Ognuno
si crea la sua realtà e a volte la nostra e quella degli altri entrano in
contatto o, per meglio dire, in corto circuito. Ne ho avuto prova lampante
venerdì 21 giugno, nel corso della prima riunione del gruppo salute del M5S, tenutasi
nel mio paese.
C’erano
ben due consiglieri regionali di tale formazione politica, Andrea Ussai e
Cristian Sergo. Tra gli altri partecipanti – una ventina circa – alcuni
esponenti del Comitato per la libertà delle vaccinazioni, tra cui l’esperto Mauro
Ottogalli, che abbiamo già avuto modo di conoscere. C’era anche la
dottoressa Ilaria Forte, anche lei madre di un bambino danneggiato dalle
vaccinazioni, e uno psichiatra di cui non ho capito il nome. Un ruolo notevole,
durante la serata, l’ha avuto una certa Annapia, pasionaria combattiva presidente del gruppo di lavoro sulla
salute. Questi personaggi vanno tenuti a mente perché sono stati i principali
protagonisti della discussione che ne è scaturita.
Tanto
per cominciare è stato deciso di sedersi in cerchio, alla maniera dei boys
scouts, e questo ha messo a disagio
chi come me, per la propria natura, ha qualche resistenza a parlare in
pubblico, essendo richiesto che tutti si presentino. Tuttavia, ho dovuto fare
di necessità virtù e fin dalle prime battute mi sono presentato nelle vesti di
dissidente disfattista, senza per altro incontrare ostilità o rifiuto. Almeno,
non me ne sono accorto.
Avendo
la consapevolezza d’impersonare il ruolo del disfattista, ho limitato i miei
interventi a due o tre, perché mi sono fatto scrupolo di dover rovinare a tutti
i costi l’entusiasmo e soprattutto le speranze di cambiamento che le varie
persone presenti manifestavano.
La
bordata finale, dura e inesorabile, gliel’ho risparmiata, ma se avessi
insistito dicendo che la democrazia è una presa in giro e che né i medici, né i
politici possono essere presi come referenti, forse avrei fatto perdere la
pazienza a più di qualcuno.
Ottogalli
e la Forte hanno descritto la situazione in cui si trovano i loro figli
menomati, quelli delle altre famiglie riunite nel COMILVA e altre piacevolezze
su come per esempio la scuola rifiuti i bambini danneggiati. Non è mancato
anche il riferimento, da parte di Ottogalli, a una bambina morta l’altro giorno
dopo tredici anni di sofferenze. Fattore che colora di funereo la situazione
della sanità in Italia, ma anche nel resto del mondo Occidentale.
Io
avrei voluto sentire parole più aspre nei confronti della classe medica,
anziché limitarci a fare una carrellata delle violenze sanitarie a cui la popolazione
è soggetta. Ma la parola “crimine” non è uscita di bocca a nessuno dei
presenti. Forse sono stato l’unico a rimarcare l’aspetto criminale della
scienza medica, che comincia con la tortura alle cavie nei laboratori, ma
Ilaria Forte ha detto alla fine che tutte le forme di TSO, trattamento
sanitario obbligatorio, devono essere rifiutate, non solo le vaccinazioni, ma
anche la chemioterapia e – ha chiosato Annapia – l’espianto degli organi a
cuore battente.
Argomenti
assodati e su cui si discute da anni. Sempre Annapia ha parlato di “ignoranza
dei cittadini”, al che le ho fatto notare che si tratta di un’ignoranza
pianificata e voluta, che affonda le sue radici nella Chiesa cattolica che per
secoli proibiva la lettura della Bibbia e l’acculturazione in genere.
I
due consiglieri, Ussai e Sergo, ascoltavano. Si è trattato quindi di un corto
circuito tra
attivisti in difesa della salute e amministratori della cosa
pubblica, benché di minoranza. Alla fine Annapia ha chiesto quali passi
potrebbero essere fatti dai due consiglieri per venire incontro alle esigenze
delle famiglie danneggiate dalle vaccinazioni e da quelle che lo potrebbero
essere in futuro. Sergo ha risposto che l’unica strada percorribile è quella di
coinvolgere altri consiglieri, del PD o di Sinistra Ecologia e Libertà, che
potenzialmente sarebbero interessati all’argomento. Poi si potrebbe tenere un
convegno pubblico, con tanto di medici anti-vaccinazioni, come il famoso
Roberto Gava.
“Sì,
però non deve essere il solito convegno fra di noi, che conosciamo già le cose,
ma un incontro prevalentemente politico, con amministratori che vengono per
imparare, informarsi e poi stilare proposte di legge”, ha insistito Annapia.
