lunedì 25 marzo 2024

Se non fai il documentarista, fai l'ecologista!


Incredibilmente, sono riuscito ad identificarla subito, nonostante le molte specie di Friganee che frequentano i luoghi umidi. Per un occhio profano, sembrerebbe una farfallina, ma non appartiene ai Lepidotteri, bensì ai Tricotteri e il suo nome specifico è Odontocerum albicorne. Non l’ho catturata per portarla in laboratorio, ma l’ho fotografata sul posto visto che stava ferma, in stato di sonno. I Tricotteri hanno infatti abitudini crepuscolari e notturne. Questo animaletto non è stato l’unico avvistamento di oggi 25 marzo. Avevo deciso di andare dietro l’allevamento di trote di Sivigliano. Binocolo alla mano, pronto ad ogni sorpresa, i campi adiacenti erano pieni di gabbiani reali, sia a terra che in volo. Un cormorano posato su un palo della luce della peschiera, nome con cui sono conosciuti localmente gli allevamenti di trote. Un airone cenerino in volo, molte cornacchie grigie e, nei torrenti di risorgiva che confluiscono nei canali dell’allevamento, folaghe, gallinelle d’acqua e marangoni minori. Sui bordi, le tracce dei sentieri delle nutrie. Sui ponticelli di cemento che collegano i canali, molti escrementi di volpe. Fra gli alberi, il canto del picchio verde e, nel sottobosco, il verso del fagiano maschio. Niente rapaci in volo, né nibbi, né poiane, e nemmeno biacchi a crogiolarsi al sole. Un bruco marrone di lepidottero, che avevo trovato poco fuori del paese, sul bordo dell’asfalto, l’ho lasciato perdere perché non volevo strapazzarlo dentro il contenitore, dato che la mia escursione era appena all’inizio. Bombi e altri insetti non ne ho visti, forse perché era troppo presto, c’era molta rugiada sull’erba e faceva ancora fresco per loro. Ero infatti uscito di casa verso le otto. Un po’ deluso, visto che domani torna a piovere, me ne sono tornato verso casa e, pedalando lentamente, mi fermavo ogni volta che vedevo ai margini della strada qualche bottiglietta di plastica o lattine di bibita, gettate dai finestrini delle auto da gente incivile. Se non riportavo a casa qualche esemplare da fotografare, almeno facevo qualcosa di utile per l’ambiente. Giunto verso la fine della mia vita, voglio guadagnarmi il paradiso (in cui non credo) e anche se fra mille anni nessuno si ricorderà più di me, voglio, nel mio piccolo, lasciare pulito questo pianeta per le generazioni future, sempre ammesso che ce ne saranno.


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