbiamo sempre mettere loro prima di tutti. Il comportamento degli umani fra di loro non e’ altro che la continuazione del loro comportamento con gli animali e la natura. Inoltre gli umani vittime diventano rapidamente carnefici appena ne hanno occasione e la stragrande maggioranza degli umani, sia vittime che carnefici nei rapporti fra di loro, sono a loro volta dei carnefici nei rapporti con animali e natura. Fino a quando non rispetteremo gli animali e con la natura, non avremo alcun diritto di chiedere compassione da parte di altri umani".

    RispondiElimina
  4. PERCHé?
    perchè sentiamo il bisogno di sentirci onnipotenti decidendo vita e morte di chi è più debole o solo più pacifico di noi?
    Lo psichiatra risponda....

    RispondiElimina
  5. Quel che succede a Bangkok per spillare soldi al malcapitato ospite facendogli venire anche il senso di colpa, lo avranno sicuramente copiato in terronia dal momento che qui a Napoli è (era) una delle pratiche ordinarie più eseguite per trar profitto, ad esempio, dall’ingenuo turista.
    Il sistema è sempre lo stesso, antico quanto il mondo, quanto le religioni.
    Ogni religione si basa sull’instillare il senso di colpa al “cliente” (atavicamente il peccato di Adamo ed Eva) facendogli l’elenco delle leggi a cui obbedire per poi fargli accettare (ed amare) ogni punizione inflitta dalla vita e da Dio quale unico strumento per ripagare il “debito” dei peccati commessi e poter alla fine, lindo e pinto, accedere al Paradiso. Quella del debito “inventato” è una vecchia storia che, tra l’altro, nella scala delle furbizie è una delle più fessacchiotte che ci siano.
    Le cose che rendono l’uomo schiavo delle proprie abitudini sono, appunto, le religioni con i loro sensi di colpa e le specializzazioni (intese come non totalità dell’individuo) che vogliono che uno debba essere una cosa o l’altra, ricco o povero, sano o malato, allegro o triste, razionale o poeta, scienziato o ignorante, allegro o triste. Così si passa la vita a scegliere continuamente cosa fare e cosa non fare, tra giusto e sbagliato, tra buono e cattivo … logorandosi il fegato. Ecco perché lo schiavo è sostanzialmente felice. Lo schiavo è “libero” di non scegliere, non deve subire lo stress della scelta al punto di arrivare, talvolta, ad innamorarsi del proprio aguzzino (sindrome di Stoccolma). A pensare ci saranno altri al suo posto. Lo schiavo deve solo obbedire, non ha possibilità di scelta, non può farlo.
    La differenza tra l’animale e l’uomo è che gli animali possiedono potenzialità fisse ed immutabili mentre l’uomo ha potenzialità infinite. L’uomo può diventare infinite cose, può fare tutto e niente anche se sono solo potenzialità. Gli animali non sono stressati perché non hanno ideali da raggiungere, futuro da pianificare, finalità da perseguire, stipendio da guadagnare, suv da guidare. Vivono senza obiettivi.
    In questo mondo di stress gli unici a vivere senza stress sono gli animali (quelli liberi, naturalmente). Sarà anche per questo che li vogliono ammazzare tutti! Per invidia inconscia!
    La storia è antipatica perché è una ripetizione all’infinito dell’elenco di comportamenti stupidi e monotoni. Guerre, bottini, padroni, schiavi, animali ammazzati …
    Concordo quindi sul fatto che quando l’individuo non ammazzerà più animali vorrà dire che si è liberato della propria schiavitù, che ha smesso di guerreggiare e di competere, che ha imparato a sviluppare tutte gli aspetti della vita, ad accettare odio ed amore, rabbia e gioia.
    E se domani, e sottolineo se, all’improvviso … finisse la vendita di arance spagnole in Sicilia o qui in Campania dove a Sorrento ci sono i migliori limoni del mondo … avremmo un altro segno del cambiamento!
    Forse quando l’uomo svilupperà qualcuna delle sue infinite potenzialità e si accetterà poliedrico com’è … oggi allegro e tra un minuto incazzato, oggi a cantare e domani a tacere, senza più fare stragi di animali ed umani ... saremo alle soglie di un cambiamento epocale!
    A quel punto che senso avrà mai ammazzare qualcuno?

