giovedì 27 aprile 2017

I predatori della scienza perduta


In quanto vecchio antivivisezionista, so da molti anni che la ricerca scientifica basata sull’abuso di animali è Medioevo oscurantista. Lo è perché il modello scelto per gli esperimenti, quello che Cartesio e i suoi discepoli chiamavano “corpore vili”, gli animali da laboratorio, non permette di ottenere risultati utili e applicabili all’organismo umano. Il Medioevo come rappresentazione del potere lo vediamo all’opera in questi ultimi giorni e non perché venga fatto sapere all’opinione pubblica, facilmente manovrabile con lo strumento della paura, che le cavie continuano ad essere tormentate inutilmente, ma perché vediamo la forza bruta del Sistema applicata sui dissenzienti. Lo vediamo nel caso dei vaccini, sui quali le industrie farmaceutiche hanno il dente avvelenato e intendono sferrare un attacco decisivo a quanti si rifiutano di vaccinare sé e i propri figli. Lo abbiamo visto con la radiazione di Roberto Gava, con la carcerazione di Davide Vannoni e ora con l’accusa formale rivolta a Lino Bottaro e a sua moglie Rita di omicidio colposo. Vi rendete conto? Omicidio colposo! Equiparabile all’omicidio stradale o ad altri casi in cui si è causata la morte di qualcuno senza volerlo.




A Lino Bottaro, che conobbi anni fa quando mi chiese di collaborare con Stampa Libera, porgo tutta la mia incondizionata solidarietà, tenendo presente che anch’io ho avuto problemi con la giustizia per sabotaggi da me compiuti in favore degli animali. Trovo scandaloso che oltre al dolore per la perdita della figlia Eleonora, seguita a quella altrettanto dolorosa del figlio Luca, ora la magistratura voglia infierire su quei due genitori aggiungendo amarezza, preoccupazioni, dispiaceri e spese legali al dolore, che non passerà mai, di aver perso, uno dopo l’altro, gli unici due figli.




Se volessi ragionare in termini esoterici, direi che i demoni si stanno vendicando per il lavoro di informazione alternativa che Lino ha fatto per anni con Stampa Libera. Sembra quasi che gli Arconti vogliano fargliela pagare, benché si sia solo trattato di un sito che tendeva a dire la verità, in contrapposizione alle bugie sistematiche dei mass-media mainstream. Ma, evidentemente, gli Arconti e tutti i loro seguaci temono moltissimo la verità. Per essi è come fumo negli occhi.




Non sono però abbastanza esoterico per affermare con determinazione questo, ma mi limito a dire che alle industrie farmaceutiche, abituate a passare sopra uomini e bestie come un rullo compressore, servono capri espiatori da punire esemplarmente, sulla base del principio maoista “Colpiscine uno per educarne cento”.

Gava, medico cattolico devoto, che fa con dedizione il proprio mestiere, si è schierato contro i vaccini? Lo espelliamo dall’albo dei medici! Vannoni, pur non essendo medico, da’ speranze di guarigione a molte famiglie di pazienti con malattie degenerative? Lo incarceriamo! Bottaro, in un momento difficile di scelta terapeutica, sceglie coerentemente la strada più ardua delle Cinque Leggi Biologiche? Lo processiamo con un’accusa infamante!



Tre onesti cittadini, che hanno capito quanto truffaldina sia la cosiddetta scienza medica, puniti per le loro idee, sanzionati perché hanno osato mettersi contro il Verbo infuso della medicina ufficiale, messi alla berlina, sottoposti al pubblico ludibrio e indicati come untori e ignoranti e fanatici e oscurantisti, in quella che si potrebbe chiamare una specie di “proiezione freudiana”. La classe medica oscurantista, arrogante e bugiarda, accusa i dissenzienti di oscurantismo. La scienza dogmatica e vivisettoria accusa me di essere un vandalo nel momento in cui libero delle cavie dai loro sordidi laboratori. Io ormai sono fuori gioco, le mie avventure le ho vissute fino in fondo, pagando il mio debito con la giustizia italiana per tutti i “danni” che ho fatto, ma per Lino e sua moglie il calvario comincia adesso. Per Davide Vannoni c’è, ora, la durezza del carcere, di quel carcere in cui i veri delinquenti stanno solo pochi giorni. O non ci finiscono per niente. Per Gava c’è l’ignominia di essere stato espulso dalla comunità dei medici, una specie di ostracismo applicato nella nostra società tecnologica, che imita quello applicato nelle società primitive quando qualcuno viene emarginato dal resto del clan e allontanato dal villaggio.





Come diceva Baudelaire, “Trafigga la sua vittima sul corso, o pugnali il nemico in sanguinosa battaglia, l’uomo è sempre l’eterno uomo: il più perfetto animale da preda”.

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