martedì 11 luglio 2017

Il riscaldamento globale, un pretesto per tenere poveri milioni di uomini


Se sopporteremo la fatica di leggere i sottotitoli, alla fine del video ci sentiremo come se avessimo aperto gli occhi su quella propaganda che quasi ogni giorno i telegiornali ci propinano. Mi riferisco al presunto cambiamento climatico dovuto all’aumento dell’anidride carbonica. Che non ci sia una relazione tra le attività umane e l’aumento della temperatura della Terra, lo sapevamo. Che sia il sole, in relazione con la nuvolosità, a creare sbalzi di temperatura tali da generare tempeste, uragani e alluvioni, lo sapevamo. Che i mass-media e il mondo accademico abbiano fatto diventare il riscaldamento globale un dogma, lo sapevamo. Ma che anche il movimento ambientalista mondiale si sia accodato a tale dogma, non lo sapevamo. Per lo meno, io non lo avrei immaginato. Mi è dispiaciuto soprattutto venire a sapere che per gli ambientalisti l’Africa non si deve industrializzare. Gli ecologisti vorrebbero che gli africani usino il fotovoltaico e l’eolico, che sono tecnologie costose, ma come far funzionare una fabbrica o una linea ferroviaria con i pannelli fotovoltaici o le pale eoliche? E’ impossibile! Al massimo si possono illuminare le abitazioni. 


E’ vero che l’industrializzazione dei paesi occidentali ha causato molti disastri e io continuo ad essere contro il capitalismo, ma mettendoci nei panni di un qualunque africano, dovremmo chiederci: “Perché non possono anch’essi avere il diritto di seguire le nostre orme industrializzandosi?”. Non possiamo, obiettivamente, godere dei benefici dell’industrializzazione e nel contempo fare la morale ai paesi del Terzo Mondo. La nostra esperienza, visto che ci siamo già passati, dovrebbe piuttosto servire per mettere in guardia i paesi poveri dalle trappole e dai rischi evitabili, lasciando però che anche le popolazioni del Terzo Mondo seguano la loro strada, che fu anche nostra. Questo sarebbe il miglior modo di….aiutarli a casa loro!

 

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