    RispondiElimina
  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  7. Anny, immagino che la tua sia una domanda retorica. Anche Erich Fromm ha parlato di due diverse modalità di comportamento, dettate da una parte dal carattere autoritario e dall'altra da quello antiautoritario, ma non ha spiegato perché ciò avvenga.
    Secondo il mito del Genesi, queste due opposte modalità di vita sono impersonate da Caino e Abele, cioè dal carnefice e dalla vittima.
    Sembrano due archetipi imprescindibili.
    Ma siccome a scrivere il Genesi erano pecorai, non potevano non identificare il buono nel pastore Abele e il cattivo nell'agricoltore Caino. Tutto il contrario di ciò che c'insegna il buon senso, dato che macellare pecore non ti rende una persona migliore del contadino che semina il grano. Ci sono molte mistificazioni, nella Storia.
    Ciao e grazie.


    Gianni, vedo che anche tu hai elaborato una teoria teologica molto complessa. Sul perché dell'esistenza del bene e del male siamo in tanti ad interrogarci. Fra tutti quelli che conosco, forse Zret è il più bravo a farlo. Ma ci sono tanti filosofi che ci hanno provato. Per esempio, siccome per scrivere questo articolo mi sono riletto "Un'eterna Treblinka", di Charles Patterson, ho trovato alcuni brani di Isaac Bashevis Singer tra cui il racconto "Il macellatore".
    Se ti capiterà di leggerlo troverai che il dilemma del male fatto agli animali e, in quel caso, sanzionato dalla religione ebraica, poteva arrivare al punto di far impazzire un macellatore rituale, perché ciò che era tenuto a fare (produrre carne Kosher) era in contrasto con la sua coscienza.
    Si tratta di un racconto, ma è del tutto verosimile.
    E' una storia molto amara, ma spero che abbia contribuito a far riflettere molti lettori. Singer non è stato un Pinco Pallino qualsiasi, perché ha preso il Premio Nobel per la letteratura nel 1978.
    Anche se sono odiatissimi in tutto il mondo, gli ebrei restano un grande popolo.
    Ciao e grazie anche a te.

    RispondiElimina
  8. Got mit uns...era scrito sulle cinture delle ss tedesche...niente di piu palesse di quanto danno hanno fatto i fanatismi religiosi in tutti i tempi,in tutte le razze e culture,gli aztechi strapavano il cuore del prigionero per ofrirlo in sacrificio,gli Incas soterravano ragazzine vergini per atirare i favori degli dei,come i rituali di morte in India per la "dea"Kali...la triste follia del uomo ha trovato nella religione ,lo sfogo dalla sua ignoranza e una giustificazione alla sua violenza,a volte la vittima sacrificale veniva ( viene) scambiata per un animale,ancora oggi in tutti i continenti sotto la veste della credenza in chi sa quale dio o spirito,se compiono orribili rituali,in Sudamerica,il Brasile ha il primato con le "religioni"Umbanda,kimbanda e kandomblè in medio oriente l'Islam con lo sgozamento di montoni ( quando no di uomini!) come in Africa,in Oriente,Oceania ed Europa...
    oggi come oggi,con i nuovi sincretismi "new age"si spera in un cambiamento al meno di piu pacifismo nei ritualli !!! benchè penso si limitino solo a ripetere le stramberie religiose a livelli infantili,con tanto di trasvestimento e poco o nulla di nuovo....
    Finchè non ci renderemo conto,che il cambio debe essere radicale,lasciando la veste dello vechio ad un mondo del pasato continueremmo a ripetere gli enesimi errori solo con mecanismi piu raffinati...
    P.S: Roberto hai visto che ti sei beccato del "debunker"per enesima volta,volevo rispondere,ma visto che la ultima volta che ho risposto a quello in un tuo articolo,semplicemente non mi hanno "publicatto"il commento :-o stai atento che prima o poi scopriranno la tua appartenenza alla "Gran Loggia Animalista" della quale forse sei anche il "Gran Maestre" !!!! :-)))))

    RispondiElimina
  9. Grazie Martin! Mi hai fatto proprio ridere: nessuno mi aveva mai chiamato "Gran Maestro della Gran Loggia Animalista"!
    :-)
    Quell'Archimede che scrive su Stampa Libera ce l'ha su con me da più di un anno. Non gli rispondo neanche. Sono d'accordo con te quando dici che il "vecchio" dovrebbe essere lasciato alle spalle, ma quando ci ho provato a definire lo Sciamanesimo come un arcaico modo di concepire l'esistenza, mi sono saltati su in tre di loro e ne è venuta fuori una discussione ferocissima.
    Uno si chiamava Lupo nella Notte, non so se ti ricordi.
    Comunque, potresti tornare su Stampa Libera, ti pare?
    Metti che il tuo commento sia andato perduto per sbaglio e non di proposito. Significherebbe che sei un po'....permaloso, non trovi?

    :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Roberto,sono tornato a SL,e non solo...se vedi ho postato dei commenti col nick di L'American...ma ultimamente anche semplicemente col mio nome...altro che permaloso !!! i miei commenti,come ben sai,dopo una polemica con la Forcheri e Bottaro furono "perduti"in catena....potrei dirti altro ma non voglio polemizare,non mi interesa,e questo e il tuo blog,quindi sarebbe fuori luogo.Communque d'oggi ho deciso di neanche frequentare piu SL,per raggioni di averme schifato di tanto odio per gli ebrei,ommosessuali,stranieri..insomma lo trovo troppo fascio per la mia soportazione,i pocchi autori che seguivo ormai riesco a seguirli senza entrare in quel sito !!!!
      Ciao.

      Elimina
  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  11. Avevo cominciato ma ho letto solo qualche pagina.
    Ora però vorrei tirarlo fuori e leggerlo tutto.
    Hitler comunque non fu un fulmine a ciel sereno, perché l'intero popolo tedesco odiava gli ebrei.

    Ho ripreso a dialogare con Michele Z.
    Qui:

    http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=178895&sez=LAPOSTADEILETTORI

    Vieni a darmi una mano, se vuoi.
    Ciao

    RispondiElimina
  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  14. Martin, mi accorgo che non si tratta di permalosità, ma di ragioni ideologiche più profonde, che ti tengono lontano da Stampa Libera.
    Ho conosciuto Lino Bottaro durante una riunione in provincia di Padova e ti posso assicurare che è una brava persona. In quanto cattolico, è contro l'omosessualità e per la famiglia tradizionale, ma queste sono le sue convinzioni profonde e bisogna rispettarle. E' anche molto tollerante, per il semplice fatto che pubblica i miei articoli. Evidentemente, riconosce la necessità di un approfondimento della questione dei diritti animali, anche se io non sono contro gli omosessuali e nemmeno a favore della famiglia tradizionale (ho già due divorzi alle spalle).
    A parte questo, io mi sento onorato di averti qui come utente e se non te la senti di intervenire su Stampa Libera lo accetto senza problemi.
    Un cordiale saluto.

    Nata-Libera, Michele Z. appartiene a quella folta schiera di persone plagiate che vengono definite "scientiste", innamorate della scienza, ma siccome tutto è relativo c'è una brava persona che potrei considerare amica, e che frequenta Stampa Libera, che definisce me con lo stesso termine.
    Quindi, chi ha ragione? E' possibile che io, scientista, mi trovi in disaccordo con un altro scientista? Esistono vari gradi di scientismo e Michele lo è più di me?
    Io - ti confesso - a volte non mi ci raccapezzo.
    Vabbé. Andiamo avanti.
    Ciao

    RispondiElimina