venerdì 29 dicembre 2023

Effetto collaterale del carnivorismo


Fonte: Nuovi Mondi - Astronomia e Scienza 

Il tilacino, noto anche come tigre della Tasmania, non è una tigre. Né è un cane, una volpe o un lupo. Il tilacino si è guadagnato il soprannome di tigre della Tasmania per le strisce lungo la schiena, ma in realtà era un marsupiale che viveva nella Tasmania. Quando i coloni europei arrivarono per la prima volta in Tasmania nel 1803, la popolazione di questi piccoli mammiferi era di circa 5.000 esemplari. Nel 1830, i tilacini erano così odiati dai colonizzatori che fu avviato un programma di taglie, in base al quale gli agricoltori avrebbero pagato le persone con le pelli degli animali. L'ultimo tilacino selvatico fu ucciso nel 1930 e l'ultimo in cattività, "Benjamin", morì nel 1936 nello zoo di Hobart, in Tasmania, solo due mesi dopo che gli animali avevano ottenuto lo stato di protezione. Nel corso dei decenni, sono stati compiuti sforzi per trovare tilacini sopravvissuti, senza alcun risultato. I tilacini sono stati dichiarati ufficialmente estinti nel 1986.

3 commenti:

  1. L'essere umano prima distrugge e poi se ne duole, decretando le perdite come irreparabili.
    O è scemo, o è carogna, non so quale delle due è peggio.
    (il Fosco)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma a dolersene non sono di certo gli allevatori, che pensano solo al proprio tornaconto.

      A dolersene sono una minoranza di persone per bene, amanti della Natura e della bellezza, che però sono impotenti e non hanno potere contrattuale per cambiare le cose.

      Ero tentato di mettere sotto accusa gli anglosassoni, che in Australia mandarono i galeotti, ma sapendo cosa sta per promulgare l'italianissimo Lollobrigida, in tema di caccia, ho preferito sorvolare, visto che è in atto un regresso della protezione della natura, con le conquiste di civiltà che stanno per essere buttate nella spazzatura.

      Elimina
  2. Maledetti subanimali con le sembianze umane. Se molta umanità fosse bestiale sarebbe migliore perché essa in effetti sta sotto il livello dell'animalità. Pietro Melis

    RispondiElimina