mercoledì 14 dicembre 2011

Lesa maestà


Quando un animale più grosso di un microbo uccide un essere umano, inconsciamente si pensa a un atto di lesa maestà, dal momento che ci è stato insegnato fin dalla tenera età, a dottrina, che l’uomo è il coronamento della creazione e che solo lui possiede l’anima ed ha diritto alla vita eterna.
Poiché microbi e, in tanti casi, anche animali più grossi non vogliono saperne di rispettarci e di smetterla di ucciderci, ci viene il sospetto che qualcosa non funzioni a dovere, nel quadro generale delle disposizioni divine nei nostri confronti. Per la verità, sono molte le incongruenze quotidiane che ci dovrebbero indurre a mettere in discussione gl’insegnamenti dell’infanzia in materia religiosa, ma la fede è di per se stessa un potente talismano contro quelle che gli stessi fedeli considerano le tentazioni del demonio, ma che gli atei definiscono barlumi di razionalità.

La morte di Carmela Le Caldare [1], cinquantasettenne di Balvano in provincia di Potenza, per opera di un montone, rientra nella categoria delle morti assurde e dovrebbe turbare le coscienze dei credenti, dal momento che le pecore sono per loro natura mansuete, sono state date da Dio agli uomini come cibo e oggetti di sacrificio e figurano in questi giorni anche tra i personaggi del presepio, a contorno della rappresentazione della nascita del Salvatore.
Essere uccisi da una pecora, benché dotata di corna, è davvero incredibile ed è un po’ come essere uccisi da uno stormo di colombe, fatte salve le proporzioni. E’ vero che Konrad Lorenz ha spiegato quanto siano feroci le colombe, scelte erroneamente come simbolo della pace – molto più feroci dei lupi – ma l’episodio resta pur sempre un evento straordinario, poiché nella nostra percezione comune, se la colomba è simbolo di pace, la pecora lo è di mansuetudine. Di nostro Signore Gesù Cristo si dice infatti che è l’agnello di Dio, qui tollit peccata mundi.
In questo caso, un agnello un po’ cresciuto ha tolto la vita a una persona. Era meglio se toglieva i peccati! Una delle regole del giornalismo è che se un cane morde un uomo (a meno che il cane non lo uccida), non fa notizia, poiché si sa che i cani in genere sono mordaci, ma se un uomo morde un cane, allora la notizia c’è e va messa in prima pagina.
A far notizia sono le eccentricità e la natura, di eccentricità, ce ne offre continuamente e in abbondanza.
A volte, quando un cacciatore si spara, uccidendosi, com’è successo recentemente a Maniago in provincia di Pordenone [2], si parla di Nemesi, cioè di quella divinità ellenica poco nota e apprezzata presso gli occidentali, che dovrebbe fare giustizia ai torti commessi dagli uomini. I nostri fratelli animali, escluso il montone di Balvano ovviamente, ne avrebbero di storie da raccontare, in fatto di Nemesi!
Soprattutto virus e microbi patogeni avrebbero molte cose da dirci, se solo avessero l’autocoscienza e la parola, ma siccome in tanti casi sono loro stessi la Nemesi, a raccontare di come gli uomini vengano puniti per le loro colpe deve per forza di cose essere qualcun altro. Magari uno spettatore indipendente. Un libero pensatore che non si faccia condizionare dalle religioni e da altre pastoie dell’intelligenza.