Questo
è ovvio, le è stato risposto. Anzi, si potrebbe già cominciare mandando ai
forum del Movimento Cinque Stelle testi base su cui elaborare proposte di
legge, così da coinvolgere anche il resto del movimento, come sono abituati a
fare i Grillini.
Ussai, che vediamo qui a sinistra, quasi a volersi scusare
dell’apparente poca disponibilità da parte sua e del suo collega, ha spiegato
com’è una giornata tipica di un consigliere regionale, in cui, tanto per
prendere ad esempio quella stessa giornata, alle sei del mattino erano a un
incontro con l’associazione X, alle otto con l’associazione Y, alle dieci con
quella Z, per approdare a una conferenza stampa a mezzogiorno, per essere nel
pomeriggio dalla parte opposta della regione e per presentarsi alla fine
all’incontro di Codroipo delle nove di sera.
Io
che ero seduto alla sua destra ho visto gli occhi arrossati e non ho avuto
alcun dubbio sulla veridicità delle sue parole.
Sergo, che si può vedere qui a
destra, ha aggiunto che con 2500
euro al mese, quanto i
Grillini hanno stabilito di percepire, restituendo il
resto, spesso non ci stanno con le spese e devono preferire gli spostamenti in
treno piuttosto che in macchina.
Energie
e denaro usati quasi come se, dal mio punto di vista, una macchina impazzita
girasse a vuoto, perché così hanno deciso gli Illuminati che sono i veri padroni
del mondo e che gestiscono affari da miliardi di euro e di dollari. Ussai e
Sergo non se ne rendono conto e quindi non ne soffrono, ma guardando la cosa
dall’esterno ne risulta una colossale presa in giro: della gente, che si lascia
illudere circa la possibilità di cambiare le cose con metodi democratici, e di
loro stessi, che girano come trottole trovando uno scopo nella vita, del tutto
encomiabile, ma che non sortirà l’effetto desiderato.
I
miei due o tre interventi sono serviti a mettere in evidenza l’inutilità del
riporre le proprie speranze nella classe politica, ma nessuno fra coloro che
sono intervenuti successivamente ha preso sul serio le mie parole. Il che me lo
spiego principalmente con l’abitudine a credere che le istituzioni esistano per
il nostro bene e che l’alternativa sarebbe la rivoluzione violenta con
spargimento di sangue per le strade (come già avviene in questo periodo in
Turchia e Brasile). Oppure, la rassegnazione sterile e vittimistica, come ha
lasciato capire Ottogalli che, subito dopo il mio primo pessimistico
intervento, ha detto che allora dovremmo andare tutti in ferramenta a comprare
la corda con cui impiccarci.
Non
ho controbattuto, per non fare inutili polemiche, ma la demolizione delle
illusioni potrebbe essere la base su cui costruire una nuova visione delle
cose, un po’ come quando si deve abbattere una casa fatiscente per poterci
costruire sopra una casa nuova. Idem con le città distrutte dai bombardamenti
e, perché no, anche con le ideologie che tengono la mente prigioniera.
La
bordata da novanta che non ho sparato sarebbe stata quella storiella di un
tizio che cerca qualcosa sotto un lampione stradale. Gli si avvicina un
passante e gli chiede:
-
Cosa ha perso?
-
Ho perso le chiavi di casa.
-
E dove le ha perse di preciso?
-
Laggiù davanti all’ingresso di casa mia.
-
E perché allora le cerca qui se le ha perse là?
-
Perché qui c’è luce!
Così
fa Annapia e tutti coloro che credono nella bontà delle istituzioni.
Preferiscono continuare a rivolgersi ai burattini, anziché al burattinaio,
reiterando diabolicamente un vecchio errore. La cosa tragica è che il
burattinaio non intende dare ascolto alle loro rimostranze e ha inventato
apposta la casta dei politici in modo che faccia da parafulmine, cortina
fumogena e, nel caso le cose si mettano male veramente, da capro espiatorio.
Una
volta capito questo, si potrebbero cercare nuove strategie, nuove strade di
lotta e magari andare a cercare le chiavi perse dove sono cadute veramente,
senza farsi abbindolare dagli specchietti per allodole, luccicanti e
ingannevoli.
Non
sono solo gli attivisti per una scienza a misura d’uomo, compassionevole e
naturale, a cadere nel tranello, ma anche gli animalisti che preferiscono
raccogliere inutili firme, presentando inconcludenti petizioni, anziché passare
all’azione diretta. E’ un rimprovero che rivolgo agli animalisti da anni,
ottenendone in cambio rifiuto e isolamento.
