sabato 17 maggio 2014

Brodo radiattivo e bombardamenti tellurici



Per la verità, ho cominciato a sentire un dolore alla base del collo, vicino alla spalla destra, fin dall’inizio della conferenza, di quei dolori che mi vengono quando sto troppo davanti al computer. Sarà stata suggestione! Oppure ero veramente seduto su un nodo di Hartmann, di Curry, o peggio ancora su una fuoriuscita di raggi gamma, Polonio, Cesio o Potassio 40, vai a saperlo!
Di fatto, mentre mi concentravo sulle interessanti spiegazioni dei due relatori, facevo piccole torsioni del collo a destra e a sinistra, come fanno pugili e ballerini. Serviva a poco. Alcune cose le avevo già imparate il 21 marzo scorso, durante la conferenza che Nicola Limardo tenne a Codroipo, ma in una sala diversa. Per esempio, il test dell’acetilcolina era già stato illustrato dal Limardo in quell’occasione, ma ieri sera, 16 maggio, il secondo relatore Roberto Lizzi, che vediamo qui in foto, l’ha ripetuto, con l’entusiasta partecipazione del pubblico. C’era infatti un agguerrito gruppetto di donne che fecero molte domande, poiché si sa che le donne ci tengono alla loro salute e a quella dei figli. Il signor Lizzi, che dal biglietto da visita risulta “Incaricato” della Edil Natura s.r.l.,  ha risposto a tutto e ha fatto anche un fugace accenno alla possibilità che qualcuno voglia renderci tutti inebetiti, principalmente con i telefonini e gli annessi ripetitori.



Ha spiegato infatti che siamo da sempre immersi in un “brodo” o nebbia radiattiva, ma che in questi ultimi anni stiamo andando velocemente verso l’overdose, parola testuale. Gli scettici direbbero che non c’è complotto, ma che ci troviamo di fronte al normale sviluppo delle logiche capitalistico-consumistiche, con una tecnologia in continuo divenire e che sembra voler prendere il sopravvento sull’uomo, ma la tentazione di vedere dietro tutto ciò un piano preciso, voluto da menti sopraffine, è forte. E’ questa la differenza fra un complottista e un debunker: il primo immagina una regia occulta, mentre il secondo lo nega. Il signor Lizzi e il suo amico, di cui parlerò fra poco, si sono limitati a spiegare i fenomeni in oggetto: le radiazioni elettromagnetiche che ci circondano.

Alcune cose già si sapevano. Dormire con la testa rivolta a nord, per esempio, è una nozione che circola da anni, ma il consiglio di camminare a piedi scalzi su un prato almeno una volta al giorno, per assumere le energie provenienti dal sottosuolo, era la prima volta che lo sentivo. Questo mi fa venire in mente gli Hippy degli anni Sessanta, Pirandello e il Medioevo. I primi forse l’avevano vista giusta, ma sono stati eliminati dall’Establishment con la false flag di Satana Manson. Il secondo narra di un signore che in un giardino pubblico si tolse le scarpe, fece due passi sull’erba per essere subito redarguito da una balia seduta su una panchina vicina. Il terzo, in base a reminiscenze scolastiche, mi riporta schiere di servi della gleba, miserabili e straccioni, diretti nei campi del feudatario a sgobbare dalla mattina alla sera, scalzi naturalmente.

Di fatto, sembra che un prato fiorito possa trasmettere benessere energetico a chi vi cammina senza calzature e i relatori lo dicevano come se fosse una cosa seria. E magari lo è. Sull’importanza di dormire con la testa a nord, è stato detto che il neonato sa trovare istintivamente il nord magnetico e questo spiega perché, messo il bimbo a dormire in un modo, lo si ritrova in tutt’altra posizione la mattina dopo. Ma questo comporta anche il fatto che se un bambino piange continuamente potrebbe trattarsi del disagio che prova per qualche radiazione proveniente dal sottosuolo. I genitori poco pazienti, che non lo sanno e non se l’immaginano, magari lo prendono a sculacciate. Ecco che una cosa saggia sarebbe, per grandi e piccini, il letto con le rotelle, in modo da spostare di tanto in tanto il giaciglio in posti differenti della camera. O magari anche cambiando stanza. 