Per esempio, che colpe poteva aver avuto la signora Carmela per far sì che intervenisse la dea greca? Per il fatto stesso d’essere padrona di un’azienda agricola, cioè di tenere in schiavitù un certo numero di animali, ella era responsabile della loro periodica macellazione, per uso interno o per vendita al dettaglio dei loro cadaveri. Ma, se tanto mi dà tanto, ne consegue che tutti i contadini e gli allevatori sono colpevoli di tenere in schiavitù esseri senzienti e di assassinarli abitualmente. E per questa ragione la Nemesi si sente in dovere di intervenire con i mezzi che conosce: punendo i carnefici e nello stesso tempo facendo giustizia alle vittime.
Questo ragionamento presuppone che gli animali abbiano diritto ad usufruire delle attenzioni della Dea e potrebbe costituire una forzatura animalista dal momento che gli antichi greci, quando s’inventarono quella figura, non ci pensavano proprio agli animali ed essendo essi stessi un popolo di pastori, men che meno avrebbero immaginato che qualcuno ponesse in servizio la loro divinità per i casi specifici degli animali.
Non solo questo mio ragionamento verrà rigettato da cattolici e cristiani in genere, ma anche gli atei razionalisti diranno che la morte di Carmela Le Caldare è stata frutto del caso, ovvero opera della Sfortuna, che fra l’altro è cugina della Nemesi. I più eruditi diranno che la donna non conosceva l’etologia degli ovini, benché li allevasse da una vita e che i maschi di qualsiasi specie, in virtù del famoso testosterone, sono più aggressivi delle femmine. Mettiamoci vicino anche la costituzione gracile e qualche malattia cardiaca della signora e si capisce perché i colpi inferti al viso e al petto della malcapitata siano stati fatali.
Se un branco di cani uccide un bambino o un adulto nessuno si meraviglia, avendo la natura dotato i migliori amici dell’uomo, tranne quelli in oggetto naturalmente, di denti e zanne, ma morire per le testate di un montone sembra quasi una barzelletta, se non fosse che la morte non è mai una barzelletta. Non per chi muore, né per i parenti che sopravvivono, ma se a morire sono gli altri, ci si può anche ridere sopra.
Per esempio, quando muoiono miliardi di animali, nessun essere umano solleva il sopracciglio e anzi, in base al principio Mors tua vita mea, gli uomini si rallegrano quando si uccide il maiale a dicembre o quando i macellai predispongono lauti banchetti a base di cadaveri animali. Aria di Festa, che si tiene annualmente a San Daniele del Friuli [3] è un’occasione festosa per migliaia di buongustai, cioè di cadaveriani.
La questione se la morte di animali deve essere occasione di lutto o di gioia è assai dibattuta e provoca accese discussioni, come si può constatare in un recente articolo di Giornalettismo [4] in cui ad essere festosamente macellati sono i cani .
Nel caso di esultanza quando muoiono i cosiddetti animali da reddito entra in azione lo specismo, ma quando esseri umani esultano per la morte di altri esseri umani, cosa entra in azione? Quando quei cinque ebrei sono stati visti fare danze di gioia mentre crollavano le torri gemelle, cosa era entrato in azione nei loro cuori? E qui non stiamo parlando di un gruppo di soldati che esulta per la morte dei nemici, ma di civili appartenenti a un popolo amico degli Stati Uniti. Verrebbe il sospetto che Israele, benché ufficialmente sia alleato degli USA, tratti l’America come questa tratta l’Italia, cioè come una colonia. Se questo ragionamento fila, i veri padroni del mondo non sono gli spacconi a stelle e strisce, ma l’unica stella azzurra su fondo bianco, attribuita al re Davide, anche se preferiscono rimanere nell’ombra.