Nel
caso del Comilva e di associazioni affini, chiedere la libertà di vaccinarsi
secondo coscienza è un obiettivo ragionevole e raggiungibile, lo ammetto, ma
l’ipotesi di rifiutare ogni TSO, avanzata dalla dottoressa Forte, mi piace
ancora di più. Ottogalli ha fatto notare che in Gran Bretagna la libertà di
vaccinazione esiste già dal 1966 e in Germania dal 1972. In Italia, solo il
Veneto, dal 2007, ha promulgato una legge simile, ma nel resto d’Italia siamo
in alto mare. Ovvero, nelle grinfie di Bigpharma. Anzi, per essere esatti, in
Veneto non è neanche una vera e propria libertà di scelta, ma una “sospensione
dell’obbligo”, parole testuali.
Gli
italiani per caso sono meno intelligenti delle altre popolazioni europee?
Ottogalli ha aggiunto che in Francia è stata concessa la libertà di
vaccinazione più che altro per le troppe spese che lo Stato doveva affrontare
per risarcire le numerosissime famiglie di bambini danneggiati, segno che alle
autorità, a tutti i livelli, della salute della gente non importa un fico
secco. A quel punto, Annapia ha fatto notare ai due consiglieri che se la
Regione FVG lasciasse libertà di vaccinazione, molti meno genitori
vaccinerebbero i loro figli, con molti meno casi di bambini danneggiati, e ci
sarebbe quindi un risparmio di denaro pubblico, qualora i tribunali
riconoscessero il danno da vaccino.
A
me sembra un’idea ingenua, non solo perché i politici del Friuli Venezia Giulia
non sono diversi dai loro colleghi francesi e delle altre nazioni, ma perché il
denaro impiegato per i risarcimenti viene dalle tasse dei cittadini e non certo
dagli stipendi dei politici. Succede come con le spese militari e le scie
chimiche: la montagna di denaro sprecato in autoblindo e voli clandestini
d’irrorazione viene dal denaro dei cittadini, cornuti e mazziati.
Ingannati
in tutti i modi possibili.
Arriva
un’alluvione: è colpa della natura! C’è un terremoto: è a causa della sismicità
del territorio! C’è crisi finanziaria: è un meccanismo imprevedibile dovuto ad
ignoti speculatori. Io aggiungerei anche “perculatori”. La casta si assolve
sempre, i veri padroni del mondo restano sempre nell’ombra e i cittadini ne
pagano le spese. Ho infatti notato una specie di sconcerto nelle parole degli
intervenuti, come se non si capacitassero del perché molti pediatri e medici si
comportino come ottusi burocrati. La Forte parlava di “medicina medievale dei
protocolli” e di “occupazione militare dei medici”. Lo psichiatra, di cui non
ricordo il nome, raccontava l’aneddoto secondo cui, uscendo da un incontro
pubblico dove era relatore, si scopriva a pensare che “era meglio se non facevo
quella conferenza”, perché se prima la gente soffriva senza conoscere le cause,
dopo la gente continuava a soffrire, con in aggiunta l’impotenza di non poter
far nulla per fermare il massacro.
Ottogalli
ha raccontato che quando si era presentato, in delegazione ufficiale, per
conferire con i membri della commissione sanità a Trieste, metà di loro erano
al bar, a prendersela comoda. Cosa che si spiega con il fatto che sono solo dei
burattini, che mai presteranno orecchio a cause che danneggino il burattinaio,
ma se lo dico io passo per sterile disfattista e paranoico cospirazionista.
Lo
stesso Ottogalli, verso la fine, ha detto che anche nel loro caso, come già
avviene da anni sulla questione delle torri gemelle, sulle scie chimiche e, io
aggiungerei, anche sugli incontri ravvicinati con razze aliene, il CICAP
interviene pubblicamente per confutare le tesi del Comilva e di quanti dubitano
dell’efficacia delle terapie mediche. Il che potrebbe essere un’ulteriore prova
del fatto che i debunkers, i trolls e lo stesso Comitato Italiano per la confutazione
delle Attività del Paranormale, siano emanazioni delle industrie farmaceutiche
e della chimica in generale.
In
altri termini, medici, politici e sedicenti scienziati, quando oppongono a
Ottogalli e ai suoi colleghi rifiuto o indifferenza, stanno solo difendendo il
loro posto di lavoro, la loro mangiatoia, la gallina dalle uova d’oro. Non
cederanno di un passo, di una virgola, e lo stesso Mauro Ottogalli ha parlato
di “muro di gomma”, sue parole testuali.
