giovedì 30 marzo 2017

Il vero fondatore del comunismo fu Adam Weishaupt


Testo di Mimma Dabramo

Non c'è un solo movimento proletario, neanche uno comunista, che non ha agito nell'interesse del denaro, nella direzione indicata dal denaro e durante i tempi permessi dal denaro, tutto ciò senza che gli idealisti ne abbiano avuto la minima idea" (Oswald Spengler). Nel 1847 Marx scrisse il "Manifesto del Partito Comunista", in cui incitava i lavoratori a rivoltarsi; inoltre prospettava l'abolizione della proprietà privata e proponeva che ogni forma di proprietà passasse nelle mani del governo. Il "Manifesto" di Marx era fondamentalmente un rimaneggiamento degli scritti di Weishaupt e del suo discepolo Clinton Roosevelt. Le "logge massoniche" di New York, eredi degli "Illuminati di Baviera", tra cui la "Lega dei Giusti", annoverava tra i suoi membri Clinton Roosevelt e Horace Greeley che potevano contare sui sostegni finanziari della famiglia Rothschild e della sua "Internazionale Finanziaria". L'ordine degli "Illuminati di Baviera" fu fondato il 1 maggio 1776 da Adam Weishaupt. 


Weishaupt era un professore di Diritto Canonico presso l'Università di Ingolstadt, in Baviera. Nacque da genitori "ebrei", poi convertiti al cristianesimo. Divenne membro di alto rango dell'ordine dei Gesuiti, che successivamente ha lasciato per formare l'organizzazione degli "Illuminati" secondo il chiaro volere di "Casa Rothschild". L'ebreo Rothschild ha assunto il figlio di un rabbino ebreo di nome Adam Weishaupt per creare una organizzazione da lui finanziata attraverso enormi risorse. Il giudeo Karl Marx (Moses Mordechai Levy) non era il vero padre della "rivoluzione comunista mondiale", il suo vero padre era Adam Weishaupt. Il piano occulto dei Rothschild, espresso concretamente nei "Protocolli dei Savi di Sion", doveva portare il "popolo eletto dal Signore" a governare il mondo. L'occasione per instaurare il "potere mondiale ebraico" arrivò con la Rivoluzione Russa, che è stata finanziata dai banchieri ebrei, i Rothschild, Warburg, Oppenhimer, Schuster, Morgan, Guggenheim.....




2 commenti:

  1. Carl Marx é stato male interpretato e lui stesso durante un'assemblea ha detto: "Io non sono Marxista"

    Invece Weishaupt ha usato le sue conoscenze, apprese dai gesuiti, nel caso della rivoluzione francese per alimentare la rivolta, verso i reali, ma era in malafede [i motivi di fondo erano altri, probabilmente le tasse che i regnanti pretendevano dal clero, inoltre i reali avevano convocato prima della rivoluzione francese gli stati generali [clero, nobiltà e terzo stato] cio significa che volevano risolvere pacificamente quanto si stava delineando.

    Ci sarebbe da capire perché invece le cose hanno preso la piega che hanno preso, con il periodo del terrore, una vera e propria carneficina e genocidio.

    Stella

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    1. Il fatto che “i reali avevano convocato gli stati generali” perché “ volevano risolvere pacificamente quanto si stava delineando”, mi ricorda l’imperatore Costantino che riunisce i rappresentati di tutte le religioni esistenti all’epoca sul territorio dell’impero, per ricavarne una che fosse…..universale, significato che poi è passato alla religione cattolica.

      Che siano re o imperatori, papi o principi, sempre di gentaglia si tratta, prepotenti che non cederanno mai una virgola dei privilegi che si sono presi con la forza e le prevaricazioni.

      Mi suona strano che Marx abbia detto “Io non sono marxista”. Il fatto oggettivo è che le sue tesi hanno prodotto dittature spaventose, esattamente come le tesi un po’ più amorevoli di Gesù Cristo che hanno causato milioni di morti.

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