I Rom, com’era stato detto anche il 21 marzo, sono fra le etnie che accusano meno disturbi dovuti alle radiazioni elettromagnetiche, proprio perché non dormono mai tutta la vita nello stesso posto.
E sempre a proposito della saturazione di radiazioni in cui ci tocca vivere, il signor Lizzi ha mostrato un oggettino chiamato “web pocket”, definendolo una “bestia” pericolosissima. Non ho capito bene di cosa si tratti, ma sembra sia l’ultima generazione in fatto di wireless e la sua sigla è LTE. Cioè, con un apparecchietto così e un PC portatile si è del tutto autonomi e ci si potrebbe connettere a internet anche stando al Polo Nord.
Se è così, al di là della sua nocività sulla salute, potrebbe interessarmi, perché sono in partenza per il Madagascar e non vorrei che i miei affezionati lettori si sentissero orfani.
Scherzo, naturalmente, però una certa dipendenza tra me e i miei utenti si è bene o male instaurata. Un po’ come la dipendenza che tutti noi abbiamo nei confronti del cellulare. Tanto è vero che il Lizzi a un certo punto ha chiesto al pubblico: “Quanti di voi non hanno il cellulare in tasca in questo momento?”. Solo in tre hanno alzato la mano, su una platea di una trentina di persone. Siamo disposti anche a correre rischi, pur di non rinunciare alle moderne diavolerie messe a disposizione da Nokia, LG, Motorola e Company.

Eppure, c’è chi ci avverte del pericolo. C’è chi ci spiega, come ha fatto il signor Lizzi, che ogni batteria emette radiazioni e i bersagli sono gli elettroni degli atomi, in quanto più leggeri dei nuclei. Spostandosi di orbita, l’elettrone fa quello che i fisici chiamano “salto quantico”, che però ha l’antipatica abitudine di spezzare il DNA delle cellule. Ecco perché, ovunque sia in atto uno di questi salti quantici sarebbe meglio tenere le nostre cellule il più lontano possibile, cioè per evitare danni al nostro patrimonio genetico. Il DNA spezzato può ancora rimettersi a posto, ma se la fonte non viene rimossa il danno alla fine diventa permanente. Siamo fatti di acqua e l’acqua è un ottimo conduttore. Non è un caso che i tumori siano in crescita, poiché le radiazioni, naturali o artificiali che siano, fanno la loro parte, insieme alle altre svariate forme di inquinamento.
Se però andiamo a vedere chi raccoglie fondi per la ricerca sul cancro e scopriamo che sono gli stessi che incrementano l’uso di cellulari e di altri inquinanti, non dico che si debba per forza diventare complottisti, ma almeno un po’ di sana indignazione sarebbe desiderabile.
Non si può, moralmente parlando, chiedere soldi per una cura quando si è al contempo causa della malattia che s’intende curare. Il minimo che si possa dire è che si tratta di un comportamento ipocrita. A nessuno, poi, piace essere preso in giro. 

Il signor Lizzi ha spiegato nei dettagli come avviene l’interferenza. Poiché siamo costituiti da miliardi di cellule, fatte non dimentichiamolo d’acqua, ci sono cellule specializzate per svolgere un determinato compito e altre un altro, ma tutte devono obbedire a una centrale che le coordini e armonizzi. Ciò avviene mediante messaggi elettrici, anzi bioelettrici. Le cellule cioè, a velocità pazzesche, comunicano tra loro tramite l’elettricità, ma oggi, a differenza del passato, ricevono messaggi provenienti dall’esterno del corpo che le mandano in confusione, che non permettono loro di capirsi e di svolgere il compito che la natura ha per loro predisposto. Ecco che le cellule impazziscono (come dargli torto?) e insorge la patologia tumorale.
Il che non deve suonare come una condanna a morte, perché l’organismo sarebbe ancora in tempo a guarire, grazie a quella che gli antichi chiamavano “Vis sanatrix naturae”, ma nella maggior parte dei pazienti ciò non avviene perché all’industria della malattia non conviene che il malato guarisca, né che viva una vita sana. Lo scopo di tale mortifera industria è creare una massa di individui perennemente malati, così da essere schiavi delle multinazionali del farmaco, possibilmente per tutta la vita.

