mercoledì 20 dicembre 2017

Il Natale al tempo dei licenziamenti


Testo di Claudio Nicola

Auguri a chi non ha un lavoro; auguri ai miei dieci amici e parenti lontani che il 23 dicembre verranno licenziati perché oggi è fuori moda garantire le ferie di Natale, oggi si licenzia e (forse) si riassume il prossimo anno; auguri a mia sorella che perde il lavoro sotto Natale; auguri a me che questo Natale verrò licenziato e da un anno non so se riuscirò a pagare le bollette o meno; auguri agli impiegati statali che dicono agli LSU "non vedo l'ora che tu venga licenziato" (sentiti personalmente, e sono tanti) perché sono degli intrusi nel loro regno; auguri ai politici che ridono in TV mentre i terremotati vivono in condizioni estreme e presi in giro; auguri ai sindacalisti che qualche anno fa mi hanno detto testualmente "scemo tu che ci hai creduti". Abbiamo anche noi una parte di responsabilità delle nostre disgrazie, sicuro, ma il lavoro è una questione di dignità, è un diritto sancito dalla costituzione. Ricordatevene questo Natale mentre fate gli auguri, che probabilmente chi riceverà quegli auguri a casa non avrà nessun panettone perché costa troppo.

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