sabato 16 febbraio 2019

Tra terroni e polentoni non c’è partita


Il personaggio della vignetta dovrebbe essere Luca Zaia, governatore del Veneto. Quelle poche volte che l’ho sentito parlare in tivù mi è sembrato una persona garbata, oltre al fatto che i politici sanno bene che un certo linguaggio triviale causerebbe l’immediata fine della loro carriera. Da una vita vivo in Friuli e – giuro – non ho mai sentito nessuno dire: “Terroni di merda!”. Da bambino ho sentito mio padre mugugnare nei confronti dei meridionali che….. “ci portano via il lavoro”, ma mai più di qualche lamentela è uscita dalla sua bocca. Oltretutto, aveva anche ragione, poiché tutti i posti statali di responsabilità, dal Provveditore agli studi, ai prefetti, dai dirigenti di poste e ferrovie, ecc. erano (e sono) in mano ai meridionali. Nelle altre regioni non so, ma posso immaginare che sia la stessa cosa. 


A questo dato di fatto si potrebbe rispondere che in Meridione ci sono tanti laureati, a differenza del Friuli che ne ha pochi e che se i concorsi funzionano a dovere e si soprassiede a una fisiologica percentuale di raccomandati, non si capisce perché, se sono bravi, questi meridionali non debbano ricoprire il ruolo di prefetti, provveditori agli studi, direttori delle poste e delle ferrovie, ecc. Vuol dire che lo meritano. Del resto, l’università a Udine è stata fondata solo nel 1978, e dopo una certa lotta popolare, come se qualcuno avesse decretato che i giovani friulani dovessero fare o i contadini o gli operai. L’università l’abbiamo da 41 anni, ma la situazione non è cambiata. Faccio solo un esempio numerico, per capirci: i friulani sono 900.000, ma i siciliani sono milioni. Non possiamo competere. Non c’è partita!

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