domenica 8 dicembre 2019

Ritorna, in Europa, l'asse franco-prussiano



Dopo le illuminanti parole dell'altro ieri di Vittorio Feltri, che abbiano avuto il piacere di riportare in un articolo di politica nazionale, scopriamo adesso un altro aspetto inquietante del MES. Da Bruxelles dicono che il MES, cioè il Meccanismo Europeo di Stabilità, meglio noto come Fondo salva-Stati, sia uno strumento potenzialmente utile per tutti i Paesi d’Europa, oltre che rappresentativo delle esigenze dei singoli governi. Eppure, se diamo un’occhiata al Management Board dello stesso MES, notiamo otto personaggi attivi nel mondo dell’economia e della finanza, tutti rigorosamente non italiani. 



Vediamo chi sono
Il ruolo di Managing Director è ricoperto da un tedesco, Klaus Regling, lo stesso che viene anche soprannominato “il Re d’Europa”, forse non a caso visto il potere che possiede grazie a questa carica in vigore fino al 2023. Proseguiamo e leggiamo gli altri nomi, un misto tra francesi e tedeschi. David Eatough è General Counsel, Rolf Strauch è lo Chief Economist, Christophe Franklen è il Deputy Managing Director and Chief Risk Office, Kalin Anev Janse è lo Chief Finanzial Officer. I rimanenti due posti, cioè quello di Chief Operating Officer e Chief Corporate Officer, sono affidati rispettivamente ai francesi Sofie de Beule-Roloff e Francoise Blondeel.

Quindi, un Management Board totalmente franco-tedesco. Una domanda sorge dunque spontanea, indipendentemente dai nuovi meccanismi che si vogliono implementare. Com’è possibile che il MES possa fare gli interessi di tutta l’Europa, Italia compresa, se il suo Consiglio di Amministrazione è composto solo da personaggi tedeschi e francesi?

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