domenica 2 aprile 2017

Presto qualcuno andrà in Paradiso


Spesso andiamo dicendo che alcuni film prodotti a Hollywood non sono semplici film di intrattenimento, ma messaggi in codice per chi ha orecchi per udire e occhi per vedere. Film come “Matrix” e “1984”, tratto, quest’ultimo, dall’omonimo romanzo di Orwell, ci dicono cosa c’è dietro o cosa ci aspetta, per non parlare dei film di genere catastrofico come “2012” o i più stagionati “The day after” e “The day after tomorrow”. Idem per quanto riguarda la fantascienza, e qui ce n’è una caterva. Ce n’è uno, con Nicolas Cage, che ho visto di recente e che mi è venuto in mente leggendo un articolo di Hack the Matrix. S’intitola semplicemente “La profezia” e s’impernia su un’idea abbastanza inquietante: milioni di persone, improvvisamente e senza preavviso, scompaiono nel nulla, lasciando i propri vestiti nel punto in cui si trovavano. La maggior parte di essi sono minori, che lasciano i genitori nella disperazione, ma anche molti adulti.




Una ragazza che non scompare e che funge da deuteragonista con il padre pilota d’aviazione civile, interpretato da Nicolas Cage, va in chiesa e la trova vuota. E’ rimasto solo il pastore protestante, che le confessa tra le lacrime di non aver mai creduto nella Bibbia, nonostante tutti gli anni passati come pastore d’anime. Le scene di panico generale, con gli assalti ai supermercati e l’aumento della criminalità spicciola, dovuta all’assenza della polizia, non sono la parte principale del film, che invece si svolge a bordo dell’aereo mentre è in volo sopra l’Atlantico. Anche il copilota e una delle hostess scompaiono, insieme a tutti i bambini di bordo. Scene isteriche delle loro madri. Confusione fra i passeggeri. E non manca il complottista che parla di alieni e altre corbellerie. Alla fine, non solo la bravura del pilota riuscirà a portare a terra sani e salvi i passeggeri rimasti, nonostante il caos in cui sono piombate le torri di controllo, ma sarà lo stesso Nicolas Cage a risolvere il mistero: gli scomparsi sono semplicemente andati in paradiso, come dicono le Scritture e come gli ripeteva sua moglie, senza trovare in lui un ascoltatore disponibile.




Dopo aver visto il film ho pensato che era adatto a un pubblico di americani luterani, battisti, episcopali, presbiteriani, avventisti, mormoni e puritani in genere, ma che ha poca presa su una mentalità cattolica, improntata alle cose pratiche e avulsa da trascendenze di genere millenaristico. Poi però m’imbatto nell’articolo di Hack the Matrix, che parla del passaggio dalla terza alla quarta dimensione, tema che mi è sempre stato ostico, e comincio a credere che possa avere qualche base scientifica. Riporto il brano più significativo, con la frase in neretto che mi ha fatto ricordare il film poiché è esattamente ciò che è successo su quell’aereo in volo, come anche nel resto del mondo.




“Questo peggiorerà gli scompensi climatici, ma d’altro canto il feedback di ritorno delle persone positive calmerà parzialmente la Terra impedendo il peggio. Se i pensieri positivi saranno più forti di quelli negativi generati dalla rabbia e dalla paura, allora il pianeta reggerà, e si passerà all’ultimo stadio dell’Onda. La Terra quadrimensionale inizierà ad emergere dall’interno di quella tridimensionale. Tutte le persone che avranno cambiato le proprie frequenze vibratorie in accordo con la frequenza armonica dell’Onda vedranno, percepiranno ed interagiranno con un nuovo mondo. Tutti gli altri rimarranno nel “vecchio” mondo tridimensionale, semidistrutto dai cataclismi, e a loro sembrerà che milioni di persone siano scomparse di colpo. Ma sono solo andate nella 4° dimensione. Sarà come quando i Tuatha De Danann dei miti celtici “svanirono” nel mondo del Sidhe, o come quando Re Artù scomparve nell’isola di Avalon. Questi miti in realtà solo mementi dell’azione dell’Onda sul tessuto spaziotemporale in epoche passate”.




Dunque, ricapitolando. La famigerata Onda Quantica che dovrebbe abbattersi sul sistema solare, si manifesterà in tre stadi:
1) cataclismi su tutta la Terra;
2) scene di follia di massa;
3) sdoppiamento, con i sopravvissuti ai cataclismi che vedranno scomparire di colpo milioni di persone (come succede nel film), persone che sono passate nella quarta dimensione.





Cosa ci sia nella quarta dimensione e come possa essere il pianeta Terra quadridimensionale, anziché tridimensionale com’è ora, non so, non riesco ad immaginarmelo, nonostante tutti gli sforzi di fantasia che io possa fare. E questo probabilmente è un segno che, se le cose dovessero proprio andare così, io resterò nella terza, a godermi i disastri, le isterie collettive e altre piacevolezze. Non sono fatto per la questa dimensione, né tanto meno per il Paradiso, come lo chiamano gli anglosassoni fondamentalisti. Del resto, anche mia moglie mi chiama spesso “devoly lava tsifa”, diavolo dalle lunghe corna e, se lo dice lei, le credo.

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