giovedì 3 novembre 2016

In tutta Italia nascono comitati per il NO




Oggi tante aziende chiudono per una pressione fiscale al 64%, per l'insensatezza degli studi di settore, per l'inettitudine di politici che non hanno saputo porre rimedio, per aver penalizzato settori strategici per le economie dei nostri territori a favore di una miriade di centri commerciali. I nostri giovani sono costretti ad emigrare mentre l'Italia viene riempita di migranti, considerati la risorsa per questo paese, e chi rimane ha la prospettiva di un lavoro con stipendi da fame. Fa rabbia assistere dell'arroganza del nostro Presidente del Consiglio in contrapposizione alla Caritas che denuncia l'aumento della povertà in Italia. 


Questo Stato ha dichiarato guerra ai piccoli imprenditori, alle famiglie, ai giovani, agli anziani, ed allora si arriva alla depressione, alla frustrazione, al senso di fallimento, che ci logora la mente e ci stringe il petto, come per la morte di una persona cara. La povertà è dietro l'angolo, e purtroppo in tanti si apre la porta dello scoramento e dei cattivi pensieri, per cui tanti sono arrivati a gesti estremi. Chi non è arrivato a questo deve dire grazie alle persone che ha a fianco, familiari ed amici, che fanno da cuscinetto e da valvola di sfogo. Il mio chiamatelo uno sfogo, e me ne scuso, ma è quello che si sente in giro, ed allora vi esorto amici miei, a unirci e ribellarci a tutto questo, prima che sia troppo tardi. Sono stato incaricato dal "Coordinamento Provinciale Caltanissetta. Referendum: NOI VOTIAMO NO" di coordinare il comitato del NO per San Cataldo. Se condividete il mio pensiero, se avete un minimo di fiducia in me, se avete voglia di lottare, se avete voglia di sognare un paese migliore, datemi una mano. Grazie di cuore.

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