lunedì 26 maggio 2014

Se la squadra perde, l'allenatore se ne va

 
Beppe Grillo resta un grande uomo di spettacolo anche nella sconfitta del suo partito. Del resto, se non si usa l’arma dell’ironia proprio nei momenti critici, non c’è via d’uscita. E’ importante, in tali frangenti, lanciare un messaggio di speranza. Si può perdere una battaglia, ma non è detto che si perda anche la guerra. Ora i giornalisti stanno cercando di fare a lui lo stesso giochetto che lui ha fatto a Renzi e ad altri politici saldamente attaccati alla poltrona. Stanno cercando di farlo assomigliare a tutti gli altri politicanti ipocriti, spergiuri e opportunisti, dimenticando che Grillo non percepisce alcuno stipendio dalla Stato italiano, a differenza degli altri. Tutt’al più, stante il malumore che anche alcuni esponenti della famosa base del Movimento ha nei suoi confronti, si potrebbe pensare a una sua sostituzione, ma ci sarebbe lo stesso problema di Forza Italia. Berlusconi non può essere sostituito da nessuno, nemmeno da sua figlia. E Grillo? Chi sarebbe un degno e carismatico successore?

2 commenti:

  1. E' andato tutto secondo le mie previsioni, Roberto, lei mi aveva chiesto se avrebbe vinto il m5s od il PD, io ho detto il secondo perché come da lei sostenuto le prebende sono massimamente attrattive.
    L'egoismo innanzi tutto, perché quando c'è la nebbia non si vede oltre il proprio naso, ho detto il proprio e non l'altrui.

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    1. Il PD: il fascino discreto della borghesia, per dirla alla Bunuel.

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