martedì 14 ottobre 2014

E se la mente fosse un oceano immenso?

  

In superficie il vento (spazzatura di oggigiorno) crea le onde (dialogo interiore, emozioni fasulle, arrivismo, passato e futuro). In profondità – raggiungibile con la meditazione – troviamo la pace (silenzio, assenza di disturbi, sensazioni vere, saggezza, potenza senza limiti). Sono stati fatti parecchi esperimenti: se in una città c’è un congruo gruppo di persone che medita, il tasso di criminalità scende del 25%. Si dice che gli “indios” non videro subito le caravelle di Colombo. Solo uno sciamano (con la mente particolarmente aperta) riuscì a notare che l’acqua era increspata. Dopo ore di attenta osservazione riuscì a vedere le caravelle e ad avvertire il resto della popolazione: anche loro quindi riuscirono allora a scorgerle. La mente non riesce a vedere ciò che non ha ancora visto: false credenze le impediscono di riconoscere cose di cui non ha conoscenza. Il mondo che vediamo è illusorio: le vibrazioni che ci arrivano dall’esterno vengono interpretate dalla mente che le “trasforma” in oggetti – che in realtà non esistono, se non ai nostri occhi.
Le emozioni sono causate da pregiudizi e credenze della mente superficiale tramite il dialogo interiore: le sensazioni sono invece frutto della mente profonda.


Esistono vari livelli: sonno, sogno, veglia, stato meditativo… questi sono soltanto i primi quattro… e poi?
Cos’è la mente profonda se non un osservatore silenzioso?
Va eliminato l’attaccamento emozionale al soddisfacimento dell’esperienza stessa: necessitiamo di un distacco, cioè di un equilibrio tra il non negarsi nulla e il non abbandonarsi a nulla.
Ma allora come eliminare lo “sfidante”? Come far tacere la mente superficiale con il suo odioso chiacchiericcio? Con la disciplina (spesso rara e discontinua), cioè il decidere di agire consapevolmente, agire senza aspettative e accettare con serenità qualsiasi risultato.
Gli elementi da tener presente sono: energia, consapevolezza, attenzione.
Dove vogliamo stare?
Creazione consapevole o deriva inerziale?
Disciplina o abitudini?
Non attaccamento o tossicodipendenza emozionale?
Al principio della “spirale di depotenziamento“, c’è l’immagine della mente superficiale.
La disciplina deve essere indirizzata su due aspetti:
- la non espressione delle emozioni negative (originate dal pensiero negativo)
- la riemersione della mente profonda.

L’emozione negativa dissipa energia, va quindi espressa, ascoltata, accettata e lasciata andare.
Negli stati di emergenza (paura di morire, terremoto, incendio…) la mente di ferma e si vive nell’adesso.
Cosa siamo veramente? Chi sono io?
Io sono silenzio interiore: il silenzio interiore è il vero obbiettivo della meditazione.
Errore cartesiano: “Penso dunque sono”. Il pensiero non è consapevolezza e l’identità non va confusa col pensiero.
L’attenzione non va quindi posata sui pensieri della mente superficiale, ma sulle percezioni dell’istante presente raccolte dai nostri sensi.

RIASSUMENDO
Cos’è la piramide della riconquista? Ci sono quattro fattori essenziali:
- disciplina
- non espressione delle emozioni negative
- riemersione della mente profonda
- silenzio interiore

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