giovedì 2 ottobre 2014

Voglia di golpe



Testo di Fabrizio Belloni

La situazione che viviamo è pessima, anche se al peggio non c’è mai fine. E ne vedremo ancora di ore più terribili. Ci sono vari modi di affrontare il problema esistenziale di questo squinternato Stivale. Il mugugno al bar o nei salotti: scarica momentaneamente i nervi, ma è sterile come le dune del deserto. Tutti hanno in tasca la propria soluzione, che, a ben guardare, si risolve quasi sempre nella rivendicazione di interessi personali, senza una visione d’insieme e strategica. Legittima polluzione, che conta però come il due di picche.
Poi ci sono i cosiddetti “addetti ai lavori”: politici, imprenditori (?), giornalisti asserviti; pochi hanno la dignità ed il coraggio virile, di affrancare la propria umanità dal volere dell’editore. Gente, ad esempio, come il capo redattore-direttore di Canale Italia, Vito Monaco, sono l’eccezione che conferma. La riprova? Gli arrugginiti talk show necessitano di auto pubblicità martellante perché la gente li diserta: sentire la Casta che si dice brava da sola annoia e non ci crede più nessuno.


Ci sono le elezioni, mi contesterà l’imbecille di turno, inconscio schiavo del consumismo. Già, le elezioni. Fasulle e teleguidate, fanno ugualmente paura, al punto che si studiano tutti i modi per evitarle. Fateci caso: tre presidenti del Consiglio consecutivi non eletti, ma nominati dall’uomo buono per tutte le stagioni, l’ex fascista (questa volta minuscolo), l’ex filo nazista, l’ex “carrista” (ai tempi della rivolta Ungherese), l’uomo dal visto permanente per gli USA, anche ai tempi della guerra fredda, il sublime savojardo Napolitano. 

Ora anche il Senato sta per diventare “cosa loro”. Esattamente come le ….. “abolite” Province, delle quali i cittadini non possono più dare indicazioni, se non per interposta Casta.  Sulle Province nessuno fa chiarezza. Le volle e le incrementò Benito Mussolini, che aveva un’idea ben precisa ed un senso dello Stato oggi impensabile. “Tutto nello Stato, tutto per lo Stato, nulla contro lo Stato”: più chiaro di così…..
Le Regioni potevano diventare troppo potenti e condizionanti: potevano essere mine vaganti nella costruzione di una Nazione e di uno Stato che in larga parte erano ancora quasi medievali. Quindi, forza alle Province, più piccole e meno ingombranti.
La creazione dei Parlamenti regionali fu una ghiotta occasione per la Casta di allungare tentacoli e per gonfiare il portafoglio. Il loro.

E le elezioni? Verificate: l’astensionismo cresce ad ogni tornata. Dovrebbe essere un segnale etico, morale, prima ancora che politico. Per chi vuol capire…..
Inoltre l’elettorato cerca ad ogni tornata il “nuovo”, quello che dice di voler buttare tutti gli stracci per aria. Si cominciò con l’Uomo Qualunque di Giannini, passando via via per Lega, Di Pietro, Bonino, Grillo….. (cito solo quelli più conosciuti). Meteore politiche, destinate al facile tramonto, per il semplice fatto che tutti “giocano nel sistema”, non “contro” il sistema.
Inoltre a chi (come amerei sognare, se fossi più giovane e pieno di illusioni) spera in un rivolgimento, ad uno sconquasso democratico, mi permetto di far notare come l’Italia sia un Paese di anziani, e l’anziano non ha molta voglia di fare rivoluzioni: se c’è da correre, vincono gli acciacchi e l’artrosi. Il fiatone poté più della fede……

Nel frattempo l’Europa, con fatica, cercando di mantenere un aspetto almeno formalmente, “politicamente corretto” (la più grossa ipocrisia del secolo!), va per la sua strada, cioè verso il rafforzamento dell’asse Berlino – Mosca, attorno al quale rinasce la dignità del Vecchio Continente, stuprata dai cow boys yankee, violentata dal consumismo gretto e usuraio, vera mela avvelenata che i sussulti del più egoistico liberal capitalismo hanno lasciato in eredità, vera freccia del Parto. A guardare con disincanto la Storia e la Situazione attuale dell’Europa non si può mentire a se stessi: il centro di tutto è ormai a Berlino, con Mosca in attesa di subentrare, nel prossimo giro. Né hanno senso le proclamate affermazioni di democrazia, di uguaglianza di diritti, di parità di funzioni. Sono tutte tavolette, fumo negli occhi. E’ sempre e solo la volontà di potenza, il bisogno insopprimibile dell’Uomo, della sua Tribù, della sua Gente, della sua Razza, del suo Stato quello di affermarsi e di dominare. Così è sempre stato e così sarà sempre, nonostante tutti i trucchi, i rossetti, i belletti che si impiastriccino sul viso della realtà contemporanea. Certo,  i modi e le azioni sono diverse.

Ma o si capisce che non è quello che ci hanno fatto credere, il dio quattrino, a mandare avanti la storia, o si finisce nello scantinato della casa Europea, fra le cose inutili, vecchie e impolverate.
Ed in Italia?
Illudersi che un moto popolare possa cambiare la situazione, è poesia romantica e inutile.
E allora?
Bastano mille Carabinieri, magari supportati da Paracadutisti e da Lagunari, con la presenza degli Alpini, che vadano a Roma a far “baccano”. Tutto il castello di carta velina crollerebbe in mezza giornata. Io, che sono un estremista, dico che forse basterebbe un nutrito reparto di Vigili del Fuoco, con le autopompe: quelli della Casta sarebbero spazzati via come lordura civile, morale, storica e sociale. Ma il mio è solo un sogno ad occhi aperti…. Meglio i Carabinieri e le altre Forze Armate, che, preso la gestione del potere, indicano una nuova Costituente. Non prima di aver fatto pulizia della Casta, dei parassiti, della pletora di Alti Funzionari Pubblici…… tutta gente da mandare in solfatara, a scavare zolfo, per aver diritto ad acqua e cibo.
Unica soluzione. Se qualcuno ne ha di migliori….

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