Testo di Giuliano
Lebelli
Napoli,
14 gennaio – Cento immigrati della Costa d’Avorio assaltano un negozio di cinesi.
Sullo sfondo, la città di Napoli, ma poteva essere qualsiasi altra città
italiana. O francese. O tedesca. Tanto ormai l’Europa fornisce il campo da
gioco, ma i giocatori vengono da fuori. Tutto
è accaduto in piazza Garibaldi, quando un ivoriano è entrato all’interno di un
supermarket gestito da cinesi e si è messo a litigare alla cassa, forse per una
banalità legata al pagamento. L’africano viene malmenato e cacciato dal
negozio.
Passa poco tempo e l’ivoriano torna al negozio, stavolta con cento connazionali. Il gruppo di africani prova a entrare nell’esercizio commerciale. Contro le saracinesche del market parte un lancio di bottiglie e oggetti. Solo l’arrivo della polizia ha riportato la calma. Anche se le stesse forze dell’ordine subiscono lo squarciamento delle ruote dell’auto ad opera di ignoti.
Passa poco tempo e l’ivoriano torna al negozio, stavolta con cento connazionali. Il gruppo di africani prova a entrare nell’esercizio commerciale. Contro le saracinesche del market parte un lancio di bottiglie e oggetti. Solo l’arrivo della polizia ha riportato la calma. Anche se le stesse forze dell’ordine subiscono lo squarciamento delle ruote dell’auto ad opera di ignoti.
Alla
fine il bilancio è di un immigrato ivoriano ricoverato al “Loreto Mare” con
ferite alla testa (si tratta del tizio entrato per primo nel negozio) e di
quattro cittadini cinesi portati in caserma dalla polizia per accertamenti. Un
bilancio non grave, anche se resta l’immagine plastica di interi quartieri
delle nostre città ormai definitivamente diventati preda di qualsiasi gang
allogena.
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