martedì 30 aprile 2019

Lettera a Maurizio Blondet


Poco tempo fa mi sono accorto che tre illustri personaggi, Mario Giordano, in tivù, Diego Fusaro e lei, signor Blondet, su internet, non avevano gradito il suggerimento della Peta americana (letteralmente: Gente per un trattamento etico degli animali) circa alcuni modi di dire offensivi per gli animali e che, pertanto, andrebbero cambiati. Trent’anni fa io dicevo le stesse cose dette dalla Peta recentemente. Faccio un esempio. Spesso in tivù si sente qualcuno augurare: “In bocca al lupo!”. E per tutta risposta l’interlocutore dice: “Crepi!”. Sarà per questo atavismo, rinforzato da quel modo di dire, che alcune amministrazioni di montagna chiedono l’abbattimento dei pochi lupi in circolazione? Del resto, io sento dire che le parole hanno in sé il potere magico di plasmare la realtà, oltre al fatto che le parole sono pietre. Sulla base del principio che non si parla di corda in casa dell’impiccato, non si dovrebbe nemmeno augurare la morte ai lupi in presenza di chi i lupi li ama, insieme al resto della natura selvaggia. 


E riguardo al fatto che le parole hanno il potere di plasmare la realtà, sia lei, signor Blondet, sia Fusaro e Giordano, se vi siete convinti che la Peta lavori per il Nwo, perché vuole imporre una specie di neolingua di orwelliana memoria, non sarò certo io a farvi cambiare idea, poiché le vostre idee, messe su silicio in internet o trasmesse via etere a milioni di telespettatori, stanno facendo esattamente questo: creano un mondo in cui gli animalisti, della Peta o nostrani, sono nient’altro che agenti degli Illuminati, lavorando alla costruzione del nuovo ordine mondiale e tentando di abolire frasi a noi tanto care come “in culo alla balena” o “tagliare la testa al toro” o “mettere troppa carne al fuoco”, oppure verbi come “sviscerare”, nel senso di sviscerare un argomento, retaggio degli antichi sacrifici animali.

Lei, signor Blondet, è un conservatore come lo sono io, ma ciò che ci distingue è che lei è un cattolico, mentre io mi considero un libero pensatore, benché liberi non si sia mai, nonostante tutta la nostra buona volontà. L’antropocentrismo che gli animalisti combattono e che la gente “normale” difende, nella fattispecie tutti coloro che hanno nella religione giudaico-cristiana il punto di riferimento, ha subito molti attacchi a partire da Darwin. Prima i naturalisti parlavano di “scala evolutiva” e raffiguravano l’uomo in cima a una scala, con tutti gli animali sotto di lui. Poi, dopo Darwin, si è cominciato a parlare di “albero evolutivo”, di cui l’uomo è solo uno dei tanti rami. Già questo basta a far venire l’orticaria agli antropocentrici, ma dopo quasi duecento anni il concetto ormai ha preso piede nella società e anche la Chiesa si è adeguata da un pezzo. Ci vorranno altri duecento anni prima che l’antropocentrismo scompaia del tutto? Non sarei così ottimista, visto che sta resistendo da millenni.

Voglio raccontarle un aneddoto, signor Blondet. Facevo lezione di italiano a una suora malgascia. Un giorno le mostrai il libro di Alan Weisman (ebreo) intitolato “Il mondo senza di noi”. Spiegai alla suorina che nel libro venivano descritti gli scenari del pianeta Terra che riprende i suoi spazi dopo che tutti, ma proprio tutti, gli esseri umani sono scomparsi. Non mi aspettavo che Suor Clemenza, nei confronti della quale serbo un ricordo di simpatia ed affetto, reagisse scandalizzata dicendo: “Dio non permetterà che il coronamento della sua creazione scompaia!”. Per me era solo un esercizio di pura teoria, ma non troppo se l’uomo continua con questo andazzo, mentre per la suora, abituata a cose concrete, fu uno choc anche solo sentire che l’uomo possa estinguersi. Ecco, io m’immagino che anche a lei, signor Blondet, dia un po’ fastidio sapere che l’uomo possa estinguersi, al pari di tutte le altre specie animali che l’uomo stesso porta all’estinzione a ritmi vertiginosi.

Ma in fin dei conti, cosa chiedono questi animalisti, anche quando vanno fuori dalle chiese a parlare con il megafono (lo feci anch’io, illo tempore, a Udine, ma quando uscì qualcuno a dire che stavamo disturbando, smisi subito)? Chiedono solo un equo trattamento degli animali, compreso il fatto di smettere di mangiarli. Chiedono, come chiede la Peta, un trattamento etico nei loro confronti, ovvero che l’uomo dimostri una volta per tutte, e nel modo più nobile e….umano, di essere ad essi superiore. O dobbiamo essere superiori agli animali nell’unico modo brutale che conosciamo, cioè massacrandoli? Questo è il ragionamento dei prepotenti: ho il potere di prevaricare, dunque, prevarico! Posso farlo, dunque lo faccio! Cogito ergo sum. Uccido quindi sono, come inconsciamente pensano i cacciatori, tanto per fare un esempio banale.

Anche lei, signor Blondet, che stimo e che seguo, ha, in quanto, mi si passi l’espressione, complottista, una visione globale delle cose e non è solito parcellizzare, frammentare gli eventi. Ci vuole una visione che contempli il quadro generale delle cose, se si vuole capire i retroscena degli accadimenti. Ebbene, mi permetta di esortarla ad avere un quadro generale anche della condizione animale, ovvero di non limitarsi a vedere uno sparuto gruppetto di animalisti fuori da una chiesa, ma di fare uno sforzo di immaginazione visitando i macelli, i laboratori di vivisezione, i circhi, gli allevamenti intensivi e perfino i viaggi della morte sui camion per il trasporto bestiame. Se riuscirà a fare questo sforzo immaginativo, visto e considerato che per Einstein l’immaginazione è più importante della conoscenza, si accorgerà che gli animalisti, con le loro istanze, non hanno niente a che fare con la neolingua orwelliana, né con il NWO, ma chiedono un minimo sindacale di rispetto e compassione verso creature sfortunate, nostri compagni di viaggio nell’esistenza.

Rispetto e compassione sono concetti che a lei, in quanto cattolico, non dovrebbero essere sconosciuti. Questa, come vede, è una mano tesa da un animalista laico a un giornalista cattolico. Ogni tanto piace anche a me fare “l’uomo-ponte”. Sono sicuro che, ragionando a mente fredda e non lasciando prevalere il clima da tifoserie da stadio, ogni malinteso troverà la sua soluzione. Soprattutto, la prego signor Blondet, non accomuni più gli animalisti, che chiedono giustizia per gli animali, alle femministe abortiste o, peggio ancora, al movimento LGBT, cose entrambe, aborto e transumanesimo, da me personalmente aborrite. Un cordiale arrivederci. Resto a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento.

2 commenti:

  1. @Gentili & attenti LETTORI,

    quello che scrive in questa lunga ma chiara & esaustiva e-mail il Roberto è per Me del tutto condivisibile, e visto che il BLONDET è un fervente CATTOLICO bisognerebbe ricordargli che i veri primi precursori dei CRISTIANI=ESSENI erano VEGETARIANI;

    ma NON solo ricordargli anche che a differenza di altre RELIGIONI, considerando la VITA SACRA, praticavano riti & preghiere ma NON "sacrifici" di ANIMA-LI e tanto meno di ESSERI UMANI;

    ovviamente i "carnivori" assieme ai "cacciatori" rispondereanno che è nel ns. DNA l' impulso di nutrisri di "carne" e di "cacciare", niente di più falso l' UOMO è fisiologicamente NATO=CREATO=GENERATO come FRUGIVORO poi a seguito delle MIGRAZIONI dall' AFRICA EQUATORIALE è diventato "cacciatore=carnivoro" così è che piaccia o no !!!

    SDEI

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    1. Non voglio contraddirti, ma secondo alcuni teologi che ho letto recentemente (Cacitti, Sanders) gli Esseni non avevano niente a che fare con il Gesù dei Vangeli, né tanto meno con il cristianesimo.

      Il Vangelo Esseno della Pace è uno dei tanti vangeli apocrifi che non raccontano la reale figura di Cristo.

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