E, parlando di Medio Oriente, se i sionisti sono i padroni occulti del mondo, la grande marea di arabi che li circonda da ogni parte è come un gregge indisciplinato di pecore, sul quale Israele di tanto in tanto mette mano, sfoltendo a casaccio o in maniera mirata. Anche in questo caso c’entra la Nemesi, poiché gli arabi sono grandi macellatori di pecore e Israele fa a loro ciò che loro fanno agli ovini. Il cerchio si chiude.
Con la Festa del Sacrificio, in arabo Eid Ul-Adha [5], che si tiene l’otto dicembre di ogni anno, i musulmani toccano l’apoteosi della macellazione, rigorosamente cruenta, di milioni di pecore. Viene fatta in onore di Abramo, che secondo le genti del Libro era disposto a sacrificare Ismaele, e non Isacco, pur di accontentare quell’unico Dio assetato di sangue, che in origine si chiamava Moloch ma che poi è stato chiamato anche Geova e Allah. Una gran brava personcina, quel Dio!
Secondo la tradizione, fu proprio Ismaele, graziato dall’Onnipotente, a costruire la Ca’ba, a forma di Cu’bo, ed è proprio lì che i musulmani di tutto il mondo convergono, meglio se l’otto dicembre, per girarle attorno in senso antiorario, per farsi qualche passeggiatina nei dintorni e per tirare sassi a un muro, come se si trattasse del demonio. Giochi da ragazzetti!
Il tutto, sia uomini che donne, con indosso vestiti bianchi, simbolo di purezza. Chissà se restano bianchi anche quelli dei macellatori di pecore? I cattolici più ortodossi, a dispetto dei proclami di fratellanza fra i tre popoli monoteisti, arricciano il naso nei confronti dei musulmani e quando qualcuno come il sottoscritto accenna alle stragi di pecore da essi compiute, il loro pensiero va in primo luogo alle stragi di cristiani, singoli sacerdoti come Don Santoro [6], o moltitudini di fedeli come in Nigeria, Sudan ed Etiopia [7].
A parte il fatto che, con gli ebrei, con tutto ciò che combinano in Palestina e in giro per il mondo, è piuttosto difficile sentirsi affratellati, con i musulmani che frequentano le nostre città ci sono – è inutile negarlo – problemi di convivenza. Pertanto, anche nel loro caso, diventa difficile provare sentimenti d’amicizia e gli inviti alla fratellanza, papali o d’altra ecumenica provenienza, fanno la fine delle grida manzoniane [8].
La mia visione laica delle cose mi spinge a rimarcare per l’ennesima volta il concetto espresso da un greco dell’antichità, tale Pitagora, secondo cui la violenza sugli animali è propedeutica alla violenza sugli uomini. Forse i greci non pensavano che anche gli animali potessero usufruire dei servigi della Dea Nemesi, ma Pitagora è stato chiaro: abìtuati a uccidere animali e sarai pronto a uccider uomini. Cristiani, ebrei e musulmani non hanno mai voluto rinunciare a tale palestra di macellazione e infatti sono i tre popoli più guerrafondai che esistano sulla Terra.
Carmela Le Caldare è stata sfortunata. Suo marito e i suoi figli a quest’ora avranno già giustiziato il montone assassino e l’opinione pubblica difficilmente verrà a sapere quante pecore vengono da noi deliberatamente uccise per essere trasformate in cibo, pelli o lana. Nessun giornalista, tranne il sottoscritto che giornalista non è, affronterà l’imbarazzante argomento dello sfruttamento degli animali. Tutti deporranno un fiore di pietà sulla tomba della sfortunata contadina e si appresteranno a trascorrere un gioioso Natale e un felice anno nuovo con amici e parenti, in allegro convivio.
Con piatti a base d’agnello, naturalmente.

