mercoledì 12 agosto 2015

Un militare che ragiona come un civile


Fonte: Movisol

Il gen. Michael Flynn, ex direttore della Defense Intelligence Agency, ha concesso il 4 agosto una intervista per “Head to Head”, programma condotto da Mehdi Hasan di Al Jazeera, che ha un contenuto esplosivo non soltanto perché ha accusato l’amministrazione Obama di aver “deciso consapevolmente” di sostenere i gruppi della jihad nel costituire un Califfato Islamico. Dando voce a un raggruppamento di funzionari della Difesa e ufficiali americani, il generale ha chiesto che gli Stati Uniti pongano la parola fine alla politica di guerra, pervengano ad accordi con le nazioni dell’Asia sudoccidentale su una strategia regionale di sviluppo economico, unica azione capace di assicurare la pace. 


Il gen. Flynn ha parlato in modo appassionato, prendendo le parti di chi considera, nonostante tutto, “fattibile” la pace nella regione, e l’ha fatto evocando la necessità di una visione, di una strategia, di una giusta immaginazione! Il giudizio della storia sulla decisione di attaccare l’Iraq, nel 2003, non sarà tenero, ha detto; guardando indietro di 50-70 anni si riconoscono numerosi errori strategici che sono responsabili di molti focolai di instabilità. V’è qualcosa di sbagliato nella politica e nella strategia americana, se dal 2004 al 2014 il numero di gruppi individuati nell’elenco dei terroristi presso il Dipartimento di Stato è raddoppiato

Gli americani hanno investito più nella conflittualità, che nella ricerca di soluzioni. Hanno impiegato più droni, più bombe; hanno spedito più gente ad uccidere più gente. Tuttavia, gettare droni, “addestrare una sessantina di tizi”, sono misure tattiche, cose ottuse che possono solo portare a conflitti più ampi, mentre sono disponibili soluzioni strategiche per la regione, incentrate su un cambiamento nel sistema economico dell’intera Asia sudoccidentale. Ciò che il Gen. Flynn ha posto sul tavolo come elemento di cambiamento è una rete regionale di centri di sviluppo per l’impiego civile dell’energia nucleare, per permettere in particolar modo la dissalazione dell’acqua marina. I sauditi, i giordani, gli egiziani e, ora, i tunisini, ha sottolineato Flynn, stanno firmando contratti con la Russia, che attribuisce grande importanza allo sviluppo delle tecniche nucleari. 

L’energia dell’atomo è la forma meno dispendiosa di energia per la dissalazione, operazione necessaria per irrigare una regione così arida. Pur restando contrario agli accordi del gruppo P5+1 sull’Iran e diffidando della classe dirigente iraniana, egli sostiene che l’Iran dovrebbe essere parte di tale accordo regionale e che il gruppo P5+1 dovrebbe essere coinvolto proprio nello sviluppo regionale dell’energia nucleare. Il generale vorrebbe che si pensasse al futuro dei prossimi 10-50 anni, o anche dell’intero secolo a venire. Questo è, infatti, il pensiero strategico. Per poter sconfiggere l’ISIS e gli altri gruppi della jihad, le nazioni devono offrire alle proprie generazioni più giovani, soprattutto nella fascia dei 15-25 anni, qualcosa di utile da fare, ha insistito. L’intervista si conclude con la domanda: il generale ha in mente di candidarsi alla Presidenza? 
 

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