venerdì 16 giugno 2023

Cacciatori e agricoltori non tollerano competitori


Fonte: Il Messaggero

Sale il bilancio degli animali protetti, tra lupi, grifoni e corvi imperiali, che hanno perso la vita in Abruzzo,  a causa del veleno disseminato nei boschi, in località Olmo di Bobbi, nel Comune di Cocullo. I  grifoni, che si sono cibati delle carcasse contaminate, hanno avvelenato, a loro volta, anche i propri piccoli, custoditi in luoghi inaccessibili all’uomo. Sono stati i carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro, attraverso le osservazioni con attrezzature specifiche, a individuare, all’interno di un sito di nidificazione, due pulcini, purtroppo,  deceduti. Le attività investigative  risultano alquanto complesse, ma dalle analisi dei reperti, (la prova materiale) e dai risultati restituiti dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, sarebbero emersi elementi importanti, utili alle indagini. Nei giorni scorsi, si è svolto un briefing,  tra tutte le forze in campo, per fare il punto della situazione e concordare altri interventi mirati.  Gli inquirenti, stanno seguendo più percorsi, approfondendo, ulteriormente, le indagini. Il movente sarebbe chiaro: gli animali protetti, sono stati uccisi con il veleno, perché considerati competitori nell’attività venatoria, o nocivi per il bestiame e le coltivazioni. Le operazioni di bonifica dell’area interessata al fenomeno, sono state completate. Continuano, invece,  le attività di sorveglianza discreta e preventiva. Così come le ispezioni in diverse aziende, alla ricerca della compatibilità della sostanza di nome Phorate, miscelata nella carne esca. Stiamo parlando di un insetticida, impiegato, generalmente, in agricoltura intensiva, identificato in laboratorio. 

4 commenti:

  1. È stato il gesto di un bastardo (o bastardi) maledetto. A memoria d'uomo non si era mai verificata una strage così in quella zona. Nessuno crede al coinvolgimento di agricoltori od allevatori.

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    1. Lo psicopatico ci può sempre essere, ma i principali indiziati sono agricoltori, allevatori e cacciatori, perché vedono nella fauna selvatica, specie nei predatori, dei concorrenti. E' sempre stato così, per una questione di mentalità, di ragionamento semplice ed immediato.

      Tanto è vero che fino agli Anni Cinquanta e Sessanta, gli uccelli rapaci, compresi gli avvoltoi, erano considerati nocivi e i guardiacaccia stessi erano incaricati di ucciderli.
      Fu solo nel 1971 che i rapaci vennero protetti dalla legge, ma le stragi continuarono, specie quelle tradizionali come nelle stretto di Messina, con la caccia agli Adorni (falchi pecchiaioli).

      La mentalità tradizionale è dura da scomparire.

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  2. La zona dove è avvenuta la strage ha poco o nulla di allevamento ed agricoltura, per la sua natura bella ed impervia. La caccia è praticamente inesistente. Ma gli psicopatici sicuramente frequenteranno quei posti. La vox populi parla di sfregio inutile ed incomprensibile.

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    1. Forse qualcuno vuole acuire il divario fra rurali e cittadini, già in atto in Trentino. Divide et impera. (Freeanimals)

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