Ha
inoltre detto che recentemente il CICAP si è riunito pubblicamente in tre città
italiane, tra cui Udine, ma io sapevo che a Udine, dove anche gli animalisti si
sono presentati compostamente e senza clamori, era un nuovo gruppo chiamato
“Pro-test” a fare gli onori di casa. Probabilmente è la stessa cosa: sempre di
vivisettori e criminali vari stiamo parlando.
Il
CICAP ha coniato un termine apposito per gli anti-vaccinazioni: SMO, soggetti
maggiormente ostili. C’era una nota di orgoglio nelle parole di Ottogalli,
mentre riferiva questa novità. Così, capita che antivivisezionisti e
antivaccinazioni si ritrovino dalla stessa parte della barricata, e francamente
mi sarei stupito del contrario. Gli antivaccinazioni difendono i bambini, e io
non ci trovo nulla da eccepire, mentre gli antivivisezionisti difendono gli animali,
che sono per noi come dei bambini indifesi, diversamente abili. Il problema è
che forse qualche membro degli antivaccinazioni troverebbe qualcosa da
eccepire, specie coloro che hanno ancora una visione antropocentrica di matrice
cattolica.
Tuttavia,
anche se non ho potuto fare a meno di impersonare il ruolo del disfattista
pessimista, al termine della serata (era quasi mezzanotte), Cristian Sergo mi
ha quasi dato ragione sull’aspetto cospirazionista del recente scandalo del
latte tossico, che ha portato in carcere il presidente del Cospalat, Renato Zampa.
Della
contaminazione del latte con le aflatossine si sapeva da novembre ma solo in
questi
giorni, a una settimana dalla semina provocatoria fatta da Giorgio Fidenato, alla presenza delle forze dell’ordine, lo scandalo è stato reso pubblico. L’ipotesi complottista risiede nel fatto che i funghi detti aflatossine si manifestano solo nel mais coltivato normalmente nei campi, a causa della lunga permanenza nei silos di stoccaggio, ma non si presenta nel mais geneticamente modificato.
giorni, a una settimana dalla semina provocatoria fatta da Giorgio Fidenato, alla presenza delle forze dell’ordine, lo scandalo è stato reso pubblico. L’ipotesi complottista risiede nel fatto che i funghi detti aflatossine si manifestano solo nel mais coltivato normalmente nei campi, a causa della lunga permanenza nei silos di stoccaggio, ma non si presenta nel mais geneticamente modificato.
Sergo ha fatto notare che qualcuno ha furbescamente lodato le virtù del mais OGM, su cui le aflatossine non
attecchiscono, con un tempismo a dir poco sospetto. Hanno lasciato passare qualche giorno dalla semina effettuata
dal presidente dei Pro-OGM e ora possono strombazzare la necessità di coltivare
piante con i geni modificati. Per la salute pubblica, naturalmente, e non per
gli interessi di Monsanto e altre associazioni mondiali a delinquere.
Anche
questa è l’ennesima presa in giro e almeno su un punto mi sono trovato
d’accordo con gli altri partecipanti alla riunione: sulla necessità di fare
quanta più informazione possibile, perché è solo grazie alla conoscenza di come
stanno veramente le cose che la gente potrà difendersi.
Interessante la faccenda del sedersi in cerchio... non hanno spiegato il perché?
RispondiEliminaIntrodurre la vaccinazione secondo coscienza, sembra la soluzione più adatta, così se un genitore non se la sente di affrontare l'eventuale malattia, potrà vaccinare il proprio bambino, ma senza costringere anche quelle famiglie che invece sono contrarie.
Inoltre questa soluzione potrebbe portare le persone ad informarsi e a prendere delle decisioni in modo più consapevole.
I pacifisti lo fanno, oltre ai boys scouts.
EliminaUno vale uno, probabilmente.
Per le vaccinazioni, come anche per l'assunzione di medicine, è una questione di fede.
Io che sono agnostico, preferisco starmene alla larga.
Poi, gli altri, facciano quello che vogliono.
Si... starne alla larga, solo che se i bambini non vengono vaccinati si rischia di essere denunciati ai Tribunali dei Minori.
RispondiEliminaUna volta se non si faceva il servizio militare si finiva in carcere.
EliminaAppunto! Oggi invece a fare il militare ci va chi si sente portato.
EliminaE così dovrebbe essere con i vaccini... libertà di scelta.