lunedì 17 gennaio 2022

Le ambizioni di un piccolo megalomane

Testo di Zenzero

Chissà se sarò Presidente
da sempre è quello che sogno,
io son sempre uno vincente,
da lustri a questo io agogno.

Da giovane feci il piazzista
dovevo anche io pur campare
ma son sempre stato arrivista
e ad altro io stavo a pensare.

Guardando Bongiorno e Vianello,
io ebbi una rivelazione,
mi dissi : sarò Re, che bello,
il re della televisione.

Ma avevo anche altra ambizione,
avevo un progetto elevato,
io già mi vedea col bastone,
volevo arrivare al papato.

Ma questo non era abbastanza,
ben oltre volevo andar io,
in alto io feci un'istanza:
io chiesi di essere Dio.

Ma questo non mi fu concesso,
sembrò a tutti esagerato,
l'amor per le donne ed il sesso,
non l'avevo considerato!

Così, buttai tutto nel retro,
avanti andai nella danza,
non più le campane di Pietro,
udivo a ballar nella stanza.



14 commenti:

  1. ... lui, il PD e tutta la classe politica degli ultimi trent'anni, sono l'esatto specchio del decadimento totale di una cultura.
    Ricordano, tutti insieme, i tempi nefasti di Eliogabalo ...
    Saluti
    Piero

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    1. Ottima osservazione, che riguarda l'intero Occidente, non solo l'Italia.

      Eliogabalo, il giovane imperatore pervertito che fu ucciso dai suoi soldati.

      Noi chi abbiamo?

      Il generale Figliuolo!

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  2. Zenzero potrebbe gareggiare con Roberto Benigni prima maniera, e Carlo Monni, quando, decine di anni fa, improvvisavano inesauribili rime, nelle case del popolo, nelle fiere paesane. Talenti naturali, mostri di sapere e di cultura. Il Monni rifiuto' il sistema mantenendo un basso profilo. Il Benigni ci si è invischiato fino al collo...

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  3. Posso concludere il poemetto,con l'ultima quartina:

    Lo so sono ben stagionato,
    ma pria che la morte mi giunga,
    ce l'ho tutto brutto e tarlato,
    ma ballo il mio bel Bunga Bunga.

    Zenzero

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  4. Anelo a un inferno in mutande
    E cene eleganti, e poi grande
    Tra vulve e sederi ammucchiata,
    La carne val più di insalata...

    Purtroppo, anche volendo, non potremmo partecipare alle fiere paesane senza grinpass...

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    1. Lo facciamo qui.

      "Tra vulve e sederi ammucchiata,
      La carne val più di insalata..."

      Ah ah ah ah,
      ma chi ci ferma più?

      Paese passato alla storia
      con Giotto ed il gran Raffaello,
      or tu passerai alla memoria,
      per l'arte sublim dell'uccello

      noi fummo una grande nazione,
      Leopardi, Montale e Trilussa,
      ma or cambia la narrazione,
      il regno sarem della mussa.

      Per l'ultimo lemma (mussa) chiedere a Piero.

      Zenzero


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    2. ... mussa, termine dialettale genovese che può avere vari significati: bugia (hai detto una mussa), quando uno/una non sono mai contenti (sei pieno/a di musse) e organo genitale femminile.
      Alternative a mussa, intese come organi genitale femminile, sono:
      Cilla per aristocratici e guersa per portuali/popolani
      Saluti
      Piero

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  5. La mussa non è appariscente,
    A volte in estate si sente,
    Si avverte il suo magico afrore:
    Da stolti appellarlo sudore!

    Io ebbi i natali in Brianza
    Di mussa mai n'ebbi abbastanza,
    E quando il pisell venne meno
    Mi feci impiantar quello alieno..

    E grazie all'amica pompetta
    Potei conquistar l'attricetta,
    Mai stanco di infligger stoccate
    Lasciai le mie donne appagate..


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  6. Mauro, fra io e te sembriamo la succursale della Trattoria allo Sporcaccione.

    Zenzero

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  7. Bramieri diceva che solo le barzellette scollacciate fanno ridere...

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  8. Citazione:

    "Mauro, fra io e te sembriamo la succursale della Trattoria allo Sporcaccione"



    Basta!

    Io mi arrendo!

    :-)

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  9. Mi ritiro per lancio o getto della spugna. Ai punti avrebbe vinto Zenzero... Mi allenero' per future giostre ritmate..

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  10. Ma guarda, Mauro,
    che quella della pompetta è fantastica....
    come si fa con le piscinette dei bimbi....
    a Silvio, poi non dire che non ti teniamo in palmo di mano

    Zenzero

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