giovedì 27 aprile 2017

I sogni sono solo desideri o paure?


Testo di Andrea Nicola

Intanto grazie dell'articolo, l'ho letto con interesse. Premetto di aver già letto qualcosa a riguardo di questi "sogni", "viaggi" o come vogliamo chiamarli. Certo che queste storie sono vere, ci credo, non per fede, sia chiaro. Qui siamo probabilmente di fronte a sogni in cui la Coscienza (più o meno in equilibrio) ti fa vedere della cose esenti dallo spazio e esenti dal tempo. Infatti, lo ripeto, è scientificamente provato che il tempo e lo spazio non esistono (o meglio sono relativi a questa nostra realtà virtuale, aprile 2017 per intenderci).




Umberto Di Grazia ha queste visioni che, lo ammetto, sono straordinarie ma al contempo non mi stupiscono (occupandomi di Coscienza e argomenti correlati). Vorrei fare un distinguo sulle visioni (belle, brutte, profetiche, ecc...) del passato o del futuro, in generale sono sempre diverse. Mi faccio capire meglio con un banale esempio: se io un mese fa ho sognato un cane che gioca con una palla e stanotte rifaccio lo stesso sogno, il cane e la palla non saranno mai gli stessi. Ci sembreranno ovviamente gli stessi. Questo perché la nostra consapevolezza è in continuo cambiamento (mentre la Coscienza creatrice rimane immutata, eterna).




Di Grazia ha ovviamente queste grandi capacità, notevolissime! Tutti abbiamo queste facoltà, che non vuol dire le stesse, eh! Lui le avrà sui sogni, io sulla musica (per esempio), tu per altro, il nostro vicino di casa per altro ancora. Tutte queste capacità vanno coltivate, espresse in qualche modo ma poi si devono COMPRENDERE. Bisogna farsi la domanda: cui prodest? E' vero quindi che in questa realtà (virtuale, cioè quella in cui viviamo adesso: casa, lavoro, mangiare, andare a far la spesa, ecc...) bisogna cambiare, non c'è nulla da fare, il cambiamento deve essere continuo in tutte le cose che facciamo. Qui, ovviamente, per la società bisogna andare in chiesa, bisogna sposarsi, bisogna lavorare 8/10 ore al giorno ed inchinarsi al proprio datore di lavoro, insomma storie che tu sai bene.




Ma questo discorso è riferito anche a quello che facciamo al di fuori di questa società. Prendo come esempio il "lavoro", che sembra una cosa a cui non si deve rinunciare. Io rispondo: vaffanculo, porca puttana! Non lavorerò (brutta parola) mai più di 3/4 ore al giorno 5 volte a settimana! E se anche questo lavoro non mi piace o mi fa soffrire, mi fa star male, ecc. lo mollo. Piuttosto sto tranquillamente a casa a leggermi un libro, a passeggiare nella natura, occupo il tempo con me stesso e con le persone con cui condivido idee, con gli amici insomma. Capiterà qualcosa se cerco nel mio essere, i talenti, le idee da fare e mettere in pratica, se poi sbaglio, amen! Ma fermarsi MAI!





Vedi, forse sono andato fuori tema (off topic) e me ne scuso. Ritornando un pochino sui binari, i sogni profetici (o ritenuti tali) sono modificabili. Io stesso sognavo sempre che camminavo in una città e vedevo cadere un grosso aereo e avevo paura che mi venisse addosso. Un incubo? Boh! Quando poi ho risolto alcune cose psicologiche, questo sogno/incubo (che si è ripetuto per molte volte) è scomparso. Parte sempre da noi stessi, il sogno è un monito per farci capire che dobbiamo risolvere o comprendere qualcosa in questa vita. Ribadisco ancora una volta, noi siamo gli artefici della nostra vita, che ci piaccia o no. Il "male" che vediamo fuori non è altro che un nostro riflesso, non c'è nulla da fare! D'altro canto, non si dovrebbe essere newagiani buonisti e lì si potrebbe aprire il discorso Malanga, ma ora chiudo un po' il discorso, che come al solito è diventato un papiro. Ormai di rado scrivo troppo a lungo, meglio a voce, per una lunga serie di motivi.

2 commenti:

  1. Ti ringrazio per la pubblicazione, avevo un leggerissimo (alla Fantozzi) sospetto che ne facevi un post! :D bye bye :-)
    p.s.: ne farò una ricondivisione :)

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    1. Sono io che ti ringrazio, Andrea.

      Ne aspetto altri.

      :-)

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