domenica 3 marzo 2024

Chi fa più vittime, fa più punti!


Francesca Giardina: Sotto questo casco c'è un essere umano, magari anche con famiglia. Anche quest'uomo si è ritrovato al centro di una rissa ed è stato colpito come tanti. Ultimamente parlano dei 15enni, peccato che di lui nessuno ne parla. Io ho sempre pensato che per colpire, oppure a volte anche morire, l'età non c'entra. Oggi si vive solo di guerre e spesso i giovani vengono fomentati anche dai genitori stessi. Mentre gli ignoranti fanno risse, le persone intelligenti discutono senza ferirsi per decidere il meglio.

Me: Pensa che sfiga essere colpiti e feriti da un collega sotto copertura! O mi verrai a dire che non esistono? Che sono solo una leggenda metropolitana? Che non vengono utilizzati? Comunque, uno slogan dei Radicali negli Anni di Piombo, recitava: "Sparano alla divisa e dentro c'è un uomo!" Corsi e ricorsi, meccanismi che si ripetono. Della serie: "Squadra che vince non si cambia!". Di decennio in decennio, i padroni sanno come gestire gli schiavi recalcitranti. Aprite gli occhi, svegliatevi, ch'é primavera!

19 commenti:

  1. Alfin resta sempre una guerra tra poveri con mancanza assoluta di consapevolezza...tutti,tra le fazioni opposte,si scornano per aver l'ultima parola...svegliarsi da cosa?…dalla confort zone che ognuno si è creato,dal ritenersi un Padreterno a prescindere,dalla comoda omogenizzazione del contenuto cranico...la vedo tosta...anch'io cio creduto nel decennio settanta,tra le file estreme rosse...poi la catarsi...ora serenamente apolitico allo stato dell'arte...

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  2. Risposte
    1. Quando una parte della popolazione è costretta a scendere in campo per protestare, e i padroni devono mandargli contro le loro truppe, significa il fallimento della politica.
      Significa che i partiti hanno fallito, ovvero che non sono stati capaci di promulgare leggi giuste, in favore dell'intera popolazione, dal momento che ne hanno scontentato una parte, quella che protesta, e che viene danneggiata dalle bastonate della milizia governativa.

      A che scopo andare a votare se poi veniamo bastonati?

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    2. Scusa Free, ma la democrazia non consiste nel prendere decisioni che piacciono a tutti, ma che piacciono alla maggioranza, che può essere anche solo del 51 %.
      In quel caso, ci sarà sempre una minoranza scontenta, anche del 49 %.
      Può essere questo un motivo sufficiente per scendere in piazza ?
      Secondo me, no.
      Democrazia vuol dire anche (ahimè) accettare civilmente le decisioni del 51 %.
      Ovviamente il mio è un discorso di metodo: non sto difendendo le decisioni delle elites, sia chiaro.

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    3. Infatti la democrazia è un inganno , perché non vengono prese le decisioni più sagge ma quelle maggioritarie.
      Se la maggioranza è composta da coglioni , vincono loro.
      In più , basta controllare i capi dei coglioni e il gioco è fatto .
      Tutto parte dalla definizione storica di democrazia prendendo ad esempio l' antica Atene , ma quella in realtà era un aristocrazia, il governo dei migliori.
      Oggi sarebbe impensabile.

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    4. Sentivo Galimberti dire che: "l'attualità non è un valore" e io vorrei dire che la maggioranza non è un valore. E, come dice Bobo, se la maggioranza è costituita da gente cattiva e ignorante, non avremo mai delle buone leggi. Freeanimals

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    5. Diciamo che il meccanismo della democrazia è, come afferma sconsolatamente qualcuno, un inganno inevitabile.

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  3. francesca giardina....

    ragionamento del cavolo .

    in casi simili , e' come essere in tricea o in guerra.

    si colpisce una divisa che sta dalla pwerte opposta. l' uomo che sta dentro ha le sue ragioni per esseci entrato e non interessa a nesuno , ne chi e' ner la sua situazione famigliare- Come a lui non interessa chi sia quella testa da colpire con il manganello o a calci in faccia . CHIARO ???