Note:

14 commenti:

  1. Scrivi in modo eccellente! Il fortunato lettore che dovesse imbattersi per caso in un tuo articolo non ne potrebbe che trarre giovamento.
    E non solo per la chiarezza espositiva (già questa peculiarità, da sola, vale oro) ma soprattutto per la capacità di far emergere in tutta la sua evidenza la follia umana prendendo spunto dalle nostre azioni quotidiane e dall’automatismo di ogni singolo gesto compiuto alla stregua di soldatini a cui è stata data la corda.
    Non so se gli animali siano stati creati per la nostra alimentazione ma è sicuro che sono nostri compagni di avventura sul pianeta. A nessuno verrebbe in mente di ammazzare un compagno di viaggio per cibarsene e saziare la propria fame. Se poi per assurdo ciò fosse vero ne conseguirebbe che anche una madre o un padre potrebbe tranquillamente cibarsi dei propri figli. Ad ogni buon conto, in mancanza di dettagli significativi (e non) sul progetto divino, io ritengo che gli animali non siano stati creati per essere cibo per gli uomini.
    Credo inoltre che nessuno ammazzerebbe il proprio cane o il proprio gatto per farci il ragù! Magari lo si abbandona semplicemente per strada quando si va in ferie ma non lo si ammazza con le proprie mani; si lascia che ad ammazzarlo sia qualche SUV che sfreccia veloce sull’autostrada con qualche politico a bordo che ha fretta di raggiungere gli studi di Ballarò o, comunque, dal primo jeeppone (3600 cc selleria in pelle navigatore a partire da 65.000 euro) etc che capita!
    Mangiare una scatoletta di tonno è un bel risparmio rispetto allo strazio di una mattanza.
    E’ sempre la solita storia! Lontano dagli occhi, lontano dal cuore!
    Questi sono gli uomini!
    Sono tutti impegnati a far profitto ed a procacciare denari e gloria anziché dare ascolto al proprio cuore o sedersi un attimo per cercare di capirci qualcosa. Gli fanno il verso gli oscuri (o come diavolo li si vuol chiamare) che hanno già deciso lo sterminio di qualche miliardo di replicanti per ridurre la popolazione mondiale ed il conseguente spreco di energia. Vogliono assicurarsi un esclusivo futuro longevo, ricco e prosperoso. Uno o due miliardi di schiavi sono più che sufficienti per le loro esigenze; il resto sono solo uno spreco di risorse!
    Diciamocela tutta: i problemi del pianeta sono probabilmente già oltre le nostra capacità o la volontà di risolverli. A parte qualche evento risolutore al momento imprevedibile, se pur auspicato e preannunciato, non mi mare ci siano in giro molte prospettive di salvezza o di sforzi sovraumani per evitare la guerra mondiale in atto.
    Staremo a vedere!
    Io, contrariamente al pessimismo che dichiaro, non sono poi così tanto preoccupato.
    “Sento” che qualcosa di brutto sta per accadere ma, al contempo, percepisco anche l’arrivo di una soluzione inaspettata, il manifestarsi di una nemesi che riequilibri e risistemi le cose.
    Ma, più semplicemente, i veri responsabili di questi miei pensieri potrebbero anche essere i peperoni di ieri sera che ancora salgono e scendono come uno spread.
    Ciao.

    RispondiElimina
  2. Anche tu scrivi bene, Gianni! E hai anche più sense of humor di me.
    Hai un blog tuo personale, che vengo a farti visita?
    Ma come hai fatto a mettere l'ipertesto? Mi riferisco a Sergio Endrigo e agli Oscuri.
    Sono un testone con le procedure internet, ma se vuoi provare a spiegarmelo, ti sarei grato. Poi, non è detto che riuscirò a imparare.
    Comunque, tu spiegamelo, per favore.
    Ho provato molte volte ad inserire altre foto, dislocate lungo il testo, ma mi finivano a casaccio. Anzi si sovrapponevano alla prima. Dal che ho dedotto che sui blog se ne può pubblicare solo una. Mi sono rassegnato.
    Bello l'accostamento tra peperoni e spread.
    Ma dove le trovi?
    :-)

    RispondiElimina
  3. Se pensiamo che sia il Profeta sia il Messia non solo erano vegetariani, ma contrari all'uccisione degli animali... Il loro insegnamento fu snaturato e così oggi le stragi festive grondano sangue, tra giocondi ditirambi e gaudiosi conviti.

    Quousque tandem? E chi lo sa!

    Articolo eccellente nella sua dignitosa ed indignata amarezza.

    Ciao

    RispondiElimina
  4. Grazie Zret per i complimenti.
    Su Gesù vegetariano non ho dubbi, a parte il fatto che non so se di Gesù ne sia esistito uno solo, come abbiamo avuto modo di parlare altre volte.
    Su Maometto vegetariano ho invece qualche dubbio, ma dipende dal fatto che sono profondamente ignorante in fatto di islamismo.
    In ogni caso, cristiani, ebrei e musulmani si comportano come bestie feroci, a prescindere dal messaggio di pace dei loro fondatori traditi.
    Un cordiale saluto.

    RispondiElimina
  5. Ancora una volta le religioni sono "colpevole" della soferenza degli animali,fin che questa forte condizione non sia eradicata si continuerà a sacrificare "l'agnello"!!!! l'uomo è educato ad essere il "padrone"del mondo,quindi come tale si arroga il diritto di distruggere qualsiasi forma di Vita considerata inferiore...in tutte le religioni esiste il sacrificio rituale e questo ci lo portiamo nel dna...purtroppo.
    Ciao.

