venerdì 15 dicembre 2017

Burattini per tutti i gusti


Da una parte abbiamo Alex Jones, burattino degli Illuminati nonché complottista preferito di Trump, che dice esserci su Marte una colonia di bambini rapiti sulla Terra, e dall’altra abbiamo Emmanuel Macron, burattino dei banchieri che, in qualità di padrone di casa, dice che non c’è un Pianeta B, ovvero esattamente ciò che dicevano i Verdi trent’anni fa: “Questo è l’unico pianeta che abbiamo”. Con la differenza che i Verdi si davano da fare per cambiare le leggi e introdurre stili di vita ecocompatibili, mentre Macron e tutti gli altri burattini governativi si riempiono la bocca di sterili slogan senza dare seguito a riforme significative. A Macron si potrebbe rispondere: “Dimmi qualcosa che non so!”. Ai Verdi, fagocitati dal Sistema, si potrebbe dire, col senno di poi: “Avete fatto male a transitare nelle istituzioni e dovevate dare ascolto a chi vi ammoniva di rimanere movimento”.


Sì, perché sembra esistere un meccanismo perverso in base al quale ogni movimento culturale che nasce dal basso viene totalmente neutralizzato, nelle sue energie dirompenti, nel momento in cui decide di allestire liste per candidarsi alle elezioni. Il problema era emerso già con Pannella, quando qualcuno dei suoi mise in giro la parola d’ordine “Disorganizziamoci scientificamente”, a significare che i migliori risultati si ottengono rimanendo movimento indistinto, anziché mandare qualche sparuto drappello in parlamento. Sia Verdi che radicali quello hanno avuto: sparuti drappelli, che hanno finito per uniformarsi all’andazzo generale.

Il Movimento 5 Stelle, viceversa, ha mandato in parlamento un grosso contingente dei suoi, ma i risultati non sono diversi. Anzi, in quest’epoca frenetica in cui tutto sembra aver preso un ritmo accelerato, la trasformazione dei grillini è ancora più evidente. Mentre con i Verdi e i radicali sono dovuti trascorrere almeno tre decenni, con i pentastellati la rovina è arrivata nel giro di pochi anni. Un esempio fra tutti: il Muos di Niscemi per i grillini è diventato uno strumento di pace internazionale, da quell’ecomostro che era quando ancora nessuno di loro era approdato in parlamento. Da ciò si deduce che la cosiddetta democrazia parlamentare ha lo scopo di far credere ai cittadini di contare qualcosa, di poter cambiare le cose storte mediante il metodo democratico e di smorzare ogni velleità sovversiva e rivoluzionaria, parole ormai svuotate di significato. Macron ripete slogan consunti e privi di sbocco, fidando sul ricambio generazionale, i gruppi di opposizione che entrano nell’agone politico fanno tutti una miseranda fine, deludendo gli idealisti che li hanno votati e noi siamo ancora qui a sperare in un miracolo, senza sapere di preciso da quale parte potrebbe arrivare.

1 commento:

  1. che siano peggio degli altri nn ne sarei così sicuro,di certo ogni epoca ha prodotto fior fiore di rumenta,tutta ben studiata ad hoc per il momento che si sta vivendo,nulla è mai stato lasciato al caso

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