lunedì 8 gennaio 2018

Italiani: brutti, sporchi e cattivi


Testo di Paolo Sensini


Per propagandare un'immagine razzista e antisemita della popolazione, tutto fa brodo. Anche ricostruzioni totalmente bislacche e falsificate, fake news si direbbe oggi, come quella fornita da Mattia Feltri nell'editoriale su La Bugiarda, pardon "La Stampa". Ecco cosa scrive il figliolo del celebre Vittorio per avvalorare le sue ricostruzioni di comodo: «Un solo esempio, notissimo: nel luglio 2016 Emmanuel Chidi Namdi, trentaseienne nigeriano, fuggito dalle persecuzioni d’estremismo islamico di Boko Haram, passeggiava per Fermo con Chinyery, la fidanzata ventiseienne, quando due del posto hanno preso a chiamarla "scimmia"; Emmanuel provò a difenderla e fu aggredito con una spranga e, caduto a terra, massacrato a calci e a pugni». Un esempio, quello citato dal signorino Feltri, interamente falso e riconosciuto come tale, sulla quale anche la giustizia, supportata da ben 6 testimoni presenti sulla scena, si è pronunciata in maniera definitiva. 



Fu infatti Emmanuel ad aggredire fisicamente Amedeo Mancini dopo che costui, vedendolo armeggiare con fare sospetto insieme alla donna vicino a un'auto, apostrofò quest'ultima come "scimmia", dopodiché il nigeriano e la compagna Chinyery si scagliarono come furie su Mancini colpendolo addirittura con un palo segnaletico, il quale investito da una gragnuola di botte e preso a scarpate e morsi riuscì a difendersi con un colpo che fece cadere Emmanuel sul selciato battendo la testa, a cui non seguì alcun calcio e pugno. Fine della scena. Quindi, al netto dell'insulto "scimmia", certamente offensivo, ma che non autorizza nessuno a massacrare di botte chi l'ha proferito, a meno che per le "risorse" non vi sia una deroga legislativa speciale, l'aggressione fu dei due nigeriani verso Mancini, non il contrario. Ed è tutto agli atti processuali, come agli atti sono le false testimonianze della signora riguardo alla dinamica degli eventi, senza che però la giustizia gli abbia mai chiesto conto delle sue affermazioni. Come del resto è documentata l'affiliazione di Emmanuel alla Black Axe (Ascia nera), la spietata mafia nigeriana che sta crescendo su tutta la penisola italiana. Ma per avvalorare il solito immaginario razzista che piace tanto al mediaticamente corretto, sdoganato perdipiù in quell'occasione da una sorta di funerale di Stato in cui presenziarono nella cattedrale di Fermo la Boldrini, Maria Etruria Boschi, Sassoli e Alfano, ogni menzogna è buona. E se mentono così spudoratamente su fatti noti e sanciti in sede giudiziaria, figuratevi di cosa sono capaci su tutto il resto.

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