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  4. Concordo con l'anonimo.
    La divisa rappresenta ciò che c'è dietro, non ciò che c'è dentro, altrimenti la divisa non avrebbe un valore, sarebbe solo orpello , un abbigliamento qualunque.
    Tanto è vero che uno dei ritornelli più abusati e stantii è quello del "rispetto della divisa che indossano".
    Quindi la divisa ha valore simbolico.
    Loro stessi si sentono dei semi-dio quando la portano perché segno distintivo, che gli permette di essere prepotenti e arcigni, sapendo che appunto l'uniforme rappresenta l'autorità.

    Zenzero

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  5. Coloro che indossano una divisa danno ascolto a quello che diceva Mussolini, se non sbaglio. E cioè che è meglio essere temuti piuttosto che rispettati. Io per esempio ogni volta che incrocio i carabinieri sento una botta di adrenalina allo stomaco. E, come me, immagino che migliaia di altre persone provino una sensazione di pericolo, in presenza di polizia e carabinieri. Freeanimals

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    1. Le forze dell'ordine vanno evitate , come tutti i rapporti con le istituzioni.
      Bisogna , nei limiti del possibile , fare una vita il più autonoma possibile che permetta di non entrare in contatto col sistema stato.
      Es . : anni fa andai in auto in centro a Bologna e non ero al corrente che avevano messo varchi e telecamere ancora più ossessivi di quelli che ricordavo.
      Sono entrato in una Ztl , poi fatta subito retromarcia appena accorto , ma mi è arrivata la multa a casa , la persona che era in auto con me ha telefonato ai vigili per spiegare la situazione e quelli hanno dato gli estremi per fare ricorso.
      Io non ho preso in considerazione la cosa , ho pagato la multa e a Bologna non ci vado più.

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    2. A me è successa la stessa cosa a Udine. Il passeggero che era al mio fianco mi disse qualcosa riguardo al divieto d'accesso, ma io non capii nemmeno di cosa parlava (sono proprio negato per queste cose, cioè per i rapporti con le "autorità") e proseguii.

      La multa mi arrivò a casa e andò ad impinguare la cartellina delle multe. Che non pagherò mai!

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  6. Fin da ragazzina anche io ho avuto questo effetto sentinella, nel vederli, pur non avendo nulla da temere.
    Ciò significa che a livello di sensitività, già in età molto giovane percepivo tali soggetti come individui che a me davano l'idea di prepotenti, quali sono.
    Infatti, è una loro caratteristica quella di proporsi come persone che dichiarandosi "servi dello Stato", possono ergersi a figure autorevoli (e autoritarie), per il solo fatto di avere un'uniforme.
    In un paese civile non dovrebbe esistere che una persona in divisa, anche un semplice vigile urbano, si pari davanti come fosse un padreterno, a prescindere.
    Una loro caratteristica è quella di cominciare sempre a puntualizzare che loro rappresentano lo Stato e tu, anche se non stai facendo nulla, sei già colpevole in partenza di qualcosa, o almeno, sei un potenziale colpevole (della serie: non so nulla di te ma tanto mi basta, avendo una divisa, per permettermi di pensare male di te).
    Per me cosa inaccettabile.
    In realtà sono loro a creare nella gente (non la gente che ragiona come la signora sopra), il presupposto di mettersi al riparo da loro.

    Quanto al commento di Ric, non ti sei firmato, quindi non sapevo che eri tu.
    Zenzero

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  7. Tutti noi siamo servi dello stato, posto alla nostra nascita viene aperto un fascicolo con un sacco di dettagli e di aspettative di rendita. Per lorsignori. Alla morte consegnano un anonimo modulo ISTAT ai dolenti. Sic transit. Senza gloria.

    Il poeta Giuseppe Giusti, nella famosa lirica Sant'Ambrogio di Milano, prova un moto di empatia verso le divise presenti in chiesa, con dei soldati austriaci dentro:

    "Qui se non fuggo abbraccio un caporale/con la sua brava mazza di nocciolo/duro e piantato lì come un piolo//

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  8. Demon-crazia...tra,Mattarella,manganelli,meloni,e come di rape e lo stato è servito.

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