martedì 30 gennaio 2018

Giornalisti asserviti alle banche, anche i presunti alternativi


Testo di Paolo Sensini


L'utilizzo del denaro contante, ovvero gli ultimi centimetri di pseudo libertà che ancora rimangono, è per taluni imbonitori televisivi il maggiore responsabile dei mali della società. Chi lo dice? Milena Gabanelli, l'eroina del giornalismo d'inchista della tv di Stato ora passata a libro paga del Corriere della Sera. Sempre governativa, Milena, la santa paladina degli "italiani senza voce". È lei stessa a sostenere che la "grande evasione fiscale non passa per il contante", ma nonostante ciò - insiste Gabanelli - è "di fondamentale importanza che comunque sia abolito e tutto venga tracciato". A quel punto la sottomissione dei cittadini al duo Stato-Banche sarà completa, con buona pace dei cantori delle libertà immaginarie propagandate da ciarlatani catodici. La strada dell'inferno è sempre lastricata di buone intenzioni, recitava uno che se n'intendeva. Perché di questo si tratta: la riduzione dei cittadini a schiavi sorvegliati - e puniti - in ogni aspetto della loro vita.

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