venerdì 15 gennaio 2016

Parli del Demiurgo e spuntano le corna



Solo dopo quasi dieci anni dacché vengo in Madagascar ho fatto il collegamento tra il modo con cui i malgasci dicono Sì e il significato recondito della parola. Ciò che per i francesi è “oui”, per i malgasci è “eka”, che esotericamente parlando ricorda Ecate, altro nome di Diana, o Lilith, la dea della follia oltre che della caccia, amica di ladri e lunatici. Ecate è radice etimologica di ecatombe, che sinistramente parla di molti morti e non ha un significato allegro. Quando i malgasci rispondono “eka”, non intendono dire no; intendono proprio sì, ma l'inversione semmai sta nel fatto che il Madagascar non è quel paradiso che viene descritto dalle agenzie viaggi, bensì un inferno, per gli animali di sicuro, ma anche per gli uomini. E' come se il Demiurgo, a cui piacciono tanto simboli, rituali e gerarchie, abbia scelto la città di Tulear, che passa sulla linea del Capricorno, come sua sede privilegiata, insieme magari ad altre città che sorgono sulla stessa linea astronomica in altri stati, in Sudafrica, in Cile, in Australia. 



Il simbolo che maggiormente caratterizza il Demiurgo, altrimenti detto Satana, sono le corna, che abbiamo visto fare da Berlusconi, dai Bush e perfino da Benedetto XVI. Qui a Tulear di corna ce n'è dappertutto, cominciando da quelle in cemento che segnano il monumento al Tropico del Capricorno (foto Maurizio Martinelli), passando anche per quelle portate dagli zebù viventi e quelle esposte, rinsecchite, sulle porte d'ingresso di alberghi e ristoranti (anche il Peter Pan di Anakao ce n'ha un paio). Per non parlare delle tombe Mahafali. Sul tronco di un albero dell'hotel Manatane, a pochi metri da dove sono alloggiato, c'è addirittura una testa intera di zebù, con tanto di occhi di vetro, e nel cortile della polizia di Fianarantsoa, di corna appese ad alcuni alberi, ce ne sono diverse.


Altro segno distintivo di Saturno, cioè del Demiurgo, è il sole alato, di cui ho parlato in un articolo precedente e che continuo a vedere in giro su magliette e altri ammennicoli. Il sole alato – lo ribadisco – non è Nibiru, ma Saturno con i suoi anelli e le ali rappresentano proprio quelli, così come furono interpretati dagli astrologi del passato, che disponevano di telescopi di tipo moderno, a dispetto delle menzogne che ci hanno raccontato a scuola. E che cos'è una menzogna se non un'inversione della verità? Che il mondo sia dominato da mentitori spudorati è lapalissiano, da personaggi come Monti che ci dicono: “La crisi è finita” o come Erdogan che accusa Putin di sostenere l'ISIS. Ma che questi mentitori psicopatici siano servi obbedienti del Demiurgo Satana, siamo ancora in pochi a saperlo. Le ali che spuntano da un cerchio possono anche essere disgiunte dal nucleo centrale e simboleggiare una religione come l'Islam e la sua mezzaluna. Anche qui c'è un'inversione di una certa consistenza: ci dicono che Allah è misericordioso e i suoi seguaci la misericordia non sanno neanche dove stia di casa.


La maglietta pubblicitaria di una bibita energetica, indossata da un ragazzo al Bazary Be, mostra un paio di alucce graziose ai lati di un cerchio con all'interno quella che dovrebbe essere la “emme” di Monster, ma che sembra più il graffio di un diavolo. Che sostanze metteranno in quelle bibite, la più famosa delle quali è la Red Bull? Se lo scopo degli Arconti e del Demiurgo è di instupidire la gente, potrebbero non essere del tutto salutari bevande di quel genere. Potrebbero danneggiare il cervello. Io non le ho mai assaggiate, ma temo che presso gli sportivi vadano di moda. Del resto, io dovrei essere l'ultimo a scagliare l'anatema giacché sono un consumatore di alcolici come la maggior parte della popolazione umana, musulmani sinceri esclusi.


Ai demoni piace la morte, il caos, il conflitto, la disperazione, l'odore di putrefazione e qualunque altra cosa che possa terrorizzare uomini e animali. Si dice che tali entità intelligenti traggano sostentamento dalla paura e dal dolore. Qui a Tulear ne trovo in continuazione e in abbondanza, sia l'una che l'altro. Vedo la paura e il dolore negli occhi degli zebù bastonati per fargli tirare il carretto, lo vedo nel pollame trasportato per le zampe e sbatacchiato di qua e di là, lo vedo nei gatti spelacchiati legati con un cordino al collo presso alcuni chioschi e nei cani investiti dalle automobili e abbandonati a se stessi nel caso sopravvivano, lo vedo negli uccelli presi di mira dalle fionde dei ragazzini, ma lo vedo anche nella disperazione domenicale dei molti ubriachi che crollano al suolo lì dove si trovano, se non hanno qualche giovane parente che li accompagni a casa barcollando. 

Vedo la paura di Tina quando mi parla dei malaso, i banditi, e le conseguenze di tale sua paura: ante delle finestre chiuse la notte con 38 gradi di caldo, gite e passeggiate vietate per colpa dei malviventi, timore atavico di superstizioni irragionevoli, troppo radicate in lei per essere eliminate. E questi sono solo gli esempi soft di una paura cronica diffusa nella popolazione. Il simbolo più eloquente della morte è il teschio, adottato da pirati e SS nazisti. E il Demiurgo sembra aver sparso teschi un po' dappertutto, qui a Tulear: sulle immancabili magliette di fabbricazione cinese o sui caschi da motociclista e gli skate board, anche loro di produzione cinese. Verrebbe da pensare che il Demiurgo abbia stretto un accordo commerciale con le ditte cinesi esportatrici di merci in Africa, affinché i suoi simboli vengano accettati dalle giovani generazioni. 



Così che possano familiarizzarsi con la morte. Magari in tal modo possono anche esercitare un'influenza occulta sulla mente di chi indossa un capo di abbigliamento o di chi si serve di qualche mezzo meccanico sportivo dotato di tale emblema. 





Il diavolo fa tendenza e la farà sempre di più. Ho visto anche magliette con la piramide massonica monoculare e non mi stupisco che tutta questa simbologia venga dalla Cina, il cui simbolo è il drago, parente stretto dell'Originale Serpente di cui parla la Bibbia. L'apoteosi dei simboli li ho visti sulla schiena di un ragazzo al mercato di Betania: ci sono croci rovesciate, pentacoli e perfino una svastica. Tutta roba luciferina. Tante sono le aquile ad ali spiegate, che vedo ogni giorno in circolazione, con o senza la bandiera americana, ma l'aquila altro non è che la Fenice, simbolo di morte prima ancora che di resurrezione. Se fosse un simbolo positivo, raffigurante il ritorno in vita dei morti, il cristianesimo l'avrebbe fatto suo, ma così non è stato.




Resta quindi per me, l'aquila/fenice, un simbolo negativo di morte, sotto mentite spoglie. Giacché questa è la regola prima: il camuffamento, la dissimulazione e l'inganno. E' così da secoli. E quindi anche le magliette con l'aquila vanno ad aggiungersi al già ricco armamentario di simboli arcontici. Mi piacerebbe sapere se anche a Limpopo in Sudafrica, ad Antofagasta in Cile e ad Alice Springs in Australia c'è un'invasione di simboli demoniaci come a Tulear. Ma io non ho la possibilità di verificarlo.

8 commenti:

  1. Due gay si riproducono tramite un utero in affitto di una madre surrogata...: ma chi ha escogitato questa legge, l'alieno Rettiliano che una notte sì e una notte no viene a fecondare la mia fidanzata per incistarle in pancia il suo figlio - feto e poi strapparglielo? Billy the Kid

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    1. Stai parlando sul serio o per metafora?


      Tu hai rapporti con rettiliani?
      Tuo malgrado, immagino.....

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    2. Per metafora riguardo ad una mia per ora inesistente fidanzata...ma il paragone, l'analogia, l'ho notata sul serio... Billy the Kid

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    3. Peccato che tu non abbia rapporti con i rettiliani. Avresti potuto presentarmene qualcuno. Sai che carattere hanno le loro femmine?



      :-)

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    4. Io sono ben felice di non avere alcun rapporto con i Rettiliani (almeno spero)! Ho la vaga impressione che abbiano un carattere di cacca! Billy the Kid

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  2. La morte programmata del Framassone Bowie è stata l'apoteosi di tutto ciò... Bowie, figlio della Polvere delle Stelle, Bowie l'alieno... Bowie l'androgino pansessuale... Billy the Kid

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  3. ad alice springs ci sono stato circa 16 anni fa,la cosa che mi ha colpito è stato l'alcoolismo dilagante negli aborigeni del posto e il trattamento riservatogli dalla polizia......
    posto impestato da serpenti velenosi.

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    1. La disperazione degli aborigeni, la prepotenza della polizia e la presenza di serpenti potrebbero essere i punti di collegamento con il Dominio di Satana rettiloide.

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