    RispondiElimina
  6. Sacrificio, come nota Martin, è parola-chiave: è termine che causa brividi di orrore... religioso, da Abramo alla Fornero.

    Mi riferivo al Messia sacerdotale, di Aronne che era vegetariano. Nel Corano si esorta ad amare gli animali e a non ucciderli, ma ci ritroviamo con le note carneficine ebreo-cristiano-musulmane, purtroppo.

    Ciao

    RispondiElimina
  7. Per inserire un link (quello che tu chiami ipertesto) in un commento segui le istruzioni qui indicate

    Per le immagini in un nuovo post dovresti operare come fai per l'immagine che inserisi all'inizio. Posizionati nel punto del testo in cui vuoi inserire le altre immagini e clicca sull'icona "inserisci immagine". Potrai poi ridimensionarla e posizionarla in modo più preciso trascinandola con il mouse. Devi solo riprovarci con più calma. Ciao. (se non ci riesci non preoccuparti troverò un altro sistema per spiegartelo). Ciao

    RispondiElimina
  8. Martin, benvenuto!
    Le religioni appena nate non solo si posero come intermediarie tra l'uomo e il mistero, ma si prestarono a giustificare le sue azioni, anche le più discutibili. Le religioni resero legittima la guerra tra uomini, per esempio, che scoppiava di tanto in tanto per necessità compulsive.
    Ma resero legittima anche la guerra giornaliera che gli uomini facevano alla natura, in primis agli animali. Forse i nostri antenati percepivano un vago disagio a violentare la madre Terra e avevano bisogno di qualcuno (i sacerdoti) che li giustificasse.

    Zret, "orrore religioso" sembra tanto un ossimoro, ma evoca un determinato sentimento poco noto ma probabilmente reale e inconscio.
    I preti che benedicevano le armi a me fanno quell'effetto.

    Gianni, grazie per le informazioni. Avevo già provato a inserire ulteriori foto dopo aver posizionato il cursore nel punto giusto, ma finivano per ammucchiarsi in cima.
    Ora voglio provare a trascinarle con il mouse.

    Grazie a tutti.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  9. Se vuoi inserire il collegamento (link) a qualche indirizzo nel tuo nuovo articolo che hai già pronto da pubblicare, seleziona con il mouse la parola (o le parole contigue) che ti interessa (anzichè matterci le parentesi quadre con il numero della nota alla fine) e, dopo quindi aver selezionato il testo, clicca sull'icona "inserisci un link" (sta prima di quella per inserire le immagini); si aprirà una finestrella in cui dovrai inserire l'indirizzo del sito che che vuoi indicare (l'indirizzo che metti in calce).

    RispondiElimina
  10. Ce l'ho fatta, Gianni! Per la prima volta da quando ho aperto il blog, sono riuscito a inserire una foto dove volevo io. E questo semplicemente trascinandola. Ho rinunciato ad inserire tutta la sequenza (4 foto) perché diventava troppo laborioso.
    Comunque, anche una è sufficiente e sono soddisfatto.
    Invece, quel sistema per mettere l'ipertesto non ha funzionato, ma ora voglio provare secondo le indicazioni che mi hai appena fornito.
    Mille grazie.
    Ciao

    RispondiElimina
  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  12. Ottima domanda!
    Se lo chiedono in tanti.
    Io qualche volta lo bestemmio, ma non mi pare che si sia arrabbiato, finora. O forse non mi sente. Però, dopo bestemmiato, mi sento bene perché mi scarica la tensione.

    RispondiElimina
  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  14. Ti consiglio la parte finale di "L'insostenibile leggerezza dell'essere", di Milan Kundera.
    Sono d'accordo con lui quando dice che molto probabilmente l'uomo ha inventato Dio per avere un pretesto morale per imporre il suo dominio sugli altri animali.
    Un bel trucchetto! Autonominarsi padrone dell'universo per fare i propri comodi.

    RispondiElimina