venerdì 8 novembre 2019

Bruciata a Roma una libreria anticomunista


Testo di Lorenzo Tosa

Questo è quello che resta de La Pecora Elettrica, a Roma. Avrebbe dovuto inaugurare domani, per la seconda volta, questa libreria caffetteria antifascista nel cuore di Centocelle, un presidio di libertà e solidarietà, un'icona per chi non si arrende all'odio e ricuce vite e reti sociali nelle nostre periferie. E, per la seconda volta in sei mesi, è stata data alle fiamme da ignoti squadristi. La prima volta era accaduto il 25 aprile, una data simbolo. Ieri notte quel senso di paura, inermità, distruzione che ritorna, brucia tutto quello che incontra: tavoli, sedie, muri, libri. Libri.


Solo ieri hanno intervistato Daniele, il proprietario. "Avete paura?" gli hanno chiesto. E lui ha dato una risposta che oggi suona come un sinistro presagio. "Un po’ di paura c’è, ma cerchiamo di non pensarci. Certo, siamo consapevoli che il territorio sembra fuori controllo. Non sentiamo la presenza delle istituzioni." Guardate bene questa foto, quell'insegna bruciata ma ancora viva, scolpitevela in testa. Siamo in guerra. E c'è una cosa di cui i nemici hanno un disperato, tremendo, terrore: la Cultura. I libri. Per questo li bruciano, per questo li distruggono, per paura che possano contagiare la società come un virus. La Pecora elettrica risorgerà dalle sue ceneri, ancora una volta, fatevene una ragione. Potete anche bruciare un luogo, ma non potrete mai estirpare le idee sulle quali è stato costruito.

5 commenti:

  1. Buffo ... ci dicono i libri di storia che una volta erano i nazisti a bruciare i libri ...

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    1. E infatti, sono stato io a mettere un titolo paradossale, per rimarcare il senso di teatrino della politica (o dell'assurdo).

      La libreria si definiva antifascista e, se è stata bruciata, i responsabili devo essere stati per forza fascisti.

      Così ragiona la massa e i manipolatori lo sanno.

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  2. Non ho Ben inteso han dato fuoco a una libreria di comunisti ebrei ? Beh se e' cosi ' mi fa piacere bisogna scrollarsi di dosso a una qualche maniera e una Volta per tutte sto stramaledetto giogo mentale manco foste buoi ( il bue qui e' considerato l'animale piu stupido) era ora ! Non e' per cattiveria ma qui e' in gioco l'italia futura ,bisogna scegliereo i una o l'altra ,o un Italia che ritorna bianca tradizionale o un Italia negra musulmana zingara ebrea adorante I'll feticcio cartaceo ebreo dove gli allogeni sono piu tutelati dei nativi ( noi ) ,mi scuso free animals se bazzico da lei troppo e che non riesco a commentare manco da lago e alla fine scoppio se non vengo qui

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    1. Non ho niente in contrario se il mio blog funge da sfogatoio. Come le dissi altre volte, lei qui è il benvenuto.

      La libreria antifascista "Pecora elettrica" è stata incendiata una prima volta il 25 aprile scorso (data emblematica).

      Ora un secondo incendio doloso, che arriva mentre con la Segre si parla insistentemente di rinascita del Fascismo.

      La Sinistra deve avere il terrore folle di perdere l'Emilia Romagna, la sua regione, alla fine di gennaio.

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  3. Ma che cazzo! Una libreria deve esse una libreria e basta. Una libreria antifascista è un ossimoro, una provocazione, un insulto alla libertà di pensiero.

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