Questo spiega la persecuzione a cui vanno incontro i medici non conformi al dogma farmaceutico, oltre a quei ricercatori che hanno indagato sulla salubrità degli stili di vita naturali. Fino a poco tempo fa, coloro che si scostavano dalla norma venivano sanzionati e lo stesso Luciano Comisso, l’altro relatore che vediamo qui a destra, anni fa ebbe a che fare con la giustizia perché voleva applicare le sue conoscenze di radiestesista e questo a qualcuno deve aver dato fastidio. Non è entrato nei dettagli di quella sua lontana esperienza, ma pare che dovette fare sei giorni di una qualche misura alternativa al carcere. La sua, peraltro, è una storia interessante. Aveva un figlio malato di tutte le allergie possibili e immaginabili. Lo portò nelle cliniche più rinomate, soprattutto svizzere, finché un giorno, casualmente, era a Lignano con la famiglia e incontrò un turista austriaco che gli parlò della radiestesia. L’uomo gli fece conoscere un suo connazionale esperto in questa strana e antica pratica, borderline rispetto alla scienza ufficiale. Costui entrò nella cameretta del bambino con un biotensore, che cominciò subito a oscillare, ma la sua oscillazione crebbe quando l’uomo si portò sopra il cuscino.
Qui c’è il problema, disse l’austriaco. Da sotto terra emanava un fluido pernicioso, probabilmente uno di quei raggi gamma delle dimensioni di un raggio laser. Il bambino fu spostato di stanza e, dopo cinque anni di inutili antibiotici, in breve tempo guarì.
Luciano Comisso rimase talmente impressionato da questo “miracolo” che si fece trasferire dalla sua ditta in una sede in Austria, trascinandosi dietro la famiglia, imparando una nuova lingua e soprattutto diventando anch’egli un esperto radiestesista. Ivi visse dodici anni. Oggi il signor Comisso, ritornato a Camino al Tagliamento, tiene corsi di radiestesia a Spilimbergo e a Cividale ma le famose donne agguerrite di prima gli chiesero di organizzarne uno anche a Codroipo. Prossimamente. Forse.

Dei due rami in cui si divide la radiestesia, la cura, che prende il nome di pranoterapia e la diagnosi, che riguarda la ricerca di corsi d’acqua sotterranei e di altre interferenze telluriche, il signor Comisso ha scelto la seconda, per un suo personale interesse. Oltre a due biotensori, che sono gli eredi dei forcino di nocciolo dei rabdomanti, Comisso ha mostrato due pendolini, uno di fattura egizia e uno standard. Ha spiegato che quando si maneggiano tali oggetti si devono indossare abiti in tessuto naturale, scarpe di cuoio (e qui gli animalisti sarebbero preclusi) e niente anelli o altri monili. Ha spiegato che l’uso fatto da maghi e fattucchiere, perseguitati da Striscia la Notizia e finiti spesso nelle cronache giudiziarie, ha compromesso l’immagine di serietà della scienza in oggetto. Cosa che non è avvenuta a nord delle Alpi, dove il radiestesista lavora in collaborazione con il medico, senza alcun imbarazzo. Non a caso Steiner era austriaco. In Italia, invece, le cose sono andate diversamente, ma in questi ultimi anni si assiste a una rivalutazione di tali malfamate conoscenze, non solo da parte della classe medica ma anche del pubblico in genere.

C’è un posto in Sardegna dove si potrebbero portare gli scettici che ancora non credono nell’elettromagnetismo e sono inclini a mettere l’etichetta di ciarlatani a chiunque se ne occupi. Sono le grotte di Palau, composte totalmente di granito. Scendendo a una certa profondità, cominciano a scaturire fiammelle dalle spalle delle persone. Se si alza una mano, sembra di avere un accendino per ogni dito. E questo fa venire il sospetto che, se sono veri i racconti biblici, i dodici apostoli, quando ricevettero lo Spirito Santo, in realtà si erano riuniti in qualche grotta sul genere di quella di Palau, con fenomeni tipo il fuoco di Sant’Elmo e compagnia bella. Ignoranti com’erano in fatto di elettromagnetismo, le persone dell’epoca non potevano far altro che trovare spiegazioni soprannaturali e divine.
Ma noi oggi, con tutte le conoscenze accumulate, saremmo doppiamente colpevoli sia se attribuissimo a qualche divinità fenomeni elettrici, sia se li negassimo tacciandoli di superstizione. In medio stat virus, credo sia una buona regola scientifica. O almeno una base di partenza come approccio di ricerca. Se Comisso terrà un corso di radiestesia, penso che ci andrò.

14 commenti:

  1. Sai che l'altra sera, precedente alla mattina di ieri in cui è avvenuta la scossa di terremoto, ho avuto la netta sensazione di una interferenza nel campo elettromagnetico a livello psicotronico? L'ho notato su di me e su mio cugino, che siamo particolarmente sensibili... Su di me ho avuto quasi l'effetto di malessere di una crisi epilettica. Certo tutto ciò potrebbe avere cause unicamente interne a me stesso, ma ho avuto la netta sensazione che la situazione di malessere fosse indotta e coinvolgesse anche altri...come diffusa nell'aria...e poi la mattina dopo il terremoto...sarebbe interessante vedere cosa ne pensa il signor Babilonia...massimo studioso in merito...

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    1. Ti stai preparando per il...salto quantico, per entrare nella Nuova Era?
      O avevi doti paranormali fin da piccolo?

      Chi è il signor Babilonia? Per caso ti riferisci a un noto debunker frequentatore di questo sito?

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  2. In effetti da piccolo ho avuto sentore della morte di mio nonno e di mia nonna prevedendola qualche ora prima, quando loro stavano ancora bene come pesci... Un po' come i gatti...dice... Si tratta credo di Emiliano Babilonia...

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    1. Dovresti coltivare le tue doti.

      Babilonia? Nomen omen?

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    2. Ammesso che questo tipo di doti...non mi siano state donate come compenso, diciamo, a seguito di una o più abduzioni da parte degli extraterrestri...in tal caso ne faccio volentieri a meno...!

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    3. Già, non ci avevo pensato.

      Hai Malanga a pochi Km da te: potresti approfittarne.

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  3. Se si prende una quantità d'acqua e la si tiene ferma a lungo: marcisce, ma se la stessa acqua la si mette in movimento favorisce la vita.
    Dove sta scritto che l'uomo debba essere stanziale e non nomade.
    Mi risulta che le città o gli agglomerati urbani in genere gli abbia innalzati l'uomo, la divinità abbia creato la natura con praterie sconfinate atte a stimolare il girovagare.
    Dato che si parla anche di elettricità è doveroso evidenziare che un cavo preposto a trasportare detta energia è composto di due conduttori che solitamente sono colorati in modo diverso per poterli distinguere, uno veicola la carica negativa l'altro quella positiva, sostanzialmente sono formati alla stesso modo con un metallo (solitamente rame) buon conduttore di elettricità ed un involucro di materiale plastico.
    Trasferendo metaforicamente tale concetto nell'essere umano il conduttore maschile rappresenta il polo positivo ed è tenutario del pene, il conduttore femminile rappresenta il polo negativo tenutario della vagina.
    L'omosessuale cosa rappresenta?

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    1. .....rappresenta il chiodo fisso di Giorgio Andretta, che (Dio non voglia!) probabilmente è un criptoomosessuale.

      ....i peggiori!


      :-)

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    2. E' proprio una sua fissa rilasciare patenti o se crede etichette o tags o hashtag ed in tutto ciò non scorgo ironia nonostante le emoticon.

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    3. Infatti, comincio a credere veramente che tu, Giorgio, abbia qualche inclinazione sospetta, dal momento che è la prima gallina quella che ha fatto l'uovo.


      E poi, vorresti dirmi che tu non rilasci patenti?

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    4. Se si ricorre alle citazioni si devono riportare in modo esatto e cioè: "Il primo gallo che canta ha fatto l'uovo." E' scontato e quindi banale riferirsi alla gallina.
      Un conto è affermare: Roberto è un omosessuale, altro: io la reputo un omosessuale.
      Più di una volta le ho chiesto cosa insegnava a scuola, io non le affiderei nemmeno l'oleatore per lubrificarmi la catena della bicicletta, tanto ritengo radicata la sua insipienza e fanatismo.

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    5. Se mi consideri fanatico, perché continui a frequentare questo mio blog?

      Ci sono tanti altri siti moderati dove ti troveresti sicuramente a tuo agio.

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  4. Perché riconosco onore al merito, per molto meno altri blogs mi hanno cassato.
    Siti moderati non ne conosco, ipocriti si.

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