sabato 1 ottobre 2016

Iconoclasta dilettante



Danneggiate due statue all'interno della Basilica di Santa Prassede, a due passi da Santa Maria Maggiore, nel quartiere Monti, nel centro di Roma. L'uomo è entrato nella Basilica e si è scagliato contro due statue colpendole ripetutamente e danneggiandole. Poi ha rovesciato candelieri, teche e si è dato alla fuga. Erano le 19 circa e nella chiesa stava per iniziare un concerto di musica sacra organizzato dall'ambasciata slovacca quando il vandalo è entrato in azione. A dare l'allarme alla polizia il parroco. Il responsabile sarebbe un uomo di colore, alto circa un metro e 80. Al momento si escluderebbe il gesto di matrice religiosa e si ipotizza che si tratti di uno squilibrato. Le statue danneggiate sono quelle di Sant'Antonio e Santa Prassede, a cui sono state rotte braccia e volto. Ancora da chiarire con quale oggetto le abbia colpite più volte. 



Ed ora si indaga per risalire al responsabile dell'atto vandalico all'interno dell'antichissima basilica che ha l'entrata principale, di rado utilizzata, in via San Martino ai Monti, mentre l'entrata abituale, ma secondaria, si trova sul lato destro dell'edificio, quasi in via Merulana, all'angolo fra via di Santa Prassede e via San Giovanni Gualberto. La chiesa prende il nome dalla S. Prassede, sorella di S. Pudenziana e figlia del senatore romano Pudente, discepolo di S.Paolo. Fondata nel IX secolo da papa Pasquale I subì vari restauri nei secoli XV, XVII e XIX. All'interno c'è anche una lapide del 1743 dedicata a Pico della Mirandola.




Questa notizia, che ho appena letto, mi addolora profondamente, è un segno da non sottovalutare, mostra in modo inequivocabile come chiunque possa entrare in Italia e profanare luoghi, simboli e valori sacri per la nostra cultura. La Chiesa di Santa Prassede, un gioiello dell'arte paleocristiana risalente al primo secolo, con le sue splendide pitture musive, i reliquiari, e la famosa colonnina sulla quale sarebbe stato flagellato Gesù Cristo, portata da Gerusalemme e fortunatamente custodita in una teca, è stata profanata. Un delinquente, prelevato in mare dalla Marina Militare italiana, mantenuto e foraggiato dagli italiani, ha potuto impunemente calpestare e distruggere i simboli significativi della nostra civiltà. Che senso ha importare delinquenti che distruggono senza rispetto alcuno per il paese che li ospita?


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