domenica 5 febbraio 2017

Innocenti come bambini addormentati


E’ facile fotografare gente che dorme per strada, in Madagascar. Non si coprono il volto quando vedono l’obiettivo, non si voltano dall’altra parte, sono spontanei come i morti. E non c’è bisogno di dargli una mancia per averli fotografati. La domanda che sorge spontanea è: come mai tutta questa gente, bambini, giovani, adulti e vecchi, sia uomini che donne, dormono per strada in Madagascar? La cosa non piace a tutti. E infatti, io oggi non me ne sono accorto, ma Tina ha addirittura polemizzato con un signore che mi ha visto fare la foto a una donna addormentata all’ombra di un palo della luce e che brontolava perché un vazaha si era permesso di fotografarla. Forse pensava che anche le persone addormentate fanno parte dei segreti militari di una nazione al pari di polveriere, caserme, uffici ministeriali, posti di blocco della polizia e che io potessi avvantaggiare qualche potenza straniera fornendole la mia foto. Di fatto, Tina gli ha risposto per le rime. Il motivo del suo malumore, nel vedere uno straniero che fotografa una situazione di degrado, sta proprio nel fatto che non è una cosa bella da vedere. Ma, se non è bello che una donna dorma sotto un palo della luce, non ti lamentare con chi la fotografa, ma con i politici che non fanno nulla per evitare che ciò accada. E’ lo stesso ragionamento di quando su Facebook qualcuno pubblica foto di animali massacrati: c’è sempre qualcuno che chiede di rimuovere tale foto disturbante. Al che si risponde: se ti dà fastidio vedere animali uccisi per divertimento, aiutaci a far finire la caccia e non a proibire che le foto vengano pubblicate. Altrimenti, è come mettere la testa sotto la sabbia.




Le persone che si possono trovare addormentate sui marciapiedi a tutte le ore del giorno (di notte ovviamente non vado in giro) si dividono in due categorie: i “katramine”, discendenti degli schiavi della monarchia ottocentesca, che vivono tutta la loro esistenza all’aperto questuando, e gli ubriachi. Questi ultimi crollano lì dove si trovano e piombano in un profondo sonno disintossicante, avendo un’alta percentuale di alcol nel sangue da smaltire. Anche il nostro ex guardiano Savoritake, che stava venendo a prendere servizio quando abitavamo ad Akenta, non ce l’ha fatta ad arrivare fino al suo giaciglio sotto la nostra veranda e Tina lo ha trovato addormentato sul sentiero pieno di immondizia, senza avere però il coraggio di intervenire facendolo alzare. Lì è rimasto tutta la notte.




I bambini “katramine” si trovano in tutte le città del Madagascar. Si posizionano nei punti strategici dove possono elemosinare qualche soldino: le stazioni dei taxi brousse, le vie pedonali di intenso traffico, i giardini pubblici. Incredibile la loro capacità di dormire sotto il sole, in piena luce e con il rumore del traffico di sottofondo. Ancora più incredibile il comportamento di certi mendicanti che si siedono e dormono sul marciapiede all’interno del tunnel di Ambohidahy, a Tanà, e per tutto il giorno e per tutta la notte respirano i gas di scarico delle macchine, che a volte si fermano con il motore acceso a causa degli imbottigliamenti.




A Tulear c’è una libreria delle edizioni Paoline, gestita da suore. Fuori dall’ingresso stazionano regolarmente giovani mendicanti, sperando di trovare una suora “soafanay”, letteralmente di buona anima, ma la maggior parte di esse, viceversa, sono “razfanay”, di anima cattiva. Quasi mai ricevono un obolo dalle suore libraie e, nel frattempo, si addormentano sulle mattonelle della pavimentazione. Vite inutili che andrebbero aiutate a rimettersi in carreggiata, se mai esiste una carreggiata per chi è nato su un marciapiede. Eppure, in Madagascar è pieno di missioni cristiane, con tanto di dormitori, mense e collegi per gli studenti. Ma se dici ai bambini mendicanti di andare a mangiare presso quelle strutture, non ci vanno. Preferiscono la vita randagia. E’ pieno di costosi fuoristrada che circolano vuoti a destra e a sinistra, con sulla fiancata i loghi della Ue o della Usaid, eppure la povertà non diminuisce di una virgola. E quindi, dov’è l’inghippo? Dove viene dirottato il denaro dei contribuenti europei ed americani che in teoria sarebbe destinato alla povera gente? Questa non è una semplice domanda. Questa è LA domanda.




2 commenti:

  1. servono a mantenere le associazioni umanitarie....almeno di facciata,si sa ormai che sono enti non profit finanziati da stati...
    una specie di stay behind che mantiene contatti sul territorio che dovrebbero aiutare umanitariamente.

    michy

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