martedì 12 dicembre 2017

Colpiscine uno per educarne cento


Testo di Paolo Sensini


La notizia del giorno non è tanto che Francesco Sicignano, il pensionato di Vaprio d'Adda che aveva sparato e ucciso il 20 ottobre 2015 un 22enne ladro di origini albanesi introdottosi furtivamente nella sua abitazione, sia stato scagionato dal gip di Milano Teresa De Pascale dall'accusa di omicidio volontario, ma che i giudici lo abbiano tenuto sulla graticola a rosolare per ben due anni. Un caso semplicissimo, quasi elementare, balzato agli onori della cronaca pubblica e su cui i media hanno speculato per mesi e mesi. Nonostante tutto questo, ci sono voluti la bellezza di due anni per mettere la parola fine a una vicenda che, in un paese in cui la magistratura fosse degna di questo nome, sarebbe stata chiusa in appena pochi giorni dall'accaduto. Credete sia casuale una simile tempistica? Niente affatto, serve per rendere i cittadini inermi non solo verso eventuali intrusioni di malintenzionati nella loro proprietà privata, ma soprattutto a gettarli nella più totale impotenza e rassegnazione nei confronti dello Stato e dei suoi apparati repressivi. Il messaggio che deve imprimersi a fuoco nelle menti è il seguente: non provate in nessun modo a difendervi, anche se avete tutte le ragioni per farlo, altrimenti andrete incontro a un calvario che vi segnerà per tutta la vita!

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