Testo di Paolo Sensini
RAI, di tutto di più: dalla squillante voce di Piero Marrazzo,
già presidente della Regione Lazio con ampio stuolo di trans a sua
disposizione, ben pagati con i soldi dell'erario, ora corrispondente
da Gerusalemme per la RAI, veniamo a sapere che "Bashar al-Assad
ha fatto largo uso di forni crematori contro migliaia di oppositori
nel penitenziario di Saydnaya, 50 chilometri a Nord di Damasco".
Le prove? Voci diffuse da Stuart Jones, responsabile per il Medio
Oriente del Dipartimento di Stato americano, ma al momento il grado
di attendibilità si attesta sul "si dice". Un "si
dice" che potrebbe costare un bel po' di bombe, magari
constatando subito dopo che si era trattato dell'ennesimo bluff per
scatenare una nuova guerra umanitaria. Tutto questo però basta alla
Tv di Stato per dare pieno credito e diffusione a chiacchiere su
ipotetici "campi di sterminio" siriani, senza procedere a
una minima verifica se accuse di tale gravità non rientrino nel
novero delle "fake news". È stato sufficiente che lo
riferisse un giornalista del calibro di Marrazzo, uno che di
situazioni scabrose se ne intende parecchio, e tanto basta.
mi piacerebbe sapere il costo e il tempo di 50 o più cremazioni al giorno.
RispondiEliminaChssà se i giornalisti che han riportato la notizia sono in grado di fare questi calcoli.
Si vede lontano un miglio che è una fake news. Anzi, più del fumo di bruciato, si sente il ...."fetor judaicus".
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