venerdì 21 febbraio 2014

Il mio sogno nel cassonetto

 
Mi piacciono gli animali, anche quelli, come i cani, che mangiano carne e, analogamente, mi piacciono gli africani, anche quelli, come mia moglie malgascia, che si comportano da selvaggi. Sarà forse un desiderio inconscio di punirmi, di fustigarmi, ma io mi sento spinto  ad andare laggiù in Madagascar, in mezzo a selvaggi che distruggono il loro stesso ambiente, si danneggiano gli uni gli altri e, ciliegina sulla torta, maltrattano e uccidono gli animali, sia domestici che selvatici. Del resto, succede la stessa cosa anche da noi, nel civilizzato Occidente, solo che da noi è più sfumato – riusciamo a schivarne la brutalità – mentre in Africa la crudezza della crudeltà è sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole, come se macellare uno zebù o i ladri di zebù fosse la cosa più naturale del mondo. Tina ha provato a vivere in Italia. Abbiamo cercato lavoro insieme, nonostante il periodo di crisi che stiamo vivendo in questa decadente Europa (o dovrei dire Italia?), ma non c’è stato verso di trovare uno straccio di lavoro, né per lei trentenne, né tanto meno per me cinquantenne. E poi sentiva anche un po’ di nostalgia di casa, del suo villaggio di canne costruito sulla sabbia. E forse anche della sua figlioletta Annika. Diciamolo chiaramente: qui da noi Tina non stava bene e prima che prendesse un piccone e andasse a spaccare la testa a qualche ignaro passante, l’ho caricata su un aereo e l’ho rimandata a casa sua. Ciò che dovrebbero fare tutti gli africani attualmente in Italia. Indi per cui, sarò io ad andare da lei, nel futuro che mi resta ancora da vivere, e mi farò bastare una capanna di canne costruita sopra la sabbia. Vicino al mare, pensieroso e filosofico. Va anche bene, adesso, perché sta diventando sempre più di moda fuggire da questo martoriato paese, che gli Illuminati hanno deciso di devastare. Addio Italia! Addio mondo crudele!

12 commenti:

  1. Guarda che tutto il mondo è paese, alla fine.
    Tu credi di sfuggire a qualcosa andando via da un posto, ma ti becchi qualcosa in un altro, se non quella cosa, sempre comunque bisogna pagare il fio di esistere....
    per il solo fatto di essere nati e vivere si deve pagare il dazio, ovunque si vada.
    Non te lo dico per demoralizzarti, ma perché è quello che penso.....
    poi , io mi auguro di essere smentita, in casi come questi,
    è una delle poche volte in cui spero di sbagliare.
    P.S.
    Gli illuminati sono come la muffa, le spore le trovi ovunque, temo.

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    1. Ti ringrazio. Non ho mai visto scie chimiche in Madagascar, ma tubercolosi, lebbra e corruzione.
      Non ho mai subito rapine violente, ma ho sentito notizie che fanno accapponare la pelle, di fatti di sangue che hanno visto protagonisti poliziotti, ladri e gente comune.

      Se noi qui siamo insicuri a causa del futuro economico e sociale che si prospetta per l'Italia e per l'Europa intera, in Madagascar la gente è insicura a causa della criminalità artigianale dei banditi, che sono mossi dalla fame più che dall'avidità.

      E quindi, sia nell'opulento Occidente, che nel Terzo Mondo, la vita è piena d'insidie. Meglio dunque aspettare il proprio destino stando seduti di fronte al mare mutevole, con una birra ghiacciata nella mano sinistra e una Smith & Wesson nella destra.
      Tra uno scontro a fuoco e l'altro, ci può essere spazio per la lettura di un buon libro, le carezze di una compagna di sventura e qualche mail spedita agli amici lontani.
      Se ce ne sono.

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    2. Hai ragione Roberto: meglio laddove la cosiddetta "civiltà" è ancora ai primordi: la vita è più diretta e meno virtuale. Si sente ancora il puzzo della natura, vivaddio! Meglio sentire il puzzo che non sentire più nulla, nella nostra dorata ANESTESIA...g

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    3. La cosa difficile, a livello pratico, è tagliare i ponti con il passato, magari mantenendo attivo solo il collegamento tramite internet, così da affiancare la vita convulsa virtuale ai manghi e alle banane che fanno bella mostra di sé sul tavolino di fronte al mare.

      Illudendosi di essere in paradiso.

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  2. Tira più un pelo di f... che una coppia di buoi.
    Auguri... e divertiti, la vita è breve.

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    1. Sapevo che l'avresti buttata sul prosaico!

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    2. Ma là e in certi pochi altri posti almeno ancora la danno, particolare nient'affatto trascurabile...g

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    3. Billy, business is business.
      Anche questo è un particolare non trascurabile.

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    4. Ah, il principale cavallo di Troia massonico, la MONETA, sterco di Satana, ha dunque così contagiato in profondità le menti degli uomini (e delle donne, sarebbe il caso di dire)? Allora è proprio vero che gli Illuminati li butti fuori dalla porta e rientrano dalla finestra...del vil danaro!

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  3. Donne e buoi..!!....... auguri Giada

    ps Ma allora chiuderà il suo Blog.?

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  4. Ah! dimenticavo: mi dispiacerebbe molto! Giada

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    1. Si può fare a meno sia delle donne che dei buoi, cioè tralasciare la vita di coppia e il lavoro, in ossequio al detto benedettino: "Beata solitudo, sola beatitudo".

      Non è proprio così perché......"No man is an island".

      E con questo penso di aver finito i luoghi comuni.

      :-)

      P.S.
      Per quanto la tecnologia indigena me lo consentirà, non chiuderò né il presente blog, né le due pagine Facebook che sto